Scommesse sui cavalli 2026: duecento euro di giocata per incassarne cento

Updated Ottobre 2026
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Chi cerca un bookmaker per le corse trova tre strade diverse e le confonde volentieri: un bonus di benvenuto che promette di raddoppiare il primo deposito, un palinsesto ippico che cambia da operatore a operatore, un registro pubblico che dice chi ha il diritto di accettare la giocata. Le tre cose costano al lettore in modo diverso, e solo una delle tre è gratis.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Le corse in piano vanno da 440 iarde (400 m) a più di quattro miglia (6,4 km), con distanze comuni da cinque a dodici furlong (da 1,0 a 2,4 km).

Lo stato dell’offerta e delle concessioni è aggiornato a 30 Ottobre 2026, con i numeri di concessione e le ragioni sociali letti nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Che cosa cambia davvero un bonus di benvenuto

Il bonus di benvenuto è la porta d’ingresso di quasi ogni operatore con concessione ADM, ed è anche la voce su cui si concentra quasi tutta la pubblicità del settore. Vale la pena guardarlo per quello che è: un credito che l’operatore mette a disposizione dopo la prima ricarica, e che si trasforma in denaro prelevabile solo dopo un percorso di giocate.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
La Triple Crown britannica è composta dalle 2000 Guineas, dal Derby e dal St Leger.

In Italia manca una regola che fissi un tetto ai bonus: nessun limite di legge all’importo, nessun requisito di puntata standard, nessuna quota minima imposta dall’alto. Nulla di tutto questo è previsto da una norma. Il che significa una cosa semplice per chi legge: ogni singolo operatore decide quanto accredita, quale requisito di puntata applica e quali quote accettare, e quelle regole stanno nei suoi termini. Un bonus da 5.000 € che richiede un rigioco alto non è migliore di un bonus da 500 € che ne richiede uno basso, e leggere il secondo numero è l’unico modo di saperlo.

La logica di fondo non è una stranezza italiana. Il bonus è uno strumento di acquisizione: l’operatore sa che una parte dei giocatori non completerà mai i requisiti, e che su quelli il credito torna in casa senza mai uscire. Il margine incorporato nelle quote fa il resto.

Cosa raggiunge l’incentivo e cosa no

La pubblicità del gioco con vincite in denaro è vietata in Italia da tempo: il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, vieta «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta», su qualunque mezzo, internet compreso, e AGCOM vigila con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il divieto riguarda la promozione, non l’esistenza dell’offerta. Un bonus di benvenuto resta perfettamente legittimo presso un operatore con concessione, e lo stesso decreto promuove la comunicazione sul gioco sicuro: l’art. 3, lett. m) consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. È il motivo per cui in Italia non si vede uno spot con l’attore famoso che punta sul cavallo, ma si vede lo stesso marchio accanto a una campagna sul gioco consapevole.

Sul fronte sanzionatorio la materia è tutt’altro che chiusa, e vale la pena saperlo perché tocca il modo in cui gli operatori parlano: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025, il TAR Lazio con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla notifica della norma. Una proposta di modifica per riaprire la pubblicità indiretta è circolata nella discussione sulla legge di bilancio 2026, senza esito verificabile; alla data di verifica il divieto è in vigore.

Che cosa deve fare chi vuole un bonus

Il percorso è sempre lo stesso e non è mai pubblicizzato con la stessa evidenza del bonus. Prima il conto di gioco, con identificazione completa: un modulo con copia del documento oppure SPID, e alcuni operatori accettano anche CIE tramite un provider SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Poi la ricarica, poi l’accredito, poi la parte che conta: le giocate valide, che sono definite dal singolo operatore.

Il requisito di puntata, o rigioco, è il numero che decide se il bonus conviene. Poche decine di migliaia di giocate da un euro fanno una cifra di turnover che nessun lettore occasionale completa; un requisito che si chiude con qualche centinaio di euro di giocate è un’altra cosa. Da qui discende un test pratico più utile di qualunque elenco: quale quota minima accetta l’operatore per la giocata valida, quanto tempo si ha per completarla, e se la quota del cavallo che si vuole giocare sta sopra quella soglia. Una quota minima alta taglia fuori proprio l’ippica, dove le quote lunghe sono normali e quelle corte rare.

C’è poi la questione della scadenza, che nell’ippica pesa più che altrove: le corse si concentrano in giornate definite, e una finestra temporale stretta può costringere a giocare eventi che non si sarebbero mai scelti.

