Scommesse europei 2026: 52 concessioni ADM, e una sola garanzia per chi punta
Chi cerca le scommesse europee si aspetta una rassegna di bookmaker che accettano il torneo continentale. Nell’anno in corso quell’attesa ha un fondo di equivoco, e vale la pena scioglierlo subito: nessun Europeo di calcio si gioca nel 2026. Il campionato continentale si disputa ogni quattro anni, l’ultima edizione è stata EURO 2024 in Germania — ventiquattro squadre, 51 partite, dal 14 giugno al 14 luglio 2024 — e la prossima sarà EURO 2028, con partita inaugurale il 9 giugno 2028 a Cardiff e finale il 9 luglio 2028 a Wembley. La stagione che il lettore italiano ha davanti è quindi quella delle qualificazioni, il cui sorteggio è fissato al 6 dicembre 2026 a Belfast: dodici gironi, dodici vincenti qualificate direttamente insieme alle otto migliori seconde.

Questo cambia la domanda utile. Non «quale bookmaker accetta gli Europei», perché li accettano tutti quelli che hanno un palinsesto calcistico approvato, ma una più concreta: fra le strade che portano a una scommessa sul calcio europeo — un concessionario ADM, un operatore estero raggiunto dal browser, un punto vendita sotto casa — quale offre al lettore qualcosa che le altre non danno, e a quale prezzo. La risposta comincia da un numero: 52.
Dati aggiornati al 30 Ottobre 2026; le concessioni e l’elenco dei concessionari sono stati verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ex AAMS).
Indice dei contenuti
- Dieci operatori con concessione ADM a confronto: i criteri della valutazione
- Fondamenti: perché il calendario europeo non è la variabile che decide
- Normativa: la concessione, chi la rilascia e che cosa non garantisce
- Prevenzione e tutela: dai 18 anni al Registro Unico degli Autoesclusi
- Bonus e free bet: quanto costa davvero il «bonus di benvenuto»
- Pagamenti e velocità di accredito: che cosa cambia fra conto di gioco e ricarica
- I dieci marchi, uno per uno: la concessione e l’offerta
- Scegliere la strada giusta: tre percorsi e il prezzo di ciascuno
- Domande frequenti su scommesse europee e operatori ADM
Dieci operatori con concessione ADM a confronto: i criteri della valutazione
Tre cose, prima di qualunque classifica, vanno tenute separate, perché la pubblicità le impasta di continuo.
La prima è la concessione. In Italia l’esercizio del gioco a distanza non è libero: si regge su una concessione, assegnata per gara pubblica e non su richiesta. Il bando del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco ADM letto il 25 ottobre 2026 conta esattamente 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. È una fotografia del mercato legale, non un elenco esaustivo di chi fa scommesse: altri concessionari esistono e un marchio che non compare fra questi dieci non è per questo privo di concessione.
La seconda è che la concessione riguarda il sito, non la società. Un concessionario può tenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casino, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione, e l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. Un nome su quella lista, da solo, non dimostra che il marchio offra scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app del marchio. Il caso italiano più noto è Eurobet Italia, che sulla stessa lista compare con tre siti. Ed è il motivo per cui i dieci profili che seguono citano, per ognuno, il numero di concessione e la società concessionaria: sono i due dati che il lettore può confrontare con l’elenco ufficiale senza intermediari.
La terza è che la classifica non è una graduatoria di valore. L’ordine che segue è quello dei profili, e i paragoni si fanno solo sui campi che i dati coprono davvero: la concessione e la società, e quello che i termini e le condizioni del singolo operatore dicono sul punto in esame.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Che cosa stabiliscono i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| Goldbet | n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Ricariche e prelievi del conto gioco con PostePay, PayPal e altri metodi |
| SNAI | n. 16032 — Snaitech Spa | Conto di gioco gestito dall’app, con più modalità di ricarica e assistenza sette giorni su sette |
| William Hill | n. 16044 — William Hill Malta Plc | Bonus cash del 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 €, tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni |
| AdmiralBet | n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. | Ricariche con carta, PostePay, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico, senza costi aggiuntivi |
| Lottomatica | n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Depositi e prelievi con PostePay, PayPal e altri metodi |
| Planetwin365 | n. 16007 — Pwo S.p.a. | Palinsesto su Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, più Champions, Europa e Conference League |
| Eurobet | n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Informazioni sul conto, depositi e prelievi direttamente dall’app per iPhone e iPad |
| Sisal | n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Prenotazione delle scommesse e ricariche o prelievi al punto vendita; schedina in negozio scansionabile dall’app |
| NetWin | n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. | Bonus reale del 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi conti verificati, deposito minimo 20 € |
| Betfair | n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. | Depositi e prelievi delle vincite, live streaming di calcio, tennis e basket, grafici sull’andamento delle quote |
Due colonne su tre dicono la stessa cosa per tutti, ed è esattamente il punto: la concessione è un fatto binario, la società è un nome, e solo la terza colonna distingue. Il lettore che cerca in questa griglia un vincitore ha sbagliato tabella — qui si vedono i presupposti comuni e le differenze che contano. E un dettaglio salta all’occhio scorrendo la colonna dei concessionari: Goldbet e Lottomatica appartengono alla stessa società. Due marchi, due siti, due concessioni, un solo concessionario — nel conto finale sono un unico gruppo con due vetrine, non due alternative indipendenti.
