Scommesse non AAMS in Italia 2026: il .com estero che ADM oscura e il conto .it che resta
Un bookmaker che accetta giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza, la ottiene per singolo sito e la esercita su un dominio .it. Un brand estero no. Da quella differenza discendono un blocco DNS, un registro di autoesclusione che non ti vede, una tassazione che cambia soggetto e — come ha scritto l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli il 28 febbraio 2024 — una sanzione penale che riguarda anche chi punta. Qui sotto c’è cosa vuol dire, in che ordine succede e dove conviene fermarsi.

Dati verificati al 30 Ottobre 2026, confrontati con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e con l’elenco dei siti inibiti aggiornato dall’Agenzia.
Indice dei contenuti
- La classifica delle scommesse ADM: dieci concessioni, dieci .it, nessun .com promosso
- Fondamenti: cos’è un sito non AAMS e quando il blocco arriva sul tuo schermo
- Normativa e vigilanza: cosa rischia chi gioca su un sito senza concessione
- Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo da una parte
- Domande frequenti sui siti di scommesse senza concessione ADM
- Il conto finale: quello che un dominio inibito ti fa pagare, e quanto vale un .it
La classifica delle scommesse ADM: dieci concessioni, dieci .it, nessun .com promosso
Vale la pena dirlo prima di ogni altra cosa: questa lista non contiene un solo operatore senza concessione, e non è una scelta di stile. È che il soggetto della pagina — il sito fuori dal sistema concessorio — non è un soggetto recensibile. Non ha termini verificabili contro un elenco pubblico, non ha un numero di concessione da confrontare, non ha un’autorità che risponda per lui. Tutto quello che si può fare onestamente è guardare i concessionari, capire cosa la concessione dà al giocatore, e poi spiegare con precisione cosa manca dall’altra parte.
I dieci che seguono sono brand presenti nell’elenco ADM con un codice di concessione e con fatti documentati sulla loro offerta sportiva. L’elenco non esaurisce il mercato: altri concessionari esistono, e un brand che non compare qui non è per questo privo di concessione. Ogni scheda è ordinata dal soggetto con l’offerta più ristretta a quello con il palinsesto più largo, e per ognuno la domanda è la stessa: a chi serve, e a chi non serve affatto.
| Brand | Concessione ADM | Note sull’offerta |
|---|---|---|
| StarCasinò | 16026 (Azzurri Limited) | App scommesse su eventi italiani/internazionali |
| Sisal | 16020 (Sisal Italia S.p.a.) | Oltre 1.000 eventi al giorno e diretta streaming |
| Betsson | 16027 (Azzurri Limited) | Pre-match e live sui mercati principali |
| SNAI | 16032 (Snaitech Spa) | Scommesse singole, multiple, sistemi e Cash Out |
| Eurobet | 16012 (Eurobet Italia S.r.l.) | Palinsesto esteso: sport, spettacolo ed elezioni |
| bet365 | 16030 (Hillside New Media Malta) | Partner UEFA, sport live e ippica |
| Goldbet | 16009 (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi |
| Planetwin365 | 16007 (Pwo S.p.a.) | Principali campionati calcio (Serie A-C) ed europei |
| AdmiralBet | 16048 (Admiral Bet S.r.l.) | Registrazione classica/SPID, strumenti di controllo |
| BetFlag | 16008 (Betflag S.p.a.) | Registrazione via SPID/CIE per operatività immediata |
Un avvertimento sui numeri di questa pagina. Le quote non sono un dato di questa guida: sono il prezzo del momento, cambio su cambio, mercato su mercato. Dove non c’è una rilevazione con una data accanto, il prezzo si descrive a parole. E il margine del bookmaker — la quota di tutte le puntate che un mercato non restituisce, cioè 1 diviso la somma degli inversi delle quote, con il margine pari a 100 % meno quella percentuale — è la voce di costo che nessun bonus di benvenuto cancella, perché sta dentro ogni singola quota che il giocatore preme.