Quanto vale in media un bonus, e perché la formula non basta

Il valore medio di un credito gratuito si misura con una formula nota a chi lavora nei mercati: importo del bonus moltiplicato per quota meno uno, diviso la quota, e tutto moltiplicato per la percentuale di payout del mercato. Con una quota di 2,00 e un payout al 95 %, un credito gratuito da 100 € vale in media circa 47,50 €. Con una quota di 1,50 sullo stesso mercato, il valore medio scende sotto i 32 €.

Sono stime, non promesse: su una singola giocata il risultato è uno dei due estremi, e il valore medio si realizza solo ripetendo la stessa situazione molte volte. Il numero serve a togliere di mezzo l’illusione dell’importo nominale — un bonus da 100 € non è 100 € — non a indicare quanto si vincerà.

Sull’ippica la quota minima pesa in modo particolare, perché il mercato ippico è fatto di partenti numerosi e quote lunghe: chi cerca il cavallo da 8,00 per completare il requisito trova una quota molto più alta di quella di un mercato a due esiti, e il valore medio del credito cresce solo se la giocata è ammessa.

Le corse: quello che serve per leggere un palinsesto

Un programma ippico non si legge come una giornata di Serie A. La differenza sta nel formato delle corse, ed è utile averla in testa prima di aprire il palinsesto di un operatore.

Galoppo in piano, ostacoli, peso e distanze

Le corse al galoppo in piano si corrono direttamente tra due punti, lungo una pista rettilinea o ovale. Le corse a ostacoli — siepi e steeplechase — in Gran Bretagna e Irlanda prendono il nome collettivo di National Hunt, e sono un mondo a parte anche per il tipo di cavallo che le corre.

La distanza cambia molto: le corse in piano vanno da 440 iarde (400 m) a più di quattro miglia (6,4 km), con distanze comuni da cinque a dodici furlong (da 1,0 a 2,4 km). Un ippodromo con pista da 1.200 metri e un tracciato di siepi da 4.800 metri non producono lo stesso tipo di giocata: cambia il numero di partenti, cambia la variabilità del risultato e cambia la quota che il bookmaker espone.

Il peso è l’altro parametro che salta all’occhio a chi arriva dal calcio. Nelle corse a handicap a ogni cavallo viene assegnato un peso diverso da portare, in base alle sue capacità; nelle corse a condizioni i cavalli portano lo stesso peso, con abbuoni per i cavalli più giovani e per le femmine. Un lettore che non guarda il peso sta leggendo solo metà della corsa, e nell’handicap la metà più importante.

Cosa significa un calendario internazionale accanto a un palinsesto italiano

Il calendario classico inglese ha una struttura rigida e riconoscibile: la Triple Crown britannica è composta dalle 2000 Guineas, dal Derby e dal St Leger, tre appuntamenti che definiscono la stagione dei tre anni. Chi segue le corse italiane incontra quei nomi nei palinsesti degli operatori che accettano ippica internazionale.

Accanto all’ippica il palinsesto degli operatori con concessione ADM è largo: calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, ciclismo, volley, rugby, golf, baseball e persino scacchi compaiono nelle offerte delle app più complete, insieme a eventi di spettacolo e politica. Il cavallo, in quel catalogo, è una voce fra le altre, e questo è un dato da tenere presente quando si sceglie un operatore per ragioni ippiche: conviene verificare dove l’ippica è trattata con continuità e dove è un riempitivo.

Tipi di giocata e quote: come funziona il meccanismo

Il cuore tecnico delle scommesse ippiche è più ricco di quello di un 1X2 calcistico, e capirlo cambia il modo di leggere le quote.

Quanto paga una giocata, e cosa costa la quota

Il calcolo di base è lo stesso ovunque: il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Una puntata da 10 € a quota 4,50 restituisce 45 €, di cui 35 € di profitto. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un unico prezzo, e il rischio cresce insieme al prezzo.

Una scommessa each-way, invece, sono due scommesse: una sulla vittoria e una sul piazzamento, per cui la puntata è doppia — una scommessa each-way da 5 sterline costa 10 sterline. È il tipo di giocata che più spesso sorprende chi arriva dal calcio, perché il costo effettivo è il doppio di quello che si credeva di aver puntato.

Le condizioni each-way sul piazzamento nel Regno Unito seguono una griglia: negli handicap con più di 15 partenti si paga 1/4 della quota per 4 posti; con 12-15 partenti 1/4 per 3 posti; nelle altre corse con più di 7 partenti 1/5 per 3 posti; con 5-7 partenti 1/4 per 2 posti; con meno di 5 partenti vale solo la vittoria. Quella griglia è la ragione per cui il numero dei partenti, in ippica, è un’informazione di valore pari alla quota.