Un’ultima nota di metodo sui numeri che seguono. Quote e margini invecchiano più in fretta di qualunque altra cosa su una pagina di scommesse, e un prezzo senza data non è un’informazione: dove un dato di mercato compare, compare con il giorno in cui è stato rilevato; dove un dato ha forma descrittiva, resta descrittivo.
Fondamenti: perché il calendario europeo non è la variabile che decide
Chi apre un sito di scommesse in cerca del torneo continentale finisce spesso nel posto giusto per la ragione sbagliata. Il meccanismo merita dieci righe, perché determina che cosa il lettore trova davvero nei prossimi mesi.

Il torneo si gioca ogni quattro anni e l’organizzatore è la UEFA. La prima edizione è del 1960; dal 1996 al 2012 le squadre erano sedici, dal 2016 sono ventiquattro. L’albo d’oro dice Spagna a quota quattro titoli, Germania a tre, conquistati nel 1972, 1980 e 1996. Il miglior marcatore di sempre della competizione è Cristiano Ronaldo con 14 gol. Sono numeri che servono a una cosa sola: a capire con che frequenza il calendario cambia e quanto a lungo una pagina che promette «Europei» resta vera.
EURO 2024 ha chiuso con 51 partite in totale, sei gironi da quattro squadre, un pubblico complessivo di 2.681.288 spettatori e sei giocatori fermi a tre gol — Cody Gakpo, Harry Kane, Georges Mikautadze, Jamal Musiala, Dani Olmo e Ivan Schranz. In finale, il 14 luglio 2024 all’Olympiastadion di Berlino, la Spagna ha battuto l’Inghilterra 2-1 e ha messo in bacheca il quarto titolo continentale.
Il calendario futuro è già scritto. EURO 2028 si disputa con 24 nazionali a giugno e luglio 2028 in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda; la finale è il 9 luglio 2028 allo stadio di Wembley, a Londra. Sei gironi da quattro squadre, poi ottavi dal 24 al 27 giugno, quarti il 30 giugno e il 1° luglio, semifinali il 4 e 5 luglio. La finale per il terzo posto non è prevista. Prima di tutto questo, però, c’è la strada delle qualificazioni: dodici gironi da quattro o cinque squadre, le dodici vincenti e le otto migliori seconde qualificate direttamente, sorteggio il 6 dicembre 2026 a Belfast.
Che cosa significa per chi scommette? Che il palinsesto su cui si giocherà davvero nelle prossime settimane è fatto di qualificazioni, campionati nazionali e coppe, non di un torneo che comincia fra due anni. E che ogni operatore costruisce la propria offerta secondo un palinsesto — il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM — sul quale si può prendere una giocata soltanto per gli eventi approvati. Il palinsesto cresce un evento alla volta: a settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata contenga, per ciascun marchio, si legge nel programma dell’operatore e non altrove.
Il mercato ha un vocabolario suo, e conviene tenerlo a mente. «Scommesse sportive a quota fissa» è il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore; se un marchio online offra il totalizzatore sportivo è questione che riguarda la sua offerta, non la norma. Gli eventi simulati — calcio o ippica simulati, mostrati in animazione o come replica di un evento reale — rientrano nella concessione per le scommesse sportive e occupano una sezione «Virtuali» nei siti. Le corse dei cavalli nel diritto sono due cose distinte: le giocate sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro la concessione per le scommesse, mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione propria; se un marchio tratti online il totalizzatore dell’ippica nazionale è cosa che si verifica sul suo sito. Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori, e il regolamento ADM su mercati, ritardi ed eventi non è pubblico qui come non lo sono le singole liste di mercati. Il betting exchange è un gioco a sé: il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair, prima concessione italiana dell’exchange con codice 16028, risulta documentare regole proprie per i conti sull’exchange italiano — tra cui una puntata minima in banca di 200 centesimi, in passi da 50 — e un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni resta materia da verificare caso per caso.
Il minimo comune denominatore del quadro è che il mercato legale italiano non è una scelta fra prodotti identici, ma una scelta fra strade diverse: una concessione .it, un marchio estero raggiunto per altre vie, un punto vendita fisico. E la prima di queste strade ha una legge dietro.
Normativa: la concessione, chi la rilascia e che cosa non garantisce
Il quadro normativo italiano del gioco a distanza si regge su un decreto recente e su un’agenzia sola. Il riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’autorità è ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare con il vecchio acronimo AAMS.

Il termine «concessione» non è un vezzo lessicale. Non esistono licenze aperte: le concessioni si assegnano per gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; i totalizzatori sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè l’exchange; il bingo. L’art. 6, comma 3 fissa la durata: chi vince la gara può gestire uno o più di questi giochi per non più di nove anni, senza rinnovo. Fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5); le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).
Che cosa non garantisce la concessione è la parte che sfugge sempre. L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it, e una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda. Ma l’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione. Un nome sulla lista non dimostra quindi, da solo, che quel marchio offra scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app del marchio, e lo dicono gli operatori stessi nei propri termini, dove indicano numero di concessione e società. Il rovescio della medaglia è altrettanto concreto: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figuravano fra le 52 righe al 25 ottobre 2026.
Sul versante di ciò che si può giocare, la legge è precisa sul contenitore e muta sul contenuto. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una giocata si può prendere solo su eventi che vi compaiono. Quali sport e quali tipi di giocata ci siano dentro, per ogni marchio, si legge nel programma dell’operatore. Sulle scommesse che coinvolgono minori esiste un provvedimento del direttore di ADM che richiama il DM 111/2006, di contenuto non pubblico; se il palinsesto includa gli esport è materia dell’offerta. Un tetto legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non risulta: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione.
L’offerta illegale è un reato, non una scortesia. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 dispone che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM redirige i domini inibiti su una pagina di avviso. Il blocco opera a livello di DNS, alcuni fornitori arrivano in ritardo: un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riportato dalla stampa di settore per l’ordinanza del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini a volta, con i mirror che riappaiono in poche ore. La parola esatta per il risultato è «oscurati».
La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, nella lettura che ADM stessa ne dà il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di giocate in Italia anche quando siano accettate all’estero.
Il confronto onesto fra le due strade sta in una riga. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com non autorizzato non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come ADM dichiara, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti esteri che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore.
Pubblicità e bonus: che cosa vieta il Decreto Dignità
Un concessionario ADM non può farsi pubblicità, e questo ha una conseguenza diretta sulla forma delle offerte. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore; ADM lo richiama il 28 febbraio 2024 con la formula che vieta «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A farlo rispettare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il decreto promuove invece la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Il resto è cronaca: nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia UE sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. È proposta, e non legge, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni; il suo esito non risulta e al momento della verifica il divieto è in vigore.
Sul bonus la distinzione è semplice e va detta una volta: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non risulta né un tetto legale ai bonus né un tetto al rigioco, quindi importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Ed è per questo che le offerte descritte più avanti si leggono riga per riga e non si riassumono.
La tassa sulle vincite: chi paga, e che cosa cambia per il giocatore
Qui l’Italia fa una scelta che sorprende chi arriva da altri mercati: il prelievo cade sul concessionario, non sul giocatore.
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 — il cui numero non risulta confermato — e prevede il 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e il 24,5 % se la raccolta avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, prima al 43 % e al 47 %; le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Per il giocatore la conseguenza pratica è che le vincite pagate da un concessionario ADM non vengono tassate in capo a chi le incassa e non si dichiarano, perché il prelievo è già a carico del concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, descrive la cosa con la formula «tassate alla fonte», cioè il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È però una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiusura corretta della frase è: consultare un commercialista.
Il quadro si ribalta sulle vincite ottenute da siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, mentre l’aliquota IRPEF applicata non risulta. Si tratta, in sintesi, di somme che andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Vale la pena fermarsi un istante su che cosa questo significhi in concreto. La differenza fra le due strade non è soltanto il blocco DNS o la pagina di avviso: è che sulla prima il lettore non compila nulla e sulla seconda compila un rigo del modello, con la sua aliquota e il suo commercialista. Chi sceglie un bookmaker estero per una quota più alta dovrebbe mettere nel conto anche questo.
Prevenzione e tutela: dai 18 anni al Registro Unico degli Autoesclusi
Gli strumenti di protezione non sono un allegato gentile del mercato legale: sono la ragione per cui quel mercato esiste in questa forma, e valgono solo dentro di esso.
La prima regola è l’età. L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 nomina la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. La seconda è l’identificazione: un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e quella con SPID — Goldbet anche tramite CIE attraverso un fornitore SPID, come riportano le pagine dei marchi — e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. SPID e CIE sono fra i metodi di identificazione che alcuni operatori mettono a disposizione.
Poi ci sono i limiti. L’art. 15, comma 1 prevede gli auto-limiti su tempo, spesa e perdita; i limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; i messaggi automatici su durata e spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, con un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. Il valore del limite di deposito che ADM fissa nella gara non risulta.
Sul giocatore ricade una conseguenza che vale la pena spiegare, perché è il tipo di regola che sembra un dettaglio e non lo è: un limite abbassato vale subito, un limite alzato no. Chi si accorge di aver esagerato può stringere il margine nello stesso minuto; chi vuole allargarlo deve aspettare una settimana. La corsa, in altre parole, è tutta verso il basso, che è la direzione in cui conviene correre.
L’autoesclusione ha un perimetro preciso e pubblico. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e le sale fisiche; l’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e periodi e forme sono quelli che gli operatori e la pagina ADM indicano nei loro termini. Il punto che conta per un lettore che condivide casa con altri: il RUA è la garanzia che «autoescluso» significhi davvero escluso da tutto il gioco legale italiano, non solo da un marchio.
E qui c’è il buco che nessuna pagina di comparazione dovrebbe tacere: un sito privo di concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso su quella piattaforma è senza protezione. Chi usa una di quelle vie rinuncia anche a questo.
Infine la trasparenza verso il pubblico, che in Italia è una voce di bilancio. L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di destinare lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi definiti da una commissione governativa. Un investimento che il concessionario è tenuto a fare, non un gesto di buona volontà.
Gli strumenti concreti dei marchi, nelle loro stesse parole, sono meno spettacolari di così e vale la pena vederli uno accanto all’altro. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e sette giorni di attesa per uno aumentato. bet365 elenca fra i propri strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il numero due in fondo è la cosa più utile di questa sezione e non ha bisogno di commento. Tutto il resto — RUA, limiti, registri, campagne — appartiene alla strada legale e soltanto a essa.
Bonus e free bet: quanto costa davvero il «bonus di benvenuto»
Il momento della verità di qualunque offerta di benvenuto non è l’accredito, è la lettura dei requisiti. È lì che un bonus smette di essere un regalo e diventa un compito.
Il quadro intorno è libero e questo è il guaio. Non risulta né un tetto legale all’importo dei bonus né un tetto al rigioco: importi, requisiti di puntata e quote minime discendono dai termini di ciascun operatore, e il divieto pubblicitario del Decreto Dignità, di cui si è detto nella parte sulla normativa, impedisce al marchio di raccontarli in televisione ma non di scriverli nelle proprie condizioni. Il lettore li trova quindi quasi sempre in una pagina che non ha nessuna voglia di farsi leggere.
Le offerte di William Hill e NetWin propongono bonus basati sul primo deposito fino a 50 €, con condizioni di erogazione e di puntata differenti che il lettore può approfondire nei paragrafi dedicati a ciascun marchio.
Fermiamoci sulla quota minima 5.00, perché è il numero che decide tutto. Un accumulatore di cinque selezioni giocate tutte a quota 5.00 o superiore è una costruzione che paga bene e arriva raramente: la quota minima non è una formalità, è il filtro che stabilisce quante giocate reali servono per trasformare dieci euro di tranche in saldo disponibile. E la tranche successiva si sblocca solo dopo che quella prima ha prodotto il proprio volume. Il «100 % del primo deposito» è vero e completo nella sua prima metà; la seconda metà la scrive la quota minima.
Il meccanismo del rigioco, spiegato una volta, vale per tutte le offerte di questa forma. Il requisito di puntata si applica a una base — l’importo del bonus, oppure bonus più deposito — moltiplicata per un fattore di rigioco, e conta solo la parte di giocate fatte a una quota pari o superiore a quella minima richiesta. Da lì discendono due cose che il lettore non vede mai scritte insieme: quante giocate servono, e quanto costa farle. Perché ogni giocata paga il margine del bookmaker, e un volume obbligato di giocate è un costo obbligato.
Un esempio con numeri veri, tratti dall’offerta William Hill, rende il conto più chiaro di qualunque avvertenza. Un bonus di 50 €, ipotizzando che venga rigiocato per intero, moltiplicato per un fattore di rigioco di 5, richiede 250 € di volume di giocate; a 5 € per giocata sono cinquanta giocate. Se il margine praticato su quel mercato è del 5 %, il costo medio atteso del ciclo è di 12,50 € — un valore atteso medio su molte giocate, non un conto che torna su una singola schedina. Detta in una riga: il bonus resta conveniente, ma il margine si mangia un quarto del suo valore. E il numero che pesa di più non è il fattore di rigioco: è la quota minima di 5.00, che restringe il campo a una fascia di giocate molto selettiva e rende il volume obbligato più difficile da raggiungere di quanto appaia sulla carta.