StarCasinò: concessione 16026, il casinò che ha imparato a fare anche il bookmaker
La concessione è la ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, e il dominio autorizzato è StarCasinò. La stessa società compare una seconda volta nell’elenco con un altro marchio: la concessione è per sito, non per azienda, e questo dettaglio dice molto su come va letto tutto l’elenco.
Sul lato sportivo, l’app permette di scommettere sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò. Il palinsesto descritto è quindi reale ma non è la ragione per cui uno si registra: il baricentro resta il casinò.
Chi ha già un conto su un portale .it e gioca soprattutto a carte e slot trova qui un ambiente coerente, con la possibilità di piazzare qualche singola sul calcio senza cambiare piattaforma. Chi invece apre un conto per fare soprattutto sport — multiple lunghe, mercati minori, dirette su campionati secondari — sta guardando l’offerta dal lato sbagliato. La larghezza della concessione non dice niente sulla larghezza del palinsesto: l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi, e su questo marchio è l’app stessa a dire dove sta il centro di gravità.
Sisal: concessione 16020, mille eventi al giorno e il pallone sempre in vetrina
Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16020 sul dominio Sisal. È uno dei nomi che in Italia ha una rete fisica alle spalle, e la scheda che ne parla è una pagina di app store, non un listino di quote.
I numeri che l’azienda stessa mette nella propria app sono i più concreti della lista: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket. Quindici mila eventi live è una cifra che va letta per quello che è — una misura di quanto materiale c’è sullo scaffale, non di quanto sia conveniente prenderlo. Sulla varietà delle giocate, invece, il catalogo è esplicito: Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’accesso al conto gioco dall’app è possibile anche con Touch ID.
Il cash out merita una riga a parte perché è la funzione che gli operatori vendono come libertà e che in pratica è un secondo prezzo: chi chiude una giocata prima della fine accetta la valutazione del bookmaker su quel momento, e quella valutazione contiene il margine come qualsiasi altra quota. Chi guarda le partite e vuole uscire prima del fischio finale trova qui lo strumento; chi pensa che il cash out sia una scorciatoia per ridurre la perdita su una multipla già compromessa si sta comprando un’altra scommessa, con il prezzo fissato dall’altra parte del tavolo.
Betsson: concessione 16027, la piattaforma che punta sui mercati della singola partita
La concessione ADM n. 16027 è di Azzurri Limited, che la esercita su Betsson.
L’offerta descritta dall’app copre pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Sono i mercati che un giocatore italiano usa davvero: la partita singola, letta per intero. Nessun accento sui grandi listini di sport minori, nessuna promessa sui massimali.
Il punto pratico è che un catalogo così fatto funziona quando il giocatore ha un’idea precisa sull’evento e cerca una quota. Non funziona per chi si diverte a scommettere su sport che in Italia nessuno trasmette: lì la copertura si assottiglia, e con essa la possibilità di confrontare due prezzi. Chi costruisce la giocata intorno alla partita di cartello trova un ventaglio ampio di modi per dire la stessa cosa; chi la costruisce intorno a un’idea fuori dal palinsesto principale trova molto meno.
SNAI: concessione 16032, i sistemi e i mercati che stanno nei dettagli
La concessione è la ADM n. 16032, di Snaitech Spa, sul dominio SNAI. Insieme a Sisal è il nome che in Italia ha più anni di banco alle spalle, e la sua scheda tecnica più interessante non è il calcio ma tutto ciò che non è né una singola né una multipla.
L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, oltre alla funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Il sistema è l’unica tipologia di giocata che obbliga a fare i conti prima di premere: si comprano più combinazioni di una stessa selezione, il costo cresce in proporzione e la copertura non è mai totale. Chi lo usa bene lo usa per gestire gli esiti intermedi. Chi lo usa male lo scopre al momento della conferma, quando la puntata richiesta è parecchie volte quella che aveva in testa.
Risultato esatto, tiri in porta, cartellini, rigori: sono mercati in cui la quota riflette una probabilità molto bassa e il margine resta dentro il prezzo. È il tipo di schedina che si gioca per divertimento con puntate piccole, non per far lavorare un capitale.
Eurobet: concessione 16012, dal calcio alle elezioni
La concessione è la ADM n. 16012, di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul dominio Eurobet. La stessa società compare nell’elenco con altri due marchi: è l’esempio più chiaro della regola, perché un’azienda può correre con più siti e ogni sito ha la sua concessione.
Il palinsesto descritto è il più largo che la lista mostri: calcio, tennis e basket, ma anche Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv, reality show — e di politica, elezioni comprese.
Ammettiamolo: scommettere sulle elezioni ha un fascino che una partita di Serie B non ha. Ha anche un problema di prezzo, perché su un evento che accade una volta ogni cinque anni e che nessun operatore può coprire in modo efficiente il margine tende a essere generoso con il bookmaker e poco con chi punta. La larghezza del palinsesto è una qualità reale; non è una qualità che rende più economica la giocata. Chi cerca l’evento che gli interessa e non lo trova altrove ha qui l’offerta più elastica del gruppo; chi cerca il prezzo più stretto su un mercato molto liquido non ha motivo di preferire un palinsesto enciclopedico a uno specializzato.
bet365: concessione 16030, il partner globale che opera con licenza italiana
Hillside (New Media Malta) Plc detiene la concessione ADM n. 16030 sul dominio bet365. È il caso che smonta meglio l’idea che «sito sicuro uguale sito italiano»: la società è maltese, il marchio è globale, e in Italia opera sotto concessione come qualunque altro.
L’offerta si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il palinsesto è quindi internazionale per vocazione, con l’ippica in evidenza.
Sul lato della tutela, gli strumenti elencati per gli utenti italiani comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il rimando al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È una dotazione che vale più di quanto sembri: un limite di versamento impostato al momento dell’apertura è l’unico strumento di controllo che agisce prima della puntata e non dopo.
Goldbet: concessione 16009, il marchio dietro cui sta una concessionaria diversa
La concessione ADM n. 16009 è intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) e il dominio autorizzato è Goldbet. È il terzo caso in cui il nome del concessionario non corrisponde al nome del marchio, e non è una curiosità: è il motivo per cui la verifica va fatta sull’elenco, non sul logo.
L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Nient’altro, sul lato dei numeri.
Qui la scheda si ferma e vale la pena dire perché, perché è esattamente il tipo di punto su cui una guida diventa inutile se improvvisa. Un bonus di benvenuto di cui non si conoscono né l’importo né i requisiti di puntata non è un’informazione: è un’etichetta. Le condizioni contano più dell’importo — se il bonus va rigiocato, a che quota minima, entro quale scadenza, e se la puntata del bonus torna indietro in caso di vincita — e queste stanno nei termini dell’operatore, non in un annuncio. Chi apre il conto per il bonus senza leggere quelle righe non ha un vantaggio: ha un impegno.
Planetwin365: concessione 16007, la copertura dei campionati come bandiera
La concessione è la ADM n. 16007, di Pwo S.p.a., sul dominio Planetwin365. La scheda è tra le più definite della lista sul lato della copertura.
L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È l’unico profilo della lista che rivendica esplicitamente la Serie C e la Coppa Italia, cioè il calcio che si gioca anche quando il resto del mondo non guarda.
Più di 20 sport con risultati in diretta è una promessa di copertura, non di convenienza. Ha però un effetto concreto per il giocatore italiano: la probabilità di trovare il mercato su cui ha un’opinione, senza dover aprire tre conti diversi, è più alta. La differenza tra un palinsesto profondo e uno largo si misura quando l’evento è minore: chi scommette solo sui grandi campionati non ne ha bisogno, chi segue una squadra di Serie C lo sente subito.
AdmiralBet: concessione 16048, il conto che si apre con SPID e i limiti che si scelgono prima
La concessione è la ADM n. 16048, di Admiral Bet S.r.l., sul dominio AdmiralBet. È l’unica scheda della lista per cui la documentazione pubblica copre in dettaglio il funzionamento del conto e degli strumenti di controllo, e questo la rende la più utile per capire come sono fatti gli altri.
L’apertura del conto avviene con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. In registrazione viene chiesto di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Il ritardo sull’aumento è la parte che conta, ed è la ragione per cui il limite funziona: nessuno può alzare il tetto nell’ora in cui sta perdendo.
Sull’autoesclusione le condizioni prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra lunga — fino a 270 giorni, e oltre — è più di quanto il giocatore medio immagini quando cerca la voce nel menu.
Qui l’offerta non è il punto: è l’unico operatore della lista di cui la pagina possa mostrare per intero la catena conto-limiti-autoesclusione, e quella catena è ciò che un sito senza concessione non può dare in nessuna forma.
BetFlag: concessione 16008, l’apertura conto che parte dall’identità digitale
La concessione è la ADM n. 16008, di Betflag S.p.a., sul dominio BetFlag. Sul lato dell’offerta sportiva i materiali non scendono nei dettagli; sul lato dell’accesso, invece, la scheda è la più esplicita della lista.
Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Detta così sembra burocrazia. Vista dal lato del giocatore è la variabile che decide quando può prelevare: senza SPID il conto va validato entro trenta giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Chi apre un conto con la registrazione manuale e rimanda il caricamento dei documenti si ritrova con un saldo dentro e nessun modo di tirarlo fuori finché non completa la verifica.
Per chi ha già SPID o CIE e vuole essere operativo subito, questo è il percorso più corto della lista. Per chi non li ha, il consiglio è di tenere a portata di mano il documento prima di iniziare e non dopo.
Fondamenti: cos’è un sito non AAMS e quando il blocco arriva sul tuo schermo
Il giocatore italiano che cerca un sito «non AAMS» cerca una cosa sola: un bookmaker che non ha la concessione. Non esiste un registro dei siti legali «alternativi» — esiste il contrario. ADM tiene un elenco pubblico dei siti autorizzati con il loro codice di concessione e un elenco pubblico dei domini inibiti, e il secondo è la faccia visibile dello stesso meccanismo. Nel mezzo non c’è zona grigia normativa: un bookmaker che raccoglie giocate in Italia senza concessione lo fa fuori dalla legge, e il modo in cui lo si scopre è il browser che ti porta altrove.

La verifica in trenta secondi: numero di concessione, .it, elenco ADM
Un concessionario dichiara il proprio numero di concessione e la propria ragione sociale nei termini e condizioni, e ADM pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con un codice per riga e un sito .it associato. Il confronto richiede pochi secondi: si cerca il brand nell’elenco, si legge il codice, si verifica che corrisponda a quello scritto nei termini.
Due precisazioni tecniche evitano gli errori più comuni. Primo: la concessione è per sito, non per azienda. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è titolare di Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, e ogni concessione ha la sua riga. Secondo: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco dimostra che quel concessionario può raccogliere gioco a distanza; non dimostra che quel sito offra scommesse sportive, perché la stessa concessione può coprire in varie combinazioni scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di casino, exchange e bingo. Se il sito in questione proponga sport lo dicono le sue pagine e la sua app, non l’elenco.
Da qui una conseguenza che vale per qualunque confronto: comparire in una lista non è una concessione, e la posizione in classifica non è un requisito di legge. Chi legge una graduatoria e conclude che i primi nomi sono «più autorizzati» degli altri ha fatto un salto che nessun documento sostiene.
Come un dominio finisce oscurato: elenco, ordine, DNS
Il meccanismo dell’inibizione si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. Non è una raccomandazione: è un obbligo con una sanzione dietro.
ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza, che segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. L’Agenzia blocca siti non autorizzati dal 2007 e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. A settembre 2025 un’ordinanza ha portato il totale dei domini inibiti a 11.481, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, e l’ultimo elenco è aggiornato al 13 ottobre 2026.
C’è poi un cambio tecnico che riguarda l’esperienza di chi naviga. Dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. Tradotto: se un dominio ti risponde con quell’indirizzo numerico invece che con un’insegna, sei arrivato a destinazione — solo che la destinazione è un avviso.
Il blocco arriva al DNS, quindi la copia torna prima del blocco
Il blocco lavora a livello di DNS, e il livello DNS non è l’unico livello su cui si può entrare. Basta cambiare i server dei nomi, o passare da un operatore di rete diverso che aggiorna l’elenco con qualche giorno di ritardo, e il dominio torna raggiungibile. Le copie — domini con una lettera diversa, un suffisso in più, un trattino spostato — riappaiono nel giro di ore. È il motivo per cui la parola che ADM e la stampa di settore usano è «oscurati» e non «chiusi».
Questa catena ha una conseguenza diretta per chi legge: la disponibilità di un sito non è una prova della sua legittimità, perché un dominio inibito può restare raggiungibile per giorni su una connessione e non esserlo su un’altra. Il segnale da guardare non è «il sito si apre», è «il sito ha un numero di concessione che sta nell’elenco ADM». Il primo test si supera con un’impostazione del router; il secondo no.
Cosa resta fuori dal conto: il RUA, la vigilanza, il foro italiano
Un conto aperto su un concessionario italiano è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, e l’autoesclusione registrata lì si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Un conto su un sito estero non lo è. Il registro, istituito nel 2018, copre anche le sale e i punti fisici; i siti senza concessione non sono collegati, quindi un giocatore che si è escluso resta senza protezione esattamente dove ha scelto di giocare.
Attorno al RUA sta il resto dell’architettura: la vigilanza di ADM, gli obblighi informativi a carico del concessionario, la scelta di un limite di deposito in registrazione, la possibilità di far valere una controversia davanti a un giudice italiano. Nessuna di queste cose esiste su un .com estero, non perché l’operatore sia scorretto, ma perché non c’è nessun soggetto tenuto a garantirle. E qui il punto diventa economico prima che legale: se una contestazione sul saldo finisce davanti a un’autorità straniera, il costo di farla valere supera quasi sempre la somma contestata.
Un conto esempio: quanto trattiene un mercato due vie
Prima di recensire dieci operatori conviene fissare l’unico costo che li attraversa tutti, e per fissarlo serve una rilevazione datata. Gli esempi che seguono sono un’illustrazione con dati di comodo, non un prezzo rilevato su un operatore.
Prendiamo un mercato due vie a quota 1,90 e 1,90. La quota di restituzione è 1 diviso (1/1,90 + 1/1,90), che dà circa 95 %; il margine è quindi circa 5 %, cioè circa 5 centesimi trattenuti per ogni euro giocato su quel mercato. Su un turnover settimanale illustrativo di 100 € la perdita attesa è di circa 5 € a settimana, in una banda indicativa che va da poco più di 4 € a poco meno di 6 €, assumendo che tutto il volume sia puntato su un mercato con quel margine e nessuna selezione abbia vantaggio. Su un anno sono circa 240 €, a fronte di 5.200 € giocati.
Il numero da fissare bene è l’ultimo, non il primo. La perdita attesa dell’ordine di 5 € ogni 100 € giocati non è un costo una volta tanto: è un costo che si ripete a ogni giro. Un bonus di benvenuto da 50 € copre la prima settimana scarsa. Dalla seconda in poi paga il giocatore.
Normativa e vigilanza: cosa rischia chi gioca su un sito senza concessione
La cornice è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze non sono autorizzazioni aperte: sono concessioni assegnate con gara pubblica. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione — scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange; bingo — e il comma 3 stabilisce che i vincitori della gara possono gestirne uno o più per nove anni al massimo, senza rinnovo. Chi resta fuori da quella gara resta fuori dall’intero sistema.
La tornata di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Un numero di quella portata dice già quanto sia alta la barriera: non è un mercato aperto a chi apre un sito.
La gara, i nove anni e il concessionario che non ha il nome del marchio
Tre dettagli del regime concessorio cambiano il modo in cui va letta qualunque pagina di confronto. Il primo è la durata: nove anni senza rinnovo automatico significa che la concessione è un bene che si esaurisce, non uno status permanente. Il secondo è la separazione tra chi vince la gara e chi appare sul sito: Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò sono Azzurri Limited. Il terzo è che i requisiti includono una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5), mentre condizioni di concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).
L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono tra quelle righe. Non è un giudizio su quei marchi: è il risultato della verifica.
Cosa puoi giocare e cosa il palinsesto deve contenere
L’articolo 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una giocata si può prendere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.
Il prodotto centrale resta la scommessa sportiva a quota fissa; la legge prevede anche il totalizzatore, e se un brand online offra totalizzatori sportivi non risulta. Le scommesse su eventi simulati — sport, corse di cavalli e altre competizioni simulate al computer, mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato (art. 2, lett. v) — sono ammesse dentro la concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica nel diritto è due cose distinte: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté), che richiedono una concessione propria. Se un brand raccolga online i totalizzatori di ippica nazionale non risulta.
Il live lo offrono tutti i grandi operatori, e le regole ADM su mercati, ritardi ed eventi live non risultano. Il betting exchange è ammesso come gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair viene riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riporta che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario; quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta. Su un tetto legale in euro alle puntate nelle scommesse sportive non risulta nulla: gli strumenti vincolanti sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione.
La pubblicità, il Decreto Dignità e i bonus di benvenuto
Qui la pagina tocca il punto in cui la parola «bonus» incontra la legge, e va detto con precisione perché è il fraintendimento più diffuso. Il Decreto Dignità — art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018 — è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’applicazione è di AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus: un bonus di benvenuto può esistere, non può essere reclamizzato. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). E non esiste, nella cornice, un tetto legale all’importo del bonus né ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore.
Sul fronte dell’applicazione, la cronaca recente è più mossa del testo: la stampa di settore riporta che AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la sanzione minima fissa di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia UE sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta, non legge, è un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: il suo esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Per il giocatore questo si traduce in un ambiente in cui le offerte circolano molto meno di dieci anni fa. I bonus si trovano nei termini e nelle pagine di assistenza, non negli spot. Chi cerca l’offerta «migliore» in vetrina sta cercando qualcosa che in Italia non si può mettere in vetrina, e chi pensa che un sito estero sia più generoso perché può fare pubblicità non ha ancora letto il punto successivo, che è quello che costa.
Chi pubblicizza e chi partecipa: la legge 401/1989
La legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero. E, come ADM ha dichiarato il 28 febbraio 2024, anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non risultano.
Questa è la differenza tra una pagina che descrive i siti esteri e una che li consiglia, e va letta senza giri di parole: la norma che ADM stessa cita non riguarda solo chi vende il gioco, riguarda anche chi lo prende. Per gli operatori esiste una previsione ulteriore, l’art. 4, comma 4-bis, sulla raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero. ADM aggiunge che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Perché una licenza di Curaçao non vale in Italia
La domanda che sta dietro a metà delle ricerche su questo tema è se una licenza estera renda un sito regolare in Italia. La risposta è nel sistema concessorio descritto sopra: le concessioni sono assegnate con gara pubblica da ADM, sono per sito, durano nove anni, e fuori da quella lista non esiste titolo per raccogliere gioco a distanza con vincite in denaro. Una licenza di Curaçao, di Malta o di Anjouan autorizza l’operatore nel paese che l’ha rilasciata; non produce alcun effetto in Italia, non lo mette nell’elenco ADM e non lo sottrae all’inibizione.
Su questo punto giova essere precisi, perché la confusione è la benzina del fenomeno: un operatore può essere perfettamente legale dove ha sede e insieme non autorizzato in Italia. Le due cose non si escludono. Un sito .com con licenza maltese che accetta giocatori italiani è un sito di gioco illegale nel momento in cui raccoglie quelle giocate in Italia; ed è per questo che finisce, prima o poi, nell’elenco dei domini inibiti.
Le tasse: chi paga, e cosa cambia per il giocatore
Sul fronte fiscale la differenza tra un concessionario e un sito estero è la più concreta di tutte, e la più frequentemente sbagliata.
Il concessionario paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non risulta): 24,5 % se la raccolta è a distanza, 20,5 % se è su rete fisica, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite secondo la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Per il giocatore il conto è diverso e più semplice di quanto sembri: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario e le somme arrivano «tassate alla fonte». È una ricostruzione riportata dalla stampa — nel 2024 e nel 2026 — e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: vale come orientamento, non come consulenza fiscale, quindi la chiusura corretta è sempre la stessa, consultare un commercialista per la propria posizione.
Le vincite da siti esteri o non autorizzati seguono un binario opposto. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, da assoggettare secondo l’art. 69 TUIR per l’intero ammontare ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va enunciata per quella che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate e non è consulenza fiscale.
Il nodo, per chi punta su un .com, è che la tassa non sparisce: cambia soggetto e cambia l’onere di farci i conti. Sulla scommessa italiana l’operatore la paga e il giocatore incassa il netto. Su quella estera il giocatore potrebbe doverla dichiarare, con il reddito da dichiarare pari all’intero importo ricevuto, senza deduzioni — e con l’aliquota che non è data sapere in anticipo.
Chi paga per il blocco: connettività e pagamenti
L’obbligo di inibizione non ricade solo su ADM. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. L’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 prevede, con regolamento da adottare d’intesa con la Banca d’Italia, di impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non risulta confermata.
Questo spiega perché il blocco arriva in due punti diversi. Il primo è la rete, con l’elenco dei domini che il provider deve consultare. Il secondo è il pagamento: un intermediario che tratti denaro di gioco per un operatore privo di concessione rischia una cifra che, per un singolo fornitore, supera il valore di molti conti. Il risultato pratico per chi gioca è che i circuiti più solidi tendono a chiudersi prima dei domini: la carta che funziona oggi può smettere di funzionare domani, e il saldo che resta sul conto non ha un’agenzia a cui rivolgersi per recuperarlo.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo da una parte
Il quadro degli strumenti di tutela sta nell’articolo 15, comma 1 del decreto legislativo 41/2024: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore su protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. L’articolo 3, comma 1, lett. a) mette tra i principi la tutela dei minori, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

Attenzione a un errore frequente, perché su questo punto le pagine di confronto scivolano spesso: scommesse e casino sono permessi separati con regole separate, e un limite di casino non è un limite di scommesse, come un limite di benvenuto non è un limite permanente. Il limite di deposito è lo strumento centrale, e la sua efficacia dipende da una sola cosa.
Il limite che scelgo io: immediato se scende, lento se sale
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, con l’abbassamento che ha effetto immediato e l’aumento che richiede sette giorni. È lo stesso principio del limite di ricarica descritto per AdmiralBet, e la sua ragione è tutta nella asimmetria: chi sta perdendo non può alzare il tetto nell’ora in cui sta perdendo.
La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara non risulta. Ma la logica dell’assenza di un tetto legale in euro alle puntate sportive è chiara: il vincolo non è la cifra stabilita dal legislatore, è quella scelta dal giocatore — ed è per questo che un conto senza concessione è il posto peggiore in cui scoprire di averne bisogno.
RUA, autoesclusione e il conto estero che non ti vede
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi: registrarsi lì blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale e i punti fisici, non solo quella su cui si è chiesta l’esclusione. La copertura totale è una proprietà del registro, non una cortesia del singolo operatore.
Dal lato dei tempi, le condizioni di AdmiralBet prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore: cioè si può escludersi dal casinò e restare attivo sulle scommesse, o viceversa.
Il punto che vale la pena ripetere una volta sola, e che è il cuore di questa sezione: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi si è autoescluso e gioca su un .com estero è fuori dal registro per definizione — e la cosa più pericolosa di quella condizione non è la legge, è che il giocatore si sente protetto da uno strumento che lì non esiste.
Il contatto, la vigilanza e il costo di una contestazione
L’art. 15, comma 1, lett. f) impone un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Sembra un dettaglio organizzativo ed è invece il segnale che distingue un rapporto con un soggetto vigilato da un rapporto con un servizio clienti: quando c’è un’interfaccia e una procedura, esiste anche un’autorità davanti alla quale portare il disaccordo.
Sul versante della comunicazione, l’art. 15, comma 2 stabilisce che ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, e comunque non più di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa. È una cifra che va letta in proporzione: si finanzia con i ricavi del gioco una parte del discorso pubblico sul gioco.
Per chi sta valutando un conto estero, la conseguenza da tenere a mente in questa sezione è di ordine pratico e riguarda il momento in cui qualcosa va storto. Su un concessionario italiano una contestazione sul saldo ha un foro, un’autorità di vigilanza e una procedura. Su un sito senza concessione ha un indirizzo e-mail. ADM, dal canto suo, ricorda che pubblicizzare operatori senza concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: la stessa logica con cui l’Agenzia ha costruito l’inibizione dei domini.
Dove trovare aiuto, per chi ne ha bisogno, è una riga secca e senza ironia: il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, indicato anche agli utenti italiani dalla documentazione di bet365, accanto ai servizi pubblici di assistenza. E vale per tutti, non solo per chi gioca su un sito autorizzato.
Domande frequenti sui siti di scommesse senza concessione ADM
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Il rischio giuridico è quello che ADM stessa enuncia: il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi, secondo la legge 401/1989. A questo si aggiungono l’assenza del RUA, nessuna vigilanza ADM e la tassazione delle vincite come redditi diversi.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si cerca il brand nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si confronta il codice con quello che l’operatore dichiara nei propri termini. La concessione è per sito, non per azienda, e l’elenco non ha una colonna per i giochi: la presenza del nome non dimostra da sola che quel sito offra scommesse sportive.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, raccoglie le autoesclusioni richieste dai giocatori e le estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e ai punti fisici. La durata la sceglie il giocatore e, dal 1° febbraio 2026, va da 7 a 270 giorni oppure è indeterminata. Non copre i siti esteri.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
L’articolo 9 del decreto-legge 87/2018 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo e quindi anche su internet. AGCOM applica sanzioni pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiori a 50.000 € per violazione.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il limite lo sceglie il giocatore in registrazione, su base settimanale o mensile; abbassarlo ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni, come mostrano le pagine degli operatori. L’articolo 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede anche autolimiti su tempo, spesa e perdita. La cifra fissata da ADM nella gara non risulta.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica cade sull’operatore e le somme arrivano nette: è quanto riporta la stampa, quindi conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri andrebbero dichiarate come redditi diversi, per l’intero importo ricevuto.
Il conto finale: quello che un dominio inibito ti fa pagare, e quanto vale un .it
Tre cose restano in mano dopo aver letto tutto, e la prima non ha bisogno di arrotondamenti: la perdita attesa su un mercato a margine intorno al 5 %, circa 5 € ogni 100 € giocati nella banda indicativa fra poco più di 4 € e poco meno di 6 €, si ripete identica su un sito autorizzato e su uno oscurato. Il prezzo del gioco non cambia quando cambia il regime. Chi crede che il .com sia conveniente perché non ha i costi della concessione dimentica che quei costi sono già dentro il palinsesto e le commissioni dell’operatore, e che il margine che finanzia la struttura è lo stesso margine che paga lui.
La seconda è che tutto il resto cambia, e cambia in una direzione sola. Sul lato del concessionario la catena è completa: numero di concessione verificabile in un elenco pubblico, RUA che copre tutte le piattaforme autorizzate, limiti scelti in registrazione con sette giorni di attesa sull’aumento, un foro italiano per una contestazione, vincite nette senza dichiarazione. Sul lato di un dominio inibito non manca un pezzo: manca l’impianto. Non c’è un registro a cui appoggiarