Scommesse sul cricket 2026: undici giocatori, e spesso nessuna quota
30 Ottobre 2026 — concessioni e riferimenti normativi verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Il cricket è uno sport che in Italia arriva in casa di chi scommette sostanzialmente per due strade: qualche app di bookmaker con concessione ADM, e una manciata di notti bianche. Prima di tutto questo c’è una premessa che riguarda la copertura del mercato, non le regole del gioco. Un incontro di cricket vive di inning, over e pause: un format lungo può durare fino a cinque giorni, un Twenty20 si esaurisce in tre ore scarse. Quello che cambia per un conto di gioco è ciò che sta intorno. ADM aggiunge gli eventi al palinsesto uno per uno, e la concessione viene data a un sito, non a una disciplina sportiva. Una pagina come questa serve a spiegare come nascono i numeri che finiscono nel carrello, quali competizioni finiscono davvero sotto la voce cricket e cosa resta fuori. Le quote che circolano vanno confrontate con il formato dell’incontro: un prezzo su un match che nessuno vince e si chiude con un pareggio non è la stessa cosa del prezzo su una partita che prima o poi finisce.
Sul cricket italiano c’è una sproporzione che va detta subito. Nessun operatore della lista qui sotto descrive la disciplina come prodotto suo. Il cricket vive dentro palinsesti enormi e generalisti, popolati di calcio, tennis e basket, e ci arriva per conto terzi. Non è una colpa di nessuno: è un dato di fatto. E il dato di fatto successivo è che chi lo cerca di solito non vuole una guida al cricket, vuole sapere se c’è, dove sta e quanto costa. Tre domande, tre risposte che stanno in questo testo.
Intorno al cricket conviene tenere separati i contorni dal centro. Un incontro può avere un bersaglio aggiustato dal metodo Duckworth-Lewis-Stern; una One Day International a 50 over per squadra può chiudersi con le squadre appaiate. I bookmaker non si assumono questi casi come incidenti di percorso: li chiamano mercati. E il margine che si portano via lo applicano sul prezzo, non sul risultato.
Indice dei contenuti
- Calendario, formati e tornei: quando il cricket si gioca e quando le quote appaiono
- La concessione ADM e i confini dei mercati autorizzati
- Prevenzione, tutela e protezione: cosa deve fare il conto di gioco
- Criteri di valutazione: come si legge una quota sul cricket
- Criteri di confronto fra i bookmaker con concessione ADM
- I dieci bookmaker con concessione ADM, uno per uno
- Quanto vale davvero un bonus di benvenuto
- Meccanismo del cricket e tipologie di scommessa: cosa cambia sulla schedina
- Domande frequenti sulle scommesse sul cricket
- Dove porta il cricket dentro un mercato costruito sul calcio
Calendario, formati e tornei: quando il cricket si gioca e quando le quote appaiono
Il calendario internazionale del cricket non assomiglia a quello di uno sport che si gioca nel fine settimana. Il primo fatto utile è il più semplice: una squadra di cricket ha 11 giocatori, e i formati internazionali che contano sono tre. Il Test match, l’One Day International, il Twenty20. Tre format, tre durate, tre modi diversi di costruire un prezzo.

Il Test match è la versione lunga. Si arriva a cinque giorni di gioco, con al massimo quattro inning in totale e quindi un massimo di due per squadra; ogni giornata prevede almeno novanta over, e un incontro che nessuna delle due squadre riesce a vincere finisce in pareggio. Chi scommette deve digerire una conseguenza banale e insidiosa insieme: cinque giorni di condizioni meteo, un risultato a metà e un mercato sul «chi vince» che il pareggio lo mette dentro come esito pieno.
L’One Day International è il formato che in un’agenzia di scommesse si capisce meglio, perché ogni squadra batte per 50 over fissi. Quando il punteggio è pari mentre la squadra che insegue è tutta eliminata oppure ha esaurito gli over, l’incontro è un pareggio. Qui il pareggio non è un raro incidente: è un esito previsto dal regolamento, e per questo è un esito previsto anche dalle liste. Il terzo formato, il Twenty20, è il più veloce: ogni squadra batte per un massimo di 20 over, cioè 120 lanci regolari, un lanciatore può lanciare al massimo quattro over, e un incontro in parità si decide con un super over.
Poi c’è il tempo, che nel cricket non è mai una variabile banale. Negli incontri One Day condizionati dalla pioggia è di solito il metodo Duckworth-Lewis-Stern a stabilire il bersaglio o il risultato; se si giocano troppi pochi over, di norma venti, l’incontro viene dichiarato senza risultato. Questo è il punto in cui un mercato sul cricket smette di somigliare a un mercato sul calcio. Un «no result» non è una sconfitta per nessuno e non è un pareggio per nessuno.
La pattuizione internazionale la governa l’International Cricket Council, che conta dodici membri effettivi con status di Test e ha avviato la stagione inaugurale del World Test Championship nel 2019. La competizione più recente di cui il calendario parla è la ICC Men’s T20 World Cup, andata dal 7 febbraio all’8 marzo 2026, organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka con 20 squadre al via e vinta dall’India, che in finale ha battuto la Nuova Zelanda di 96 run.
Vale la pena fermarsi un istante sul calendario perché è lì che il cricket italiano perde ogni pretesa di continuità. Il World Test Championship, la T20 World Cup, i bilaterali fra nazionali e le leghe di franchise non compongono un flusso settimanale come la Serie A. Comporre un palinsesto cricket significa seguire fusi orari lontani e finestre di gioco che cadono di notte. Chi vuole bettare su un Twenty20 indiano lo trova in orari che non lo accompagnano.
Non c’è niente di scandaloso in questo. C’è una conseguenza pratica: se una voce di cricket compare, probabilmente è l’incontro più grosso del momento, e non una delle cinque partite minori della stessa serata. Cercare profondità di mercato su una lega di secondo piano è la strada più rapida per non trovare nulla.
Resta un ultimo conto, che riguarda il cricket giocato e non quello guardato. In un Test match una giornata si consuma in novanta over e oltre, e nessuno scommette sull’intera giornata: si scommette su un suo pezzo. Il cricket premia chi accetta di tradurre una disciplina complessa in una scommessa semplice — e i bookmaker lo sanno, quindi la traduzione la fanno loro, con il margine che ci mettono sopra.
Fuori dagli incontri fra nazionali esiste il cricket di franchigia, che a leggere i format internazionali non sposta l’impianto: cambiano le rose, non i tre formati. Le partite fra club e selezioni regionali finiscono nello stesso calderone dei mercati internazionali, con nomi che cambiano ogni anno e calendari assemblati all’ultimo. Niente di male: è il pane quotidiano di chi legge i palinsesti con leggerezza.
C’è poi un dettaglio che sfugge a chi guarda solo il prezzo: nei Test match il quinto giorno può non bastare, e il «draw» è un esito naturale, non un’eccezione. Un mercato 1X2 con tre esiti, quindi, non è un abbellimento. È la versione fedele di uno sport che il pareggio lo prevede per statuto.
La concessione ADM e i confini dei mercati autorizzati
Il punto di partenza per chi cerca un bookmaker è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ADM, che il mercato continua a chiamare AAMS. La cornice che conta ha un nome e un numero: il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Un dettaglio lessicale che vale più di una pagina di premesse: in Italia non si apre un’attività con una licenza, si vince una concessione. Le concessioni sono assegnate per gara pubblica, non rilasciate su richiesta. L’articolo 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse dei cavalli alla lettera a); il totalizzatore sportivo e ippico alla b); i giochi di ippica nazionale alla c); i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa alla d); le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange, alla e); il bingo alla f).
La lettera a) è la riga che riguarda il cricket: una scommessa sportiva a quota fissa su un evento approvato rientra nel perimetro. Il comma 3 dello stesso articolo fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. Fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5). Le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).
Il passaggio successivo sono i numeri. La gara del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Eurobet Italia S.r.l., per esempio, porta Eurobet, Bwin e Giocodigitale. La concessione è per sito, non per azienda, e questa è la differenza che sfugge a chi conta i marchi: due nomi diversi possono nascondere lo stesso concessionario.
Poi c’è la parte che nessuna classifica racconta. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può tenere insieme scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, scommesse con interazione diretta e bingo, in qualunque combinazione. Stare nell’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito dell’operatore. E nessuna posizione in una lista comparativa equivale a una concessione.
Questo vale anche per il cricket in modo diretto. La concessione copre la disciplina sportiva come categoria, non il singolo torneo. Perché una partita di cricket sia giocabile deve stare nel palinsesto. L’articolo 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e delle tipologie di giocate che il concessionario predispone e ADM approva; una giocata si accetta solo su eventi del palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno alla volta: a settembre 2026, per esempio, ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner.
Su questo bisogna essere chiari fino in fondo, perché è la differenza fra un’opinione e un dato. Quali eventi di cricket l’elenco approvato contenga davvero è cosa che si legge nel palinsesto dell’operatore, giorno per giorno. Non esiste un elenco pubblico delle singole partite autorizzate da consultare prima di scommettere: esiste il palinsesto del sito, e quello è il documento che conta nell’istante in cui si punta.
Sui mercati live lo scenario è lo stesso. Il live è offerto da ogni grande operatore, ma le regole ADM su mercati, ritardi e singoli eventi live non sono note, e non esiste un elenco dei mercati live. Chi scommette live su un Twenty20 lo fa dentro la cornice dell’operatore, non dentro una griglia pubblica che si possa citare.
Ci sono due classificazioni trasversali che vale la pena tenere a mente. La prima riguarda gli eventi simulati: l’articolo 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» — sport, corse dei cavalli e altri eventi riprodotti con animazione o con un evento reale preregistrato — e le ammette dentro la concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». La seconda riguarda l’ippica, che è due cose distinte nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nella lettera a) del comma 1 dell’art. 6; i «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h), cioè vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté come giochi di totalizzatore, richiedono una concessione propria. Se online qualche marchio proponga i totalizzatori di ippica nazionale è cosa non appurata.
C’è una cosa che quasi nessuno si aspetta: il cricket è approvato come evento sportivo dentro un sistema che ADM riempie un pezzo alla volta. Non c’è un automatismo «nuovo campionato, nuove quote». C’è una richiesta, una verifica e un palinsesto aggiornato. Chi scommette trova la partita quando è già lì, non quando l’ha cercata.
Cosa può essere messo in gioco, voce per voce
Il prodotto centrale della concessione è la scommessa sportiva a quota fissa; la legge prevede anche il totalizzatore. Se qualche marchio online proponga il totalizzatore sportivo non è cosa nota. Il palinsesto, come detto, è il contenitore dell’ammissibilità. Il betting exchange è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte del puntatore o della banca e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimamente le due parti. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti dello scambio italiano, fra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi con passi da 50 centesimi; un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi uno scambio, e con quali commissioni, non è dato sapere: Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.
Sulle scommesse riguardanti eventi di minori esiste una delibera di un dirigente ADM che richiama il DM 111/2006, il cui contenuto non è noto. Sull’esports vale la stessa cautela del cricket: se il palinsesto lo comprenda o meno è cosa da verificare sul singolo sito. E un tetto legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non esiste: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti autoimposti dal giocatore e il limite di deposito che sceglie in registrazione.
Cosa resta fuori: guadagni non tassati alla fonte, siti oscurati e sanzioni
Il quadro si completa guardando l’altra metà del mercato. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’articolo 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM incorrono in sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.
Il blocco agisce a livello di DNS e qualche fornitore resta indietro. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo una ricostruzione di stampa specializzata, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta; i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per l’esito è «oscurati», e descrive una partita che non si chiude mai.
Il fronte penale conviene leggerlo dalla fonte, non dal sentito dire. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, come ADM la riassume il 28 febbraio 2024, «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Questa è la regola lato giocatore, nella versione che dà l’autorità stessa. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis, copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avvenga all’estero.
La parte fiscale è dove si accumulano le leggende. Chi gioca su un concessionario ADM incassa una vincita già netta: secondo la stampa specializzata, la vincita è tassata alla fonte, il giocatore riceve la somma al netto e non dichiara nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. È un’affermazione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’autorità fiscale: prima di decidere, conviene consultare un commercialista. L’imposta in capo all’operatore sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato) è del 20,5 % se incassata sulla rete fisica e del 24,5 % se a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite; le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per salire al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Sul gioco non autorizzato il discorso cambia di segno e va fatto con la stessa freddezza. Le vincite ottenute su siti esteri o non autorizzati sono trattate dall’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per siti registrati od ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, con l’aliquota IRPEF applicata non nota. La posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale. Non è un dettaglio da foglio illustrativo: sopra un conto senza concessione si sommano un prelievo che l’operatore non ha versato e una casella che il giocatore deve compilare da sé.
Il confronto onesto sta in tre righi. Una concessione ADM porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’autorità, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS ed espone il giocatore, per come la mette ADM, a una sanzione penale. Il punto non è moralistico: è che l’offerta illegale in Italia si riconosce da ciò che le manca.
Pubblicità vietata, tranne il messaggio che dice di giocare poco
C’è una regola che cambia il modo in cui un bookmaker può raccontarsi, ed è in vigore ancora oggi. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito in legge 96/2018, vieta, come ADM cita il 28 febbraio 2024, «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’applicazione è affidata ad AGCOM, con sanzione del 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione.
Non tutto è vietato, ed è questa la parte che sfugge. Il decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità a operatori privi di concessione può attirare misure di AGCOM sui mezzi che la ospitano.
Lo stato dell’applicazione, stando a quanto riporta la stampa specializzata nel 2025 e nel 2026: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). È stata proposta, non è legge, una modifica di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato, e il divieto è in vigore alla data della verifica.
Sui bonus la distinzione è frequentemente fraintesa, quasi sempre in buona fede. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: il «bonus di benvenuto» è il termine con cui gli operatori lo chiamano, e un tetto legale all’importo del bonus o ai requisiti di puntata non esiste. Ammontare, requisiti di puntata e quota minima vengono quindi dai termini di ciascun operatore, e chi confronta le offerte sta confrontando condizioni contrattuali, non listini pubblici.
Prevenzione, tutela e protezione: cosa deve fare il conto di gioco
Le regole sulla concessione dicono chi può raccogliere; le regole sulla tutela dicono cosa deve fare il conto di gioco appena si apre. E qui il dettaglio che interessa a chi scommette su un mercato sottile è che nessuno degli strumenti di protezione è calibrato sul cricket.
L’età è il primo paletto. L’articolo 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione comprendono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa il limite a 18 anni. Nessuna deroga possibile, nessuna registrazione provvisoria.
Il conto di gioco si apre con l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione tramite modulo con copia del documento e tramite SPID; Goldbet offre anche la CIE tramite un provider SPID, come si legge nella sua procedura di apertura conto. Chi non usa SPID ha un conto che deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano: è quanto dichiarano le pagine degli operatori. La regola ha una traduzione pratica immediata. Se l’identificazione non si chiude, i soldi restano dentro il conto e non escono, il che per chi ha appena versato è la peggiore delle sospensioni.
Limiti, autoesclusione e RUA: quando lo strumento entra in funzione
L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che devono esserci: alla lettera a) i limiti di tempo, di spesa e di perdita autoimposti; alla b) i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; alla c) i messaggi automatici su durata e spesa; alla e) gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; alla f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana e otto ore al giorno.
La lettera b) è quella che decide qualcosa prima ancora che il giocatore apra il sito. In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già al momento dell’iscrizione, una riduzione che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per alzare un limite. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e anche qui un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato ne aspetta sette.
Vale la pena soffermarsi sulla scelta a senso unico, perché è l’aspetto che quasi nessuno considera al momento dell’iscrizione. Il limite che si sceglie di getto è quello che si porta dietro per sette giorni. Non è una grana burocratica: è un impegno che si prende verso se stessi con un preavviso di una settimana per scioglierlo. Il tetto di deposito che ADM fissa nella gara è, invece, un numero non noto.
L’autoesclusione è la misura più riconoscibile, anche grazie alla sua coda involontaria. Il Registro Unico degli Autoesclusi, la RUA, istituito nel 2018, blocca l’accesso a ogni piattaforma online con concessione ADM e alle sale sul territorio. È qui che si capisce quanto valga la concessione: i siti senza concessione non sono collegati alla RUA, quindi un giocatore autoescluso su quel fronte resta senza protezione riconosciuta.
Le condizioni degli operatori, sul punto, non sono tutte identiche e vale la pena fotografarle. Admiralbet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il dettaglio del 1° febbraio 2026 è la parte che conta per chi si trova nel mezzo: le durate cambiano, e la data non è un dettaglio contrattuale da leggere dopo.
Il resto del catalogo dello stesso marchio completa il quadro. bet365 elenca fra i propri strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione; per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero è l’unico dato della pagina che serve anche a chi non scommetterà mai, e vale la pena scriverlo per intero proprio per questo.
C’è poi un dovere che il concessionario ha verso tutti e che nessuno nota. L’articolo 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa. È la ragione per cui un operatore può permettersi un messaggio sul gioco responsabile con il proprio logo: non è un cedimento al buonismo, è un obbligo di legge.
Dove invece la tutela si assottiglia è la sera di un Twenty20, quando il conto è aperto da tre ore e la partita non è ancora finita. Gli avvisi automatici su durata e spesa scattano, per legge, su un’attività di gioco; su un mercato che si muove a ondate e con mercati che si aprono e si chiudono nel corso dell’incontro, la percezione del tempo si perde prima. Una limitazione ragionevole non è quella che si decide quando la serata è già iniziata. Si decide prima, quando non sembra servire.
Un’ultima nota sui limiti che non ci sono. Un tetto in euro alle puntate nelle scommesse sportive non esiste; il tetto che il giocatore incontra è quello che ha scelto lui al momento dell’iscrizione, più quello che ADM pretende in gara dal concessionario. Chi cerca una regola generale che fermi la puntata a una cifra stabilita la troverà, ma non in una legge: la troverà nella propria configurazione del conto.
Criteri di valutazione: come si legge una quota sul cricket
Una quota non è un pronostico, è un prezzo. La differenza tra le due cose è esattamente quello che si mette in tasca il bookmaker, e sul cricket si vede meglio che altrove, perché i mercati sono pochi, le liste sono corte e il prezzo fa tutto il lavoro.
Il modo più semplice di ragionare su una quota è partire da quello che restituisce. Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota; il guadagno netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con una singola da 20 € a quota 1,90 il ritorno è 38 € e il guadagno netto è 18 €. Sono numeri piccoli e sono tutto quello che c’è da sapere su una singola. Sulle multiple l’effetto si somma: le quote delle gambe si moltiplicano in un unico prezzo, e con tre gambe a 1,90 si arriva a 6,86 circa. Sei volte la puntata, che diventa anche sei volte la probabilità di sbagliare una gamba.
Poi c’è il rovescio della medaglia. Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti, con quota 1,90 su ciascuno: non è una quota presa da un operatore, è l’esempio su cui si ragiona. Con 1,90 e 1,90 le probabilità implicite sommano più di cento, e quello che avanza è il margine. Il calcolo è uno diviso 1,90 più uno diviso 1,90: il risultato è circa 1,053, quindi la quota di ritorno è intorno al 95 %. Il margine sta vicino al 5 %. Il band va letto con la sua condizione: quel 5 % è un margine di mercato su un due esiti a 1,90 e 1,90, e con ogni probabilità cambia da mercato a mercato e da prezzo a prezzo, perché basta che le due quote non siano identiche perché il conto si sposti.
Il margine è la ragione per cui due operatori che mostrano la stessa partita non mostrano lo stesso prezzo, e la ragione per cui la differenza non è mai abbastanza visibile a occhio nudo. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 l’operatore si tiene un pezzo di ogni unità puntata, qualunque esito esca. Non è una truffa: è il modello. Ma vale la pena dire che cosa significa sul cricket in particolare. Se i mercati sono pochi, i bookmaker non si fanno concorrenza abbassando il margine sul cricket; si fanno concorrenza sul calcio, dove il volume li costringe a stare attenti. La competizione segue il giocato, e il cricket è giocato poco.
Da qui una conseguenza che sorprende più di una volta. Su un mercato a due esiti il margine si calcola sulle due quote. Su un mercato a tre esiti, come il 1X2 di un Test match o di un Twenty20, il conto cambia: l’ordine di grandezza del margine non è un numero universale, è il risultato di quelle quote su quel mercato. E in un T20, dove il super over decide il pari, i tre rami del mercato valgono ciascuno la sua parte. Confrontare il margine di un mercato cricket con quello di un mercato calcio senza dire quale mercato si sta confrontando è confrontare due cose diverse.
Il margine non è l’unico costo che si nasconde. C’è anche la probabilità implicita delle quote: una quota di 1,90 corrisponde a circa il 52,6 % di probabilità implicita, ma le due probabilità implicite di un mercato a 1,90 e 1,90 sommano più di cento, ed è lì che si annida il margine. Tradotto per il lettore: il prezzo incorpora l’aspettativa del mercato più il costo del prodotto. Il bookmaker non ha bisogno di sapere chi vincerà la finale della T20 World Cup, perché il suo margine lo incassa comunque.
Un secondo criterio riguarda la struttura dell’offerta. Un singolo mercato con tre esiti si porta dietro una quota diversa da quelle che si vedono su una partita di calcio, e il motivo non è il rischio. È la liquidità. Quanto più un mercato è frequentato, tanto più la lista si stringe per stare sul mercato; quanto meno è frequentato, tanto più il prezzo è prudente.
Poi c’è il momento. Su un formato lungo l’informazione arriva per gradi, e il vincolo del palinsesto decide quando si può giocare. Un evento caricato tardi offre meno tempo per l’analisi, e su un calendario con fusi orari lontani questo non è un dettaglio logistico. È una ragione per fare il lavoro prima, non durante.
Infine la domanda che chiude ogni confronto: a chi conviene questo prezzo? Il modo onesto di ragionarci è costruire il prezzo prima di guardare quello offerto. Se la probabilità di un esito è il 60 %, la quota equa è poco sopra 1,66; trovare un prezzo sopra quella soglia è l’unica operazione che sposta l’aspettativa. Non serve un modello: serve un numero proprio con cui confrontare quello del bookmaker, invece di prendere il libro come verità. Il margine, però, resta in ogni caso. Anche il prezzo giusto lo porta dentro.
Criteri di confronto fra i bookmaker con concessione ADM
Dieci marchi, dieci righe di elenco, un problema di metodo. Messi in fila per ordine alfabetico o per notorietà non dicono niente di utile: quello che conta è la concessione, perché è l’unica cosa che distingue in modo netto un operatore regolare da uno che non lo è. Il resto è struttura del palinsesto, e va letto per quello che è.
Il primo criterio è la concessione, con due dettagli che non si vedono da fuori. Il primo: la concessione è legata al sito, non al marchio, e quindi va verificata sull’elenco di ADM per il dominio su cui si giocherebbe. Il secondo: il concessionario che compare nella riga della concessione raramente è il marchio che si vede in vetrina. Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e Starcasino ad Azzurri Limited: il numero e la società si leggono nelle condizioni dell’operatore o nella riga dell’elenco. Due nomi diversi possono avere lo stesso concessionario, e questo cambia il senso di una comparazione fatta a colpo d’occhio.
Il secondo criterio è il contenuto del palinsesto. A parità di concessione, le app raccontano cose diverse. C’è chi copre i maggiori campionati nazionali ed europei, chi ci aggiunge l’ippica e le freccette, chi apre agli esports e agli eventi di spettacolo. Il cricket non compare nelle descrizioni, e questo non significa che non ci sia: significa che un lettore attento va a controllare sul punto vendita di ciascun operatore, perché è lì che il palinsesto è aggiornato. Verificare un evento è un gesto, non una ricerca.
Il terzo criterio è la gamma di tipologie di giocata. Singole, multiple, sistemi, live, combo, cash out: sono cose diverse e vanno lette come cose diverse. Chi gioca una multipla ha bisogno di tipologie che chi gioca una singola non guarda nemmeno. Sul cricket la gamma è quella che è, e la domanda giusta non è quante tipologie esistano in astratto ma quali restino accessibili su una competizione caricata all’ultimo.
Il quarto criterio è la quota. Nessuna delle quote cricket che circolano è tracciata in modo sistematico, e non si costruisce una classifica su prezzi sentiti dire. Quello che si può fare è guardare il numero a parità di mercato nel momento in cui si gioca, e diffidare di chi promette un prezzo migliore senza dire su quale mercato. Un prezzo, per avere senso, ha bisogno del suo esito e della sua data.
Il quinto criterio è il costo in tempo. Un conto validato, pagamenti che entrano ed escono senza attriti, un’app che non obbliga a ricominciare l’accesso ogni due minuti: nessuna di queste cose appare in una tabella e tutte decidono se una puntata da 10 € si gioca o no. Su un mercato esile, come quello del cricket, l’attrito pesa più che su un mercato affollato. Se la giocata ci mette tre tentativi, il prezzo migliore non vale il fastidio.
Sesto e ultimo: quanto l’operatore racconta. Un marchio che descrive il proprio palinsesto in modo dettagliato e coerente è più facile da valutare di uno che vive di slogan. Non è una questione di simpatia: è una questione di verificabilità. Con il divieto di pubblicità in vigore, chi vuole attirare attenzione ha a disposizione le pagine di prodotto e i propri termini, ed è lì che si vede se l’offerta è pensata o improvvisata.
La tabella: concessione, concessionario e cosa dicono i termini
| Brand | Numero di concessione ADM e concessionario | Cosa dichiarano i termini dell’operatore sull’argomento |
|---|---|---|
| NetWin | Concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti e mercati come 1X2, combo bet e marcatori, oltre al live score |
| Lottomatica | Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita |
| bet365 | Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| Goldbet | Concessione ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | L’app permette schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
| Planetwin365 | Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | L’app copre Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| Betfair | Concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate |
| StarCasinò | Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited | L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò |
| BetFlag | Concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 € |
| Eurobet | Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | L’app offre un palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica |
| William Hill | Concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 |
Quello che salta all’occhio è una colonna di mezzo molto compatta: gli operatori descrivono il proprio prodotto con i campionati di calcio. Non c’è un solo marchio che metta il cricket nel racconto di sé, eppure cricket e sport minori condividono lo stesso meccanismo: esistono nel palinsesto quando il palinsesto li comprende. Guardare la tabella per trovare «cricket» è quindi il modo sbagliato di leggerla; la si legge per capire come ogni operatore costruisce la propria offerta e quanto spazio concede alle discipline fuori dal calcio.
Una parola sulla terza colonna, perché è la più facile da fraintendere. Le righe non sono la stessa cosa. Per alcuni marchi la colonna raccoglie ciò che l’operatore dice del proprio palinsesto; per BetFlag e William Hill è l’offerta di benvenuto a finire in evidenza, ed è giusto che sia così: per quei due il bonus è il pezzo forte.
La classifica che segue non riordina questi dieci per qualità — non ci sarebbero numeri sufficienti per farlo — ma li legge uno per uno, con quello che le condizioni dell’operatore e le descrizioni del prodotto dicono davvero.
I dieci bookmaker con concessione ADM, uno per uno
Ogni scheda qui sotto parte da un dato secco: numero di concessione, società concessionaria, sito .it. Poi entra nel merito del prodotto. Il criterio non è l’entusiasmo: è cosa resta in mano al lettore dopo aver letto.
NetWin: la concessione più ricca di eventi virtuali
Numero di concessione 16035, società Netwin Italia S.p.a., sito Netwin. Il marchio non è fra i più conosciuti della lista, e il suo profilo è quello di un catalogo costruito sull’app: l’elenco dei mercati che l’applicazione dichiara comprende calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati tipo 1X2, combo bet e marcatori, e il live score.
Il cricket non compare nell’elenco delle discipline. Nessuno dei dieci marchi lo nomina, del resto, quindi la lettura va fatta al contrario: il cricket entra in un palinsesto del genere solo se l’operatore lo carica, e quello si controlla sul punto vendita, non sull’app store.
Quello che l’app racconta con una certa evidenza è un’altra cosa. Centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti sono un prodotto che vive di ritmo e di volume, e la concessione per le scommesse sportive su eventi simulati esiste apposta. Un giocatore che cerca un torneo reale con date fisse e meteo variabile si trova in un ambiente costruito attorno a un’altra logica. Non è un difetto: è la specializzazione del marchio, ed è la parte della sua offerta che conviene leggere prima di aprire il conto per un Test match.
Lottomatica: streaming e risultati in tempo reale
Concessione 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sito Lottomatica. Il palinsesto dichiarato dall’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Lo streaming gratuito è il tratto che caratterizza il marchio, ed è una funzione che sul cricket farebbe la differenza. Una partita che si guarda mentre si scommette cambia la qualità della decisione; una disciplina con over, wicket e momenti di stallo si presta più di altre a essere letta dal vivo. Lottomatica costruisce la propria offerta su quel tipo di visione, ma i diritti di trasmissione seguono gli sport più commerciali: il cricket, fuori dai grandi tornei, resta il tipo di evento che si guarda altrove.
Il punto pratico è che il concessionario sotto il marchio è lo stesso di Goldbet, GBO Italy. Chi confronta i due per economia di scala confronta in realtà due siti dello stesso gruppo, e questo va tenuto presente quando una differenza di palinsesto o di prezzo sembra un argomento a favore dell’uno o dell’altro.
bet365: il partner globale della Champions, non del cricket
Concessione 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sito Bet365. È l’operatore che si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
Sul fronte della copertura, il marchio ha un’altra referenza che nessuno degli altri nove porta: a settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup e bet365 ne è stato il primo partner. È il tipo di dettaglio che dice come funziona il sistema dei palinsesti: gli eventi si aggiungono uno alla volta, e chi chiede prima entra prima. Non è una garanzia sul cricket, ma è un’indicazione di come l’operatore si muove su ciò che non è mainstream.
Vale poi la pena ricordare, perché è raro trovarlo scritto, che fra gli strumenti di gioco responsabile di bet365 figurano periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e che per i residenti in Italia l’operatore indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Goldbet: l’offerta sulle schedine tradizionali
Concessione 16009, GBO Italy, sito Goldbet. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, con il bonus di benvenuto per chi scarica l’app e si registra.
Il tratto che distingue il marchio è la gamma delle tipologie di giocata, che è completa e ordinata: dalla singola al sistema, passando per il live e il pre-match. Per chi arriva dal mondo del cricket con un’idea in testa — un Test match lungo, un Twenty20 corto — la possibilità di comporre una giocata in modi diversi è quasi più rilevante della profondità del singolo mercato.
Qui si apre il tema dell’identificazione, che è lo stesso per tutti ma che in una scheda vale la pena citare una volta: per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi non ha SPID e apre con il modulo tradizionale sa che ha trenta giorni per validare il conto prima che venga sospeso, come dichiarano le pagine degli operatori.
Planetwin365: ampiezza di sport e risultati in diretta
Concessione 16007, Pwo S.p.a., sito Planetwin365. L’app copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
L’ampiezza è il segno del marchio: più di venti tipologie di sport è una dichiarazione di intenti, e il cricket ricadrebbe in quella fascia larga di discipline che non fanno vetrina. Il dato interessante è che con un catalogo del genere la probabilità di trovare un mercato esotico è più alta che altrove, ma resta una probabilità, non una certezza.
Anche per Planetwin365 il criterio migliore è la verifica diretta: un conto validato, il palinsesto aperto e una ricerca sul nome della competizione. È un gesto di trenta secondi che risparmia una discussione.
Betfair: lo scambio italiano e le sue regole proprie
Concessione 16028, Betfair Italia S.r.l., sito Betfair. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.
Betfair è l’operatore con il profilo più simile a quello che un lettore esperto di cricket si aspetta. La legge italiana ammette il betting exchange come gioco a sé, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti dello scambio italiano, fra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi con passi da 50 centesimi. Un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Betfair è descritto come il primo operatore dello scambio in Italia, con la concessione 16028. Quali altri marchi gestiscano oggi uno scambio e con quali commissioni non è dato sapere.
Su un mercato sottile lo scambio è il modello che si adatterebbe meglio: due parti che si mettono d’accordo su un prezzo, senza che il concessionario debba rischiare in proprio. Ma la profondità di uno scambio non si inventa, e una competizione con poco seguito resta una competizione con poco seguito anche lì.
StarCasinò: il casinò che apre anche allo sport
Concessione 16026, Azzurri Limited, sito Starcasino.it. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il marchio è dichiaratamente orientato al casinò, e la parte sportiva convive con il resto. Sotto la concessione, questo non è né vietato né sospetto: la concessione viene data per sito e può coprire in qualunque combinazione scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, scambio e bingo. Un lettore che cerca solo cricket arriva quindi su un ambiente costruito per altro.
La struttura societaria è la stessa di Betsson.it, entrambi riferibili ad Azzurri Limited: due siti, un concessionario. Chi gioca su una piattaforma per l’offerta sportiva e guarda la concessione per la sicurezza trova qui il caso in cui i due elementi davvero non coincidono.
BetFlag: un’offerta di benvenuto con un tetto in evidenza
Concessione 16008, Betflag S.p.a., sito Betflag. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Il numero che salta all’occhio è il 100 %. Va letto con la sua meccanica, perché è quella che i termini non spiegano mai abbastanza: un bonus accreditato su saldo è denaro che sta nel conto e va giocato, non una somma che si preleva il giorno dopo, e un accredito del 100 % del primo deposito è una previsione di spesa più che un regalo. Il tetto di 5.000 € dice qualcosa sul tipo di depositante a cui l’offerta è pensata, e non è il depositante da dieci euro.
Il tetto, in compenso, ha un merito: rende il perimetro visibile. Molte promozioni dello stesso tipo non dicono nulla sulle dimensioni massime, e la cifra, pur alta, è un’informazione.
Eurobet: il palinsesto che arriva fino allo spettacolo
Concessione 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito Eurobet.it. L’app offre un palinsesto che va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni.
Questo è il catalogo più curioso del gruppo. Un operatore che quota le elezioni ragiona su una logica di evento, non di campionato, ed è la stessa logica che ha reso possibile il cricket: uno sport che vive di tornei e di finestre. Chi cerca discipline fuori dal giro trova qui una mentalità affine, anche se nessuna riga dell’app nomina il cricket.
Il dettaglio da non perdere è la struttura: la stessa Eurobet Italia S.r.l. porta Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. Tre siti con lo stesso concessionario, che è esattamente la ragione per cui contare i marchi di un elenco non dice nulla sul numero di aziende in gioco.
William Hill: la freebet settimanale legata alla Serie A
Concessione 16044, William Hill Malta Plc, sito William Hill. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
Questa è la promozione più condizionata delle dieci, e la condizione è il punto. Non basta la multipla da almeno 20 €: servono almeno cinque eventi e una quota totale minima di 10.0. Cinque eventi significano cinque mercati tutti da indovinare, e una quota totale di 10.0 significa che il mercato stesso ti sta dicendo che è improbabile. La freebet da 5 €, inoltre, è un gettone: su una freebet la puntata di solito non torna indietro con la vincita, e quello che si incassa è il guadagno, non il ritorno pieno. Il massimo di 100 € esiste per una ragione, cioè evitare che un solo giocatore fortunato si porti via il monte.
Il tutto è agganciato alla Serie A, non al cricket, e resta il segno di una competizione italiana che vive di calcio.
Quanto vale davvero un bonus di benvenuto
Un bonus sport si valuta con una domanda sola: quanto costa farlo uscire dal conto. La risposta non sta nell’importo, sta in quello che serve per trasformare l’accredito in saldo prelevabile, e sul cricket quella domanda si fa più seria che altrove perché il margine sui mercati poco frequentati è più alto.
La struttura di un’accreditamento è sempre la stessa. C’è un importo, c’è una base su cui si applica, c’è una condizione di giocata e c’è un tetto. Per il Welcome Bonus Sport di BetFlag l’importo è il 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per l’Extra Bet Club di William Hill è una freebet da 5 € alla settimana, fino a 100 € per la stagione di Serie A. Sono le due forme classiche: la prima è un credito di gioco legato al deposito, la seconda è un gettone legato a un volume di giocate. Vale la pena dirlo chiaramente: un tetto dichiarato è un’informazione, un tetto che non compare è una domanda da fare.
Poi ci sono i requisiti di puntata, il pezzo che decide tutto. Il criterio non è quanto si deve puntare, ma quante volte. Se il requisito è cinque volte, un bonus da 100 € chiede 500 € di giocate; se è dieci volte, ne chiede 1.000. A 10 € per giocata sono cinquanta puntate nel primo caso e cento nel secondo. E c’è una clausola che quasi sempre accompagna il requisito: contano solo le giocate a una quota minima o superiore. Su un mercato con tre esiti e prezzi bassi, le giocate valide sono poche, e chi punta sull’esito favorito può scoprire che quella puntata non conta.
Questo è il punto in cui la matematica del bonus incontra il cricket. Sulle competizioni di cricket il prezzo è prudente, perché il mercato è poco frequentato. Se il requisito chiede quote alte, chi vuole giocare cricket per liberare il bonus si trova nella situazione peggiore: pochi mercati, prezzi bassi e nessun modo di alzare la quota senza uscire dalla disciplina che gli interessa. Non è un caso: i requisiti di quota esistono per portare il giocatore verso mercati in cui il bookmaker guadagna di più.
Anche il tempo è un costo. Un bonus ha una finestra, e la finestra non è mai negoziabile. Un’accettazione e una puntata sono gesti veloci; cento puntate in una finestra stretta sono una cosa diversa, ed è così che un bonus diventa un secondo lavoro. Un bonus senza scadenza rapida è più facile da liberare, e chi ne offre uno sta concedendo più di quanto dica.
Infine, la verifica da fare prima di versare. Tre cose si controllano sui termini dell’operatore: quanto va giocato per liberare l’accredito, quale quota minima vale per la giocata che si ha in mente e per quanto tempo la condizione resta aperta. Se una delle tre non si trova, conviene chiederla al servizio clienti e conservare la risposta. Nessuna di queste cose è segreta: sono nei termini, ed è lì che vanno lette.
Meccanismo del cricket e tipologie di scommessa: cosa cambia sulla schedina
Passare da un mercato sul calcio a uno sul cricket non richiede un manuale. Richiede di sapere che cosa si sta giocando, perché gli esiti non sono gli stessi in tutti i formati, e un mercato a tre esiti su un Test match funziona diversamente da un 1X2 sul calcio.
La prima distinzione da tenere in mano riguarda il risultato. In un Test match un incontro che nessuna delle due squadre vince è un pareggio, e le partite possono arrivare a cinque giorni con un massimo di quattro inning in totale. In una One Day International il pareggio scatta quando il punteggio è pari mentre la squadra che insegue è tutta eliminata o ha finito gli over. Nel Twenty20 un incontro in parità si decide con un super over. Tre format, tre modi diversi per dire «non ha vinto nessuno».
La seconda distinzione riguarda il tempo, e su un mercato live è quella che conta. Negli incontri One Day condizionati dalla pioggia è di solito il metodo Duckworth-Lewis-Stern a stabilire il bersaglio o il risultato, e con troppi pochi over giocati, di norma venti, l’incontro viene dichiarato senza risultato. Per chi scommette, questo significa due cose concrete: un mercato che sembrava chiuso può cambiare bersaglio, e un incontro può finire senza che nessuno abbia vinto o perso.
La terza riguarda la forma delle giocate. La singola è la più semplice: una puntata, un esito, un prezzo. La multipla unisce due o più eventi in un unico prezzo, e le quote delle gambe si moltiplicano: con tre gambe a 1,90 il prezzo complessivo è 6,86 circa. Il sistema è la via di mezzo, con più combinazioni sullo stesso gruppo di eventi. Combo e cash out sono l’ultimo strato.
Il cash out merita una riga in più, perché è la funzione che più spesso viene raccontata male. Chiudere una giocata prima della fine dell’evento significa scambiare la speranza con una cifra certa, e quella cifra la fa il bookmaker: si incassa il netto oggi invece del meglio domani. Su un Test match di cinque giorni è una funzione che può avere senso, perché il tempo è lungo e le condizioni cambiano. Sul Twenty20 il margine di manovra è più stretto: la partita si decide in poche ore e il prezzo di uscita si muove in fretta. Sisal, per esempio, descrive nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket, e fra le giocate proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con il Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Sisal non è fra i dieci marchi di questa lista, e il dato resta quello che è: una fotografia dell’offerta live di un operatore del mercato italiano.
Una nota tecnica sulla quota, perché è il punto in cui un giocatore nuovo sbaglia di più. La quota non contiene una previsione: contiene il prezzo di una probabilità. Se una quota è 1,90, la probabilità implicita è poco sopra il 52 %, e in un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 le due probabilità implicite sommano più di cento. La differenza è il margine, quello intorno al 5 % che si è calcolato sopra. Sul cricket questa lezione arriva prima che sul calcio, perché i mercati sono pochi e la tentazione di considerare la quota come verità è più forte. È il contrario: su un mercato con pochi partecipanti il prezzo è la parte meno informativa dell’intera faccenda.
Domande frequenti sulle scommesse sul cricket
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM: la legge definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipologie di giocate che il concessionario predispone e l’autorità approva, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Quale partita di cricket sia caricata lo mostra il palinsesto dell’operatore, non un elenco pubblico.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si controlla l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, cercando il sito .it su cui si giocherebbe: la concessione è per sito e non per marchio, e l’elenco riporta 52 righe con codici da 16000 a 16051. Inoltre il concessionario raramente coincide con il nome del marchio.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, mentre il guadagno netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con 20 € a quota 1,90 il ritorno è 38 € e il guadagno netto 18 €. Nelle multiple le quote delle gambe si moltiplicano fra loro in un unico prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti dello stesso mercato, cioè uno diviso ciascuna quota, e si guarda quanto superano il cento. Su un due esiti a 1,90 e 1,90 il totale è circa 1,053, quindi il ritorno è intorno al 95 % e il margine vicino al 5 %.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM sono tassate alla fonte e incassate già nette, secondo quanto riporta la stampa specializzata: il prelievo cade sul concessionario e il giocatore non dichiara nulla. Sulle vincite di siti esteri non autorizzati la lettura è diversa: andrebbero dichiarate come redditi diversi; non è consulenza fiscale.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Una riduzione ha effetto immediato, mentre per alzare un limite servono sette giorni. Admiralbet chiede di impostare anche un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.
Dove porta il cricket dentro un mercato costruito sul calcio
Il cricket è arrivato in Italia per una porta secondaria, e la porta secondaria ha le sue regole. Il palinsesto si riempie di calcio, tennis, basket e Formula 1; il cricket entra quando la competizione è grossa o quando un operatore decide di caricarla. Non c’è niente da rivendicare e niente da lamentare: è la fotografia di un mercato che segue il giocato.
Quello che a un lettore conviene trattenere sono quattro cose, e nessuna è un consiglio su chi vincerà. La prima è che la concessione è per sito, non per marchio: un marchio conosciuto può stare su una riga dell’elenco accanto a un altro marchio conosciuto sotto la stessa società. La seconda è che gli eventi ammessi sono quelli del palinsesto approvato, e per il cricket questo conta più che per altri sport, perché le competizioni sono poche e le finestre di gioco sono lontane. La terza è che il pareggio non è un incidente in nessuno dei tre format internazionali, e chi gioca un mercato a tre esiti sta comprando quella regola lì. La quarta è che il margine è dentro ogni prezzo, e su un mercato con pochi giocatori è la parte del prezzo di cui fidarsi di meno.
Il resto lo fa la meccanica, che è la stessa per tutti. Un incentivo di benvenuto è un credito che va giocato; si valuta da quanti euro di giocate costa e da quanto tempo richiede. Le quote su cui si libera il bonus contano almeno quanto l’importo. Non esiste un bonus che si incassi senza giocare, e non esiste una quota che restituisca al giocatore tutto quello che il mercato ha incassato.
Se la notte del torneo arriva e la partita non c’è, il motivo è quasi sempre lo stesso, e non c’entra l’app: l’evento non è nel palinsesto approvato, oppure l’operatore non l’ha richiesto. La verifica si fa sul posto, nel punto vendita del singolo operatore, guardando la competizione per nome e non per disciplina. Un gesto breve, e vale più di dieci classifiche.
C’è un risvolto pratico che vale la pena dire una volta sola: nessuno degli strumenti che tutelano il giocatore è calibrato sul cricket. Il limite di deposito si sceglie in registrazione e si cambia con giorni di preavviso verso l’alto, l’autoesclusione passata per la RUA vale su tutte le piattaforme autorizzate e non su quelle che non lo sono, gli avvisi sull’attività di gioco arrivano mentre si sta giocando. Su una competizione che si gioca di notte e in fusi orari lontani, chi vuole darsi una regola la scrive prima, non durante.
Per il resto, il cricket in Italia resta quello che è: uno sport che si scommette poco, in un mercato che sta in piedi su altro. Chi lo cerca sa già perché lo cerca.
Scritto dal team di «Guidapromozioni».