Il caso di Sisal mostra invece la forma opposta, e conviene afferrarla. Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Nessun codice, nessun accumulatore obbligato, un perimetro di spesa ampio — è l’offerta con meno attriti fra quelle descritte qui. E la lezione generale è che un bonus senza requisiti complicati non è generoso per bontà: è un bonus con requisiti che il lettore deve ancora trovare scritti da qualche parte. Un’offerta non è mai migliore di quello che non dice.
Due cose restano fuori dal discorso delle offerte, e non per pruderie. La prima è che una promozione non si giudica dal tetto massimo ma dal pavimento: un tetto di 50 € su un deposito minimo di 20 € racconta una scala pensata per chi versa poco, e per quel lettore è la parte utile dell’offerta. La seconda è che il dettaglio operativo — come si attiva, quale codice inserire, dove — è materia del sito dell’operatore, non di una pagina che spiega che cosa l’offerta vale.
E poi c’è la domanda che nessun marchio scrive: che fine fa la giocata se il conto non è ancora verificato. NetWin mette la verifica del conto fra le condizioni, e non è un caso isolato: un bonus che si attiva su un conto non verificato è denaro in attesa, e le tempistiche dipendono dal processo di identificazione descritto nella sezione sulla prevenzione.
Pagamenti e velocità di accredito: che cosa cambia fra conto di gioco e ricarica
Ogni discorso sulla velocità dei prelievi comincia da una distinzione che il lettore impara a sue spese: fra il conto di gioco, che è il proprio portafoglio presso l’operatore, e i binari con cui quel portafoglio si alimenta e si svuota. Sono due cose diverse, con regole diverse.
Nessuno statuto italiano elenca i metodi di pagamento ammessi. Non risulta una lista normativa di binari approvati: quali metodi un operatore accetti, con quale deposito minimo e con quali limiti, si legge soltanto nei suoi termini. I soldi che entrano nel conto devono muoversi su strumenti intestati al titolare, come stabiliscono le condizioni degli operatori.
Quello che la legge disciplina è un canale specifico: i punti vendita ricariche dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024. ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né restituire saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È un binario pensato per chi vuole alimentare il conto senza lasciare una traccia bancaria, e ha un tetto che ne limita l’uso a chi gioca cifre piccole — 100 € a settimana non sono una limitazione per tutti, ma per qualcuno sì.
Sul lato dei prelievi, la legge interviene per via indiretta. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non risulta confermata. È il tipo di norma che, se applicata, sposta il problema dall’interfaccia del browser al bonifico.
Le abitudini del mercato italiano, che le pagine di comparazione mostrano sugli operatori ADM, comprendono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti dai tabaccai — SisalPay, Mooney. L’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini e non altrove. Il fronte delle criptovalute presso i concessionari ADM resta una questione aperta.
Il dettaglio pratico che distingue i marchi, però, non è il metodo in sé quanto il punto da cui lo si usa. Il conto gioco di Goldbet si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi, e l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet. Il conto di gioco SNAI si gestisce dall’app, dove si ricarica con più modalità, e SNAI indica un’assistenza a disposizione sette giorni su sette. Lottomatica accetta fra i metodi per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, con accesso dall’app tramite username e password. Dall’app di Eurobet si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. AdmiralBet indica per le ricariche online carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente. bet365 indica fra i metodi di pagamento carta di debito, PayPal e Apple Pay, e il conto si usa dal sito o tramite l’app. Betfair Exchange consente depositi e prelievi delle vincite dall’app, insieme al live streaming di calcio, tennis e basket e ai grafici per monitorare in tempo reale l’andamento delle quote. Sisal fa una cosa diversa dalle altre: con l’app si prenotano le scommesse e si ricarica o preleva nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente.
Vale la pena leggere questo elenco con un occhio solo: chi paga soprattutto in contanti troverà in Sisal e nei punti di ricarica la propria strada, chi vuole gestire tutto dal telefono troverà in Goldbet, SNAI, Lottomatica, Eurobet e bet365 gli strumenti, chi tiene il grosso su un conto bancario guarderà AdmiralBet. Un lettore che versa con una carta prepagata non emessa a suo nome non passa il primo controllo, e nessuna comparazione al mondo lo aiuterà: quella condizione sta nei termini e va letta prima di versare, non dopo.
I dieci marchi, uno per uno: la concessione e l’offerta
Quello che segue non è una graduatoria di qualità. È l’elenco dei dieci marchi presenti in questa pagina nell’ordine in cui sono presentati, ciascuno con il numero di concessione, la società concessionaria e quello che le fonti citate dicono della sua offerta di scommesse. Il lettore che cerca un vincitore assoluto non lo troverà, perché non esiste: esiste la strada che si adatta al modo in cui quel lettore gioca.
Goldbet: conto gioco sotto le insegne GBO Italy
La concessione è la n. 16009, in capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su sito .it proprio. Il conto gioco si può ricaricare e prelevare con PostePay, PayPal e altri metodi di pagamento, e l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet.
Il punto che salta all’occhio non è l’offerta, è la riga della società. La stessa GBO Italy compare anche con la concessione n. 16010, che è quella di Lottomatica. Chi confronta questi due marchi convinti di scegliere fra due gruppi diversi sta confrontando un gruppo con se stesso, e questo ha un effetto concreto su chi valuta la propria esposizione: due conti su due piattaforme dello stesso concessionario non sono due rapporti distinti in caso di qualunque problema che riguardi la società. Per il resto Goldbet è un marchio generalista con un’app che usa le proprie credenziali, senza fronzoli e senza sorprese.
Il verdetto, allora, riguarda proprio quel dettaglio societario: Goldbet è la scelta di chi vuole un marchio storico con pagamenti comodi e non ha bisogno di distinguerlo da Lottomatica, perché appartengono allo stesso gruppo. Chi cerca due alternative davvero indipendenti deve guardare più in basso nella lista.
SNAI: l’app che fa tutto, e un’assistenza sette giorni su sette
La concessione è la n. 16032, in capo a Snaitech Spa, su sito .it proprio. Il conto di gioco si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, e SNAI indica un’assistenza a disposizione sette giorni su sette.
L’assistenza non è un dato che si trova facilmente in giro, e vale la pena dargli il peso che ha. Un conto bloccato per verifica incompleta, un prelievo che non arriva, un accesso che non funziona alle due di notte prima di una partita: sono i momenti in cui il canale di contatto smette di essere un dettaglio di servizio e diventa la cosa che conta. Sette giorni su sette, dichiarati dal marchio stesso, è una promessa verificabile nelle prime settimane di uso. Il resto del profilo è quello di un operatore con rete fisica e un’app che ha fatto della ricarica il suo punto forte.
Il verdetto guarda al canale, non all’offerta: SNAI è il marchio che conviene a chi non vuole restare solo davanti a un problema, perché è l’unico dei dieci a dichiarare una copertura di assistenza quotidiana.
William Hill: bonus cash in tranche e una quota minima che seleziona
La concessione è la n. 16044, in capo a William Hill Malta Plc, su sito .it proprio. Il Benvenuto Sport è un bonus cash che premia il primo deposito fino a 50 € con tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni a quota 5.00 o superiore, previo versamento di almeno 20 € entro 7 giorni con carta o PayPal.
È l’offerta più strutturata del gruppo, e la sua architettura merita di essere letta per quello che fa. Le tranche da 10 € su multiple da cinque selezioni non sono un vincolo sulla prima giocata soltanto: il bonus si libera un pezzo alla volta, e ogni pezzo richiede una costruzione nuova. La finestra dei 7 giorni entro cui va fatto il deposito minimo di 20 € è il primo dei due orologi che il giocatore deve tenere d’occhio; il secondo è quello interno a ogni tranche. Chi prende il bonus senza leggere la quota minima si trova con un saldo bloccato e cinque selezioni da costruire a una quota che il mercato offre raramente sulle partite di cartello.
Il verdetto si appunta sulla condizione, non sull’importo: William Hill ha il bonus meglio congegnato per chi legge le condizioni prima di versare e il più frustrante per chi versa per primo e legge dopo, e la quota minima 5.00 è la riga che separa i due casi.
AdmiralBet: ricariche senza costi e limiti impostati in registrazione
La concessione è la n. 16048, in capo ad Admiral Bet S.r.l., su sito .it proprio. Per le ricariche online indica carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente.
La lista dei metodi è la più ampia fra i dieci, e la formula «senza costi aggiuntivi» non è una concessione da poco: significa che il costo di ricaricare, per questo marchio, si esaurisce nelle condizioni del proprio fornitore di pagamento. Ma la parte interessante arriva prima, in registrazione. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi; in registrazione viene chiesto di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e sette giorni di attesa per uno aumentato.
Il verdetto se lo prende il momento della registrazione: AdmiralBet è il marchio che mette più strumenti in mano al giocatore nel punto in cui è più utile averli, cioè prima del primo deposito, e paga questa impostazione con una serie di passaggi che chi ha fretta troverà noiosi. La noia, qui, è il prodotto.
Lottomatica: pagamenti comodi e la stessa società di Goldbet
La concessione è la n. 16010, in capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su sito .it proprio. Il conto gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password.
Il profilo è essenziale, e il fatto più rilevante sta nella riga della società, che è la stessa di Goldbet. Due concessioni, due siti, un gruppo solo: chi mette un conto qui e uno su Goldbet sta parlando due volte con GBO Italy.
Il verdetto cade sull’accesso: Lottomatica conviene a chi vuole un conto semplice con metodi di pagamento diffusi e un’app che non chiede nulla più di username e password — e a chi non ha bisogno di distinguerla da Goldbet, perché è la stessa mano.
Planetwin365: gli Europei nel palinsesto, ma non solo quelli
La concessione è la n. 16007, in capo a Pwo S.p.a., su sito .it proprio. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Fra i dieci, è il profilo in cui la parola «europei» significa davvero qualcosa: il palinsesto calcistico è dichiarato nel dettaglio, coppa per coppa, campionato per campionato, e i risultati in diretta più le oltre venti tipologie di sport lo rendono un marchio per chi non si limita alla Serie A. L’elenco è utile anche come controprova: mostra che cosa vuol dire, in pratica, un palinsesto ampio, e quanto il resto della categoria resti vago quando dice «tutto il calcio».
Il verdetto riguarda l’ampiezza: Planetwin365 è la scelta di chi vuole un programma calcistico fitto, dalle coppe europee alla Serie C, e non si accontenta di tre campionati in vetrina.
Eurobet: il deposito e il prelievo fatti dall’app
La concessione è la n. 16012, in capo a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su sito .it proprio. Dall’app si possono consultare le informazioni sul conto di gioco e effettuare depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad.
Il dettaglio da tenere a mente, per questo marchio, non è un’offerta ma una struttura societaria: Eurobet Italia è il concessionario che sulla lista ADM compare con più di un sito, perché gestisce Eurobet.it insieme a Bwin.it e giocodigitale.it. È la dimostrazione più pulita che la concessione è per sito e non per società, e vale la pena ricordarla ogni volta che si sente dire che un marchio «ha la licenza»: quasi sempre la società che ce l’ha è un’altra, e in questo caso ne gestisce tre.
Il verdetto guarda al gesto quotidiano: Eurobet è il marchio per chi vuole gestire conto, versamenti e prelievi senza aprire il computer, direttamente dall’iPhone o dall’iPad, e trova nell’app il proprio sportello.
Sisal: prenotare la schedina e incassare al punto vendita
La concessione è la n. 16020, in capo a Sisal Italia S.p.a., su sito .it proprio. Con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente.
È l’unico dei dieci che costruisce un ponte fra online e territorio invece di scegliere un lato, e per una parte di pubblico quella è l’unica architettura che funziona: chi non vuole lasciare i dati di una carta su un sito, o chi preferisce parlare con una persona, ha qui un canale completo, dall’ingresso all’uscita. La lista premia anche l’abitudine, perché scansionare una schedina comprata in tabaccheria è un gesto che nessun marchio puramente online può replicare. Sul versante dell’offerta, per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica, e il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto: poche condizioni e un perimetro largo.
Il verdetto si gioca sulla combinazione: Sisal è il marchio di chi vuole un bonus senza gimcane e un modo per incassare senza passare dal bonifico, e per quel lettore la rete di punti vendita vale più di qualunque quota.
NetWin: un bonus grosso con un deposito minimo basso
La concessione è la n. 16035, in capo a Netwin Italia S.p.a., su sito .it proprio. L’offerta Sport-50 è un bonus reale sul primo deposito fino a 50 € per i nuovi giocatori con conto verificato, a fronte di un versamento minimo di 20 € e dell’inserimento del codice promozionale.
Il rapporto fra il tetto e il pavimento è il dato che conta: 50 € di bonus su 20 € di deposito minimo significa che l’offerta si attiva già con una cifra bassa, e per un giocatore che versa poco è la parte più utile dell’intera pagina. La condizione da leggere prima di tutto, però, è quella che riguarda il conto verificato: l’offerta è riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, e la verifica è il passaggio che richiede il documento o l’accesso con SPID, con la tempistica che ne consegue. Chi si registra e versa subito, senza completare l’identificazione, resta in attesa.
Il verdetto se lo prende la soglia d’ingresso: NetWin è l’offerta giusta per chi vuole provare un bonus vero senza impegnare molto, e la sua condizione più vincolante non è la quota minima ma la verifica del conto.
Betfair: depositi, prelievi e live streaming in una sola app
La concessione è la n. 16028, in capo a Betfair Italia S.r.l., su sito .it proprio. L’app Betfair Exchange Scommesse consente depositi e prelievi delle vincite, il live streaming di eventi di calcio, tennis e basket e grafici per monitorare in tempo reale l’andamento delle quote.
L’elemento che distingue questo profilo dagli altri nove è il tipo di gioco, non la comodità dell’app. Betfair è il marchio legato all’exchange, il gioco a sé previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024, in cui il giocatore può stare dalla parte della punta o della banca e il concessionario si limita a mettere in contatto le due parti in forma anonima. La sua documentazione risulta indicare regole proprie per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in banca di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. È una meccanica diversa da quella dello scommettitore contro il banco, e chi non l’ha mai usata farebbe bene a provarla con cifre piccole: cambia il modo in cui la quota si forma, e con essa cambia il margine che si paga.
Il verdetto segue la meccanica: Betfair È il marchio per chi vuole giocare contro altri giocatori e non contro il banco, e chi cerca solo un bookmaker tradizionale con un’app curata troverà altrove lo stesso servizio senza imparare una regola nuova.
Scegliere la strada giusta: tre percorsi e il prezzo di ciascuno
Le tre strade non sono equivalenti e nessuna è gratuita. Vale la pena metterle fianco a fianco una volta sola.
Il concessionario ADM è la strada con la protezione più completa: Registro Unico degli Autoesclusi, strumenti di limite in registrazione, un foro italiano, autorità di vigilanza e una tassa che non ricade su chi incassa. Il prezzo di questa strada è un’offerta meno aggressiva di quella che si legge altrove, perché il marchio non può pubblicizzarsi e le condizioni dei bonus sono scritte per essere sostenibili; e per chi appartiene al gruppo GBO Italy, un catalogo di marchi meno indipendente di quanto sembri.
L’operatore estero raggiunto per altre vie ha un’offerta apparentemente più ricca e nessuna delle tutele precedenti: non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso su quella piattaforma non è protetto; è esposto al blocco DNS; e le vincite ottenute da siti non autorizzati o esteri andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, con tutte le conseguenze pratiche del caso. Nessun brand va fatto qui, perché il lettore lo trova nella pagina di avviso che ADM mostra ai domini oscurati. La domanda da farsi non è quanta quota in più si ottenga, ma se quella quota in più valga una protezione in meno e un rigo di dichiarazione.
Il punto vendita è la terza strada, e non è un ripiego. Un conto ricaricato in contanti al tabaccaio fino a 100 € a settimana è una scelta di riservatezza e di controllo di spesa insieme; Sisal porta questa logica dentro l’app con la prenotazione delle scommesse e la scansione della schedina giocata in negozio. Il prezzo è l’orario di apertura e il tetto settimanale.
Su tutto, una considerazione che attraversa tutte e tre: ogni giocata paga il margine del bookmaker, e il margine non è la quota. Il payout di un mercato è la quota complessiva che quel mercato restituisce, calcolato come uno diviso la somma degli inversi delle quote di tutti gli esiti; il margine è cento per cento meno quel payout. È il numero che non compare mai in vetrina e che decide quanto vale davvero un bonus, e per questo vale la pena guardarlo prima di guardare una quota.
Domande frequenti su scommesse europee e operatori ADM
Quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?
Non esiste un elenco legislativo dei metodi ammessi: ciascun operatore indica i propri nei termini, e gli strumenti devono essere intestati al titolare del conto. Sul mercato italiano ricorrono carte, PostePay e prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico e ricariche in contanti nei punti vendita, fino a 100 € a settimana.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; AdmiralBet chiede anche limiti di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per aumentarlo l’attesa è di sette giorni.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga porta un codice e un sito .it. Attenzione però: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi un nome presente non basta a dimostrare che quel marchio offra scommesse sportive, e serve il riscontro sul suo sito.
Da che età si può scommettere e che cosa si controlla all’apertura del conto?
L’età minima è 18 anni e il conto di gioco richiede un’identificazione completa. Si può procedere con modulo e documento oppure con SPID, e alcuni operatori accettano anche CIE; senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non vengono tassate in capo al giocatore perché il prelievo è a carico del concessionario, che versa l’imposta unica sulla raccolta. Le vincite da siti non autorizzati o esteri andrebbero invece dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita si ottiene moltiplicando la puntata per la quota: 10 € a quota 1,80 rendono 18 €, di cui 8 € di profitto netto. In una multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano fra loro in un unico prezzo, e ogni giocata paga comunque il margine del bookmaker.
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