Un esempio svolto aiuta. Una scommessa each-way da 10 sterline su un cavallo a quota 10-1 con piazzamento a 1/4 su 3 posti costa 20 sterline, restituisce 110 sterline per la parte vincente e 35 sterline per la parte piazzato, 145 sterline in totale se vince. Se il cavallo arriva secondo o terzo, si incassa solo la parte piazzato: il rischio reale della giocata sta nel mezzo di quei due scenari.

Il margine: dove finisce il denaro che non torna indietro

Il modo più diretto per sapere quanto trattiene un bookmaker è il margine del mercato, che si ricava dalle quote di tutti gli esiti di uno stesso mercato. Su un mercato illustrativo a due esiti con quote identiche di 1,90 e 1,90, la percentuale di ritorno è pari a 1 diviso la somma di 1/1,90 e 1/1,90: si ottiene circa il 95 %, quindi il margine è intorno al 5 %. Nella pratica italiana il margine dei mercati principali sta in genere fra il 4 % e il 9 %, e sale verso il 10-15 % quando il mercato è secondario, il numero dei partenti è alto o la liquidità è bassa — l’ippica minore è esattamente il caso in cui l’intervallo alto diventa normale. Sono valori illustrativi, non quotazioni rilevate in una data precisa.

Vale la pena fermarsi su quel numero. Un margine del 5 % significa che il bookmaker restituisce 95 centesimi per ogni euro giocato su quel mercato; un margine del 12 % ne restituisce 88. La differenza fra i due scenari si accumula ad ogni giocata, e su una stagione ippica giocata con continuità pesa più di qualunque bonus di benvenuto. Un lettore che sceglie l’operatore per l’importo del bonus e non guarda mai le quote sta ottimizzando la voce sbagliata.

La percentuale di ritorno e il margine sono la stessa cosa vista da due lati e sommano a 100 %: se il ritorno è del 95 %, il margine è del 5 %. Scrivere l’uno o l’altro non cambia nulla, ma confondere i due porta a percentuali che non tornano.

Singole, multiple e sistemi

Le forme di giocata che il mercato italiano conosce sono poche e stabili: la singola, la multipla, il sistema, accanto ai mercati live e pre-match. Il sistema è la forma che merita più attenzione di quella che riceve, perché permette di distribuire il rischio su più combinazioni, ma il costo complessivo cresce con il numero delle combinazioni generate e con il margine applicato a ciascuna.

Il cash out, che il mercato scrive in inglese, permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. È uno strumento comodo e va letto per quello che è: la cifra offerta non è il valore della giocata, è il valore che l’operatore ritiene di poter pagare tenendo per sé un margine, e chiudere in anticipo significa rinunciare a una parte del ritorno potenziale in cambio di certezza.

Nell’ippica il cash out incontra un limite pratico: una corsa dura pochi minuti, e la finestra in cui ha senso chiudere è breve. Su un mercato che si muove per pochi secondi la funzione conta meno che su una partita di calcio.

Dove si gioca: operatori con concessione ADM e marchi esteri

La domanda che porta più lettori su questa pagina non è quali corse si possono seguire, ma dove si può legalmente puntare su di esse in Italia. La risposta sta in un elenco pubblico, ed è più stretta di quanto la pubblicità lasci intendere.

Concessione ADM e marchi esteri

Un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza, rilasciata sito per sito e gestita su un dominio .it. L’elenco dei concessionari autorizzati pubblicato da ADM è l’unico test che conta, e ha due proprietà che vale la pena conoscere prima di usarlo.

La prima è che la concessione è per sito, non per azienda: un’impresa può gestirne diversi, e Eurobet Italia S.r.l. è l’esempio più chiaro, con Eurobet, Bwin e Gioco Digitale nella stessa mano. La seconda è che l’elenco non ha una colonna per i giochi: una concessione può coprire scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di casinò, betting exchange e bingo in qualunque combinazione. Il nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quell’operatore accetti scommesse sportive, e tanto meno che accetti l’ippica. Quello lo dice il sito dell’operatore, non l’elenco.

Il quadro è cambiato di recente. Il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, riordina il settore del gioco pubblico a distanza: le concessioni sono assegnate con gara pubblica, non con licenze aperte, e l’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire da remoto con concessione. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 imprese su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Un inciso del comma 3 va letto con attenzione: le concessioni durano al massimo nove anni, e non si rinnovano. Chi pianifica di giocare sul lungo periodo sta giocando in un mercato che si riaprirà per intero.

L’ippica occupa un posto curioso nella norma. Da un lato l’art. 6, comma 1, lett. a) mette le scommesse a quota fissa e a totalizzatore sulle corse dei cavalli accanto a quelle sugli eventi sportivi e su quelli simulati; dall’altro i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — stanno alla lett. c) e richiedono una concessione propria. Se un marchio online accetti oggi i totalizzatori dell’ippica nazionale è una cosa che il lettore può verificare solo nel palinsesto dell’operatore.

Sugli operatori esteri la posizione è chiara. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non comparivano fra le 52 righe dell’elenco alla data di verifica. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e si presentano con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore. Offrire gioco a chi si trova in Italia senza concessione è illegale, e l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 costruisce attorno a questa regola due elenchi pubblici: quello dei siti legali e quello dei siti inibiti, con sanzioni per i fornitori di accesso e di pagamento che violano l’ordine da 30.000 € a 180.000 € per violazione.

Il blocco lavora a livello DNS e qualche fornitore resta indietro; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia alla volta, e le copie tornano online in poche ore. La parola che il settore usa per il risultato è «oscurati». Non è una barriera tecnicamente insuperabile, ma non è nemmeno il punto: il punto è cosa si perde uscendo dall’elenco.

Quello che un conto con concessione garantisce e un sito estero no

La differenza fra un operatore in elenco e un marchio offshore non è una questione di immagine, è una lista di cose che ci sono e non ci sono. Un conto presso un concessionario ADM entra nel RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituto nel 2018, che blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e le sale fisiche; porta con sé la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori previsti dall’art. 15, comma 1 e un foro italiano per qualunque controversia. Un marchio .com senza concessione non offre nessuna di queste cose, è passibile di blocco DNS e — come scrive ADM stessa — espone il giocatore a una sanzione di carattere penale.

Su quest’ultimo punto la norma è esplicita e va riportata senza addolcirla: la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, nella lettura che ADM ne dà, prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero», e precisa che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda non è noto, e nemmeno risulta un procedimento contro un singolo giocatore: il lettore sappia che la norma esiste, e che la responsabilità non è solo di chi offre.

Sul versante fiscale la distinzione è altrettanto netta. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è a carico del concessionario: è un’imposta pagata alla fonte, e la somma arriva già netta. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione di consultare un commercialista. Le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri seguono invece l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010: sono «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, e vanno dichiarate per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è nota, e la posizione resta quella che l’Agenzia ha espresso; non è consulenza fiscale.

I dieci marchi della nostra classifica

Le dieci piattaforme che seguono sono tutte su una riga dell’elenco dei concessionari, tutte con un sito .it proprio, tutte con un numero di concessione dichiarato nei propri termini. Non sono una raccomandazione: sono i marchi su cui esistono elementi concreti da confrontare. L’elenco di ADM contiene altre righe oltre a queste, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di concessione.

La panoramica: dieci concessioni a confronto

Marchio Numero di concessione e concessionario Contenuto del palinsesto secondo l’app e i termini
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Oltre 5.000 € di bonus sul primo deposito, accreditato come saldo; registrazione con SPID e CIE oltre al modulo classico
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi; cash out; sezione «Ippica» accanto a oltre 3.000 eventi virtuali al giorno
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live, diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Dal calcio a Formula 1, MotoGP, ciclismo, rugby, golf, scacchi, fino a eventi di spettacolo e politica
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, più di 20 sport con risultati in diretta
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Live, pre-match, singole, multiple e sistemi; bonus di benvenuto legato a download dell’app e registrazione
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming

Due colonne saltano all’occhio per un motivo diverso. La prima è che il concessionario raramente coincide con il marchio: Goldbet e Lottomatica fanno capo alla stessa società, e Betsson appartiene a una realtà con sede altrove. Chi confronta i due marchi sta confrontando due siti dello stesso gruppo. La seconda è la composizione del catalogo, perché le descrizioni delle app dicono cosa un operatore mette davanti al cliente.

Un’ultima nota sul metodo: nessuna di queste schede dichiara quanti mercati ippici una piattaforma offra, né con quali condizioni. Quelle informazioni stanno nei termini e nel palinsesto, e cambiano con le corse del giorno. Il confronto regge su tre requisiti verificabili — numero di concessione, ragione sociale, tipo di offerta promozionale — e su quelli va fatto.

BetFlag

BetFlag apre il discorso per un motivo banale: ha il bonus nominale più grande del gruppo. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. «Fino a» fa un lavoro enorme in quella frase: un deposito da 200 € accredita 200 €, non 5.000, e il tetto serve soprattutto alla comunicazione.

Sul piano operativo BetFlag è un profilo prudente. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi ha già SPID chiude la pratica in pochi minuti; chi non ce l’ha e sceglie il modulo tradizionale entra in una finestra di validazione che vale la pena non dimenticare. Un bonus che si riscuote su un conto non ancora validato è un bonus che aspetta.

Il punto che decide è quindi il requisito di puntata, che è ciò che trasforma il 100 % in una percentuale molto più bassa. Vale per BetFlag come per tutti gli altri: il bonus nominale non scende in campo da solo.

SNAI

SNAI porta sul tavolo la ragione per cui molti lettori arrivano a questa pagina: l’app SNAI Sport affianca alle scommesse sportive l’ippica. Non è un dettaglio da poco, perché il cavallo è la voce che molti operatori trattano come riempitivo, e un marchio storico lo colloca in una sezione propria.

Il resto del catalogo è quello di una piattaforma completa. Offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. L’app affianca alle scommesse sportive il Virtual, con oltre 3.000 eventi virtuali al giorno dalle 7 del mattino alle 3 di notte, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Il bonus di benvenuto richiede un conto di gioco, la registrazione sul sito o dall’app e una prima ricarica, e il credito accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto.

La differenza, per chi cerca le corse, non è nel bonus. È che l’ippica qui ha un posto riconoscibile invece di essere un’appendice del calcio. Chi punta quasi solo sui cavalli trova più facile capire dove guardare, e questa è una comodità che vale più di qualche punto percentuale di bonus.

Betfair

Betfair è il nome che in questo gruppo corrisponde a un modello di scommessa diverso. Premesso che nessuna delle dieci schede dichiara come sia organizzata l’offerta ippica sulla piattaforma italiana, il marchio resta legato allo scambio fra giocatori, il betting exchange, che la legge italiana tratta come gioco a sé: l’art. 6, comma 1, lett. e) lo ammette a concessione separata, con l’art. 2, lett. u) che descrive il giocatore nelle due vesti di puntatore e di banco, mentre il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. In quell’assetto non è il bookmaker a fissare il prezzo, e chi ha un’opinione forte sul cavallo può prendere l’altra parte della giocata invece di limitarsi a scommettere contro il banco.

Sul piano del prodotto l’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il modello ha un costo che il mercato italiano rende poco visibile. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quale sia la commissione applicata e se altri marchi gestiscano oggi un exchange non risulta.

Sisal

Sisal è l’operatore che mette i numeri più grandi sul tavolo: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Sono cifre che descrivono un catalogo, non un’offerta ippica, e su questo la scheda non offre elementi.

Sul versante delle giocate, l’offerta comprende la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate sui tiri in porta, sui rigori e sulle espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Per il bonus di benvenuto servono un conto di gioco, la registrazione sul sito o dall’app e una prima ricarica, e il credito si spende su tutti gli eventi in palinsesto. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte.

Il volume live è la vera carta di Sisal, e va letta per quello che è: un catalogo live molto profondo serve chi gioca durante l’evento, mentre chi punta sulle corse lo trova utile solo se il palinsesto ippico accompagna quella profondità, cosa che la descrizione dell’app non chiarisce. Chi vuole la diretta streaming gratuita su più sport ha qui l’argomento più solido dell’intero gruppo.

Eurobet

Eurobet vince la gara dell’ampiezza, e lo fa con una lista che non assomiglia a quella di nessun altro: calcio, tennis e basket, ma anche Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. È una scelta editoriale prima che commerciale: l’operatore ha deciso che il perimetro del gioco è largo, e che il giocatore di scacchi e quello di elezioni meritano un mercato.

Per chi cerca le corse questa ampiezza è un’arma a doppio taglio. Un catalogo che contiene di tutto non garantisce che l’ippica sia trattata con continuità, e la scheda non offre elementi per dirlo. Ma un operatore disposto a quotare gli scacchi difficilmente si spaventa per una riunione di siepi.

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è anche il caso più illuminante del gruppo sul piano societario: la stessa impresa gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Tre marchi, tre siti, una struttura. Per il giocatore cambia poco all’atto pratico e molto quando si valuta la solidità.

Planetwin365

Planetwin365 è la piattaforma più esplicitamente calcistica del gruppo. Copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Chi passa le domeniche sulle multiple di calcio riconosce subito il perimetro.

Quella chiarezza è anche il suo limite rispetto al tema di questa pagina: nulla nella descrizione dell’app indica un trattamento particolare dell’ippica, e un catalogo costruito attorno ai campionati non promette molto a chi cerca programmi di corse. Il conteggio delle tipologie di sport non dice quanti mercati abbiano ciascuna.

Resta un profilo coerente: se l’ippica è una giocata occasionale accanto al calcio, Planetwin365 mette a disposizione un catalogo calcistico profondo e un’interfaccia pensata per quello. Se il cavallo è la ragione principale per cui si apre un conto, conviene guardare altrove prima di depositare.

Betsson

Betsson presenta una struttura classica e ordinata: scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È il ritratto di un bookmaker generalista che fa bene le cose standard.

Un avvertimento societario lo rende riconoscibile: Betsson fa capo ad Azzurri Limited, una realtà con sede fuori dall’Italia, pur operando con concessione italiana e dominio .it. Il giocatore italiano è coperto esattamente come presso gli altri marchi in elenco, perché la concessione è per sito; ma chi tiene al fatto di avere come controparte una società italiana lo sappia prima di aprire il conto.

Sul versante ippico la scheda non offre elementi, e un catalogo descritto per tipologie di mercato calcistico non dice nulla sulle corse. Il profilo che esce da queste righe è quello di un operatore solido sulla parte pre-match e live dello sport più seguito, non di uno specialista.

bet365

bet365 è l’unico marchio del gruppo che si presenta con un ruolo ufficiale nella competizione più seguita al mondo: Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. È una credenziale che non si compra al mercato e che dice quanto la piattaforma pesi nel sistema del calcio europeo.

Fra gli sport coperti compare esplicitamente l’ippica, accanto a Premier League, Champions League, boxe, freccette, basket, golf e tennis, con offerta pre evento e live. È una menzione nominale, che non dice nulla su quali riunioni o quali ippodromi siano disponibili, ma distingue bet365 da chi l’ippica non la nomina affatto.

L’elenco del palinsesto si aggiorna con gli eventi autorizzati da ADM uno per uno: a settembre 2026 è stata autorizzata la Setka Cup, con bet365 come primo partner, secondo quanto riporta la stampa di settore. Un operatore che viene scelto dagli organizzatori per portare un nuovo torneo in Italia è un operatore con un piede dentro il meccanismo delle autorizzazioni. Per il lettore questo conta meno di un requisito di puntata basso, ma racconta la statura della piattaforma.

Goldbet

Goldbet e Lottomatica chiudono il gruppo, e vanno letti insieme per un motivo che sta nei documenti: entrambi i marchi fanno capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota come GBO Italy. Due siti, due concessioni — la n. 16009 e la n. 16010 — e una sola società dietro. Chi confronta i due cataloghi come se fossero concorrenti sta confrontando due vestiti dello stesso sarto.

Su Goldbet l’offerta è quella di una piattaforma completa e tradizionale: schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e un bonus di benvenuto legato al download dell’app e alla registrazione. La formula è quella tipica del mercato italiano: conto, app, poi il credito.

La parte davvero utile della scheda non è il bonus, è la registrazione. Goldbet è fra gli operatori che offrono l’identificazione tramite SPID e, attraverso un provider SPID, anche con CIE. Per chi ha già un’identità digitale è la via più rapida al conto validato, e un conto validato è la condizione perché un prelievo funzioni quando serve.

Lottomatica

Lottomatica porta il catalogo sportivo più ampio della coppia: Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

La sovrapposizione con Goldbet rende inutile un confronto fra i due cataloghi calcistici: cambia la veste grafica, non la sostanza societaria. La domanda che il lettore si deve porre non è quale delle due app sia più ricca, ma quale delle due gli sia stata proposta come novità. Vale anche per l’ippica: le descrizioni delle app della coppia non offrono elementi su un trattamento specifico delle corse, e chi cerca continuità sul cavallo deve verificarla nel palinsesto prima di affidarsi a un marchio di gruppo.

Che cosa costa un bonus: la parte che non si vede

Il bonus di benvenuto è la voce di marketing più visibile e la voce di costo meno esplicitata. Vale la pena mettere in fila i tre modi in cui un’offerta si mangia il proprio valore: il requisito di puntata, che obbliga a giocare più di quanto si sarebbe giocato; la scadenza, che comprime le scelte in una finestra breve; la quota minima, che esclude le giocate a prezzo basso e può escludere interi mercati.

A questi si aggiunge il margine del bookmaker, che agisce su ogni giocata indipendentemente dal bonus. Un mercato con payout al 95 % restituisce 95 centesimi per euro; un mercato ippico di nicchia può scendere molto sotto quella soglia, e un requisito di puntata da soddisfare su mercati di nicchia trasforma la percentuale in costo reale.

Il calcolo diventa così utile anche quando non si ha la voglia di farlo. Se un bonus richiede un rigioco su mercati secondari, il valore medio dell’offerta è più basso di quello che la formula con i mercati principali suggerisce, e in alcuni casi il bonus finisce per costare più di quanto rende. Non è un’ipotesi remota: è il modo in cui gli operatori progettano i requisiti.

Dove il bonus resta conveniente è in una situazione specifica: requisito basso, scadenza ampia, quota minima che lascia accessibili i mercati che si giocherebbero comunque. Fuori da quelle condizioni, un bonus senza deposito modesto vale più di un 100 % nominale che obbliga a mesi di giocate.

I controlli su chi accetta la giocata

Prima di depositare, esistono controlli che il lettore può fare in autonomia e che valgono più di qualunque recensione.

Il primo è l’elenco di ADM. I siti autorizzati hanno un numero di concessione e lo dichiarano nei propri termini; il numero di Goldbet è 16009, quello di Lottomatica 16010, e così per ogni riga dell’elenco. Il nome del dominio va confrontato con l’elenco, ricordando che la concessione vale per sito: un marchio legale su un dominio non rende legale un dominio diverso dello stesso gruppo.

Il secondo è il dominio. Un operatore che serve l’Italia con concessione opera su un sito .it. Un marchio che si presenta su un dominio diverso sta giocando fuori dal perimetro, e nessuna licenza straniera cambia la posizione: nel mercato italiano quella licenza semplicemente non esiste.

Il terzo è la presenza o l’assenza del nome fra i siti inibiti. ADM e la Guardia di Finanza tengono pubblici i due elenchi, quello dei siti legali e quello dei siti il cui accesso è inibito. Non è un controllo di simpatia: è l’unico modo di sapere se il sito su cui si sta per depositare ha già ricevuto un provvedimento.

L’ultimo riguarda l’identificazione. Un conto di gioco richiede identificazione completa, e in mancanza di SPID va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Chi si registra di fretta per prendere un bonus a scadenza corta fa esattamente il contrario di quello che serve.

Depositi, prelievi e ricariche

Le modalità di pagamento presso gli operatori con concessione ADM sono quelle che le pagine di confronto del settore mostrano: carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti presso i tabaccai, con SisalPay e Mooney fra i nomi ricorrenti. L’elenco preciso di ciascun operatore sta nei propri termini.

Esiste poi un canale che molti giocatori non conoscono e che merita una spiegazione chiara. I punti vendita ricariche previsti dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 sono gli esercizi — tabaccai, ricevitorie — iscritti in un registro tenuto da ADM. Ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È un canale comodo per chi vuole alimentare il conto senza carta, e inutile per chi vuole incassare.

Sulle criptovalute la posizione italiana è aperta: presso i concessionari la questione è irrisolta e non esiste una norma che elenchi i canali approvati. Il lettore che trova un messaggio promozionale su depositi in cripto presso un operatore con concessione italiana lo tratti come una promessa non coperta da alcuna regola nota.

C’è infine una norma di chiusura che vale la pena conoscere per il suo scopo: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La sua entrata in vigore non è confermata. L’intenzione è chiara: togliere ai siti illegali il canale per incassare.

Il quadro normativo: concessioni, palinsesto e tassazione

Il lettore che vuole capire la cornice in cui sta giocando ha tre cose da tenere presenti: chi concede, cosa si può offrire, e chi paga l’imposta.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Una scommessa each-way sono due scommesse, una sulla vittoria e una sul piazzamento, per cui la puntata è doppia (una scommessa each-way da 5 sterline costa 10 sterline).

Sulla prima, il D.Lgs. 41/2024 disegna un sistema di concessioni assegnate per gara, valide al massimo nove anni e non rinnovabili, con requisiti che includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara stessa, ai sensi dell’art. 6, comma 5. Termini della concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata, come prevedono l’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3. La gara di settembre 2025 ha chiuso con 52 concessioni a 46 imprese, quasi la metà delle domande respinte.

Sulla seconda, l’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno in quel programma. ADM aggiunge eventi uno per uno: la Setka Cup autorizzata a settembre 2026 con bet365 primo partner è un esempio del meccanismo. Il palinsesto comprende anche gli eventi simulati, definiti dall’art. 2, lett. v) come eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer o mostrati con una registrazione di un evento reale, e la sezione «Virtuali» presente sui siti degli operatori sta dentro questa categoria.

Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori, e le regole di ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono note; non esiste un elenco dei mercati live disponibili. Le scommesse sugli eventi dei minori hanno avuto un provvedimento del direttore di ADM che richiama il DM 111/2006, di contenuto non noto. Se gli esport entrino nel palinsesto è parimenti non noto.

Un tetto legale in euro alle puntate sportive non esiste: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti scelti dal giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione.

Sulla terza, l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è regolata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene su rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite secondo quanto riporta la stampa specializzata. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % di prima; le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel cosiddetto Decreto Sport per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non risulta.

Limiti, autoesclusione e gioco responsabile

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 è la norma che più direttamente tocca la giornata di chi gioca. Prevede autocontrolli su tempo, spesa e perdita; limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Limiti di deposito, di ricarica e di tempo

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano come questo si comporti: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. È una asimmetria voluta e va letta come la protezione più concreta della lista: il sistema rende facile stringere e lento allargare, esattamente il contrario di quello che farebbe un pulsante «deposita di più».

Sul versante dei limiti che l’operatore chiede di impostare, la pratica di mercato è di tre parametri: un massimo di ricarica, un massimo di spesa e un tetto al tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile. Non esiste una cifra di deposito uniforme fissata per tutti: il numero che ADM stabilisce nella gara per le concessioni non è noto, e chi cerca il valore esatto per il proprio caso lo trova soltanto quando apre il conto.

Autoesclusione e RUA

Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, è lo strumento più potente del sistema italiano. Un’autoesclusione registrata qui blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale fisiche, non solo l’operatore su cui è stata richiesta. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede che gli strumenti di autoesclusione siano disponibili anche per categoria di prodotto, per un periodo che il giocatore stesso decide.

Sui tempi e sulle forme c’è una novità recente che vale la pena conoscere. Una fonte specializzata riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, con periodi e modalità che gli operatori e la pagina di ADM indicano. Le condizioni già in uso negli ultimi anni mostrano periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme online autorizzate in Italia.

Il punto su cui insistere è proprio quel «tutte». L’autoesclusione serve a un giocatore nel momento in cui ha perso il controllo, ed è una decisione che si prende una volta e vale per tutti i conti. Un sito senza concessione non è collegato al RUA: lì il giocatore autoescluso non è protetto. Non è un dettaglio regolamentare, è la differenza fra uno strumento che funziona e un pulsante che non spegne niente.

Dove si chiede aiuto

Le piattaforme con concessione italiana affiancano ai limiti una serie di tutele di base: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, ed è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 per chi ha un problema e per chi gli sta vicino. La legge impone anche un dovere informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. È una somma che il settore destina a parlare di sé in modo diverso da come lo fa con il bonus.

Domande frequenti sulle scommesse sui cavalli

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM: sport, corse dei cavalli, eventi simulati, oltre agli eventi non sportivi che il concessionario inserisce nel programma. ADM autorizza le voci una per una, quindi l’elenco cresce nel tempo e ogni tipo di giocata dipende dall’approvazione. Il dettaglio di cosa una piattaforma offra davvero si legge nel suo palinsesto.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si controlla l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che riporta un codice per ogni sito .it autorizzato. Ogni operatore dichiara numero di concessione e ragione sociale nei propri termini. La concessione è legata al singolo sito, quindi un marchio legale non rende automaticamente legale un altro dominio della stessa società.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota: 10 € a quota 4,50 restituiscono 45 €, di cui 35 € di profitto netto. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un unico prezzo. In una each-way la puntata raddoppia perché la giocata vale su vittoria e piazzamento insieme.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti di uno stesso mercato e si divide uno per quella somma, ottenendo la percentuale di ritorno; il margine è quello che manca al 100 %. Su un mercato illustrativo a due esiti con quote 1,90 e 1,90 il ritorno è intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM arrivano nette e non si dichiarano, perché l’imposta è a carico del concessionario: è la ricostruzione riportata dalla stampa di settore, quindi conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti non autorizzati o esteri sono invece «redditi diversi» per l’Agenzia delle Entrate e vanno dichiarate per intero.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Accanto a quello si impostano di norma un tetto alla ricarica, uno alla spesa e uno al tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile. Non esiste un importo unico uguale per tutti.

In una riga

Chi punta sui cavalli ha davanti due strade e un numero. La strada corta è il conto con concessione ADM, con il RUA che risponde davvero, un foro italiano, la vigilanza dell’agenzia e un fisco che non chiede nulla al giocatore sulle vincite; la strada lunga è il dominio estero, che non è collegato a niente di tutto questo e che ADM stessa descrive come esposta a sanzione penale per chi partecipa. Il numero è il margine: 95 centesimi per euro su un mercato principale, molto meno su una riunione di provincia con dodici partenti, e nessun bonus da 5.000 € compensa una differenza del genere giocata per una stagione. Il bonus, semmai, si prende quando il requisito è basso e la quota minima non taglia fuori le corse che si sarebbero giocate comunque; altrimenti conviene lasciarlo lì. E vale la pena ricordare che una corsa non promette nulla a nessuno: le quote dicono quanto il mercato ritiene improbabile un esito, non cosa accadrà sul traguardo.

Preparato dagli editori di «Guidapromozioni».

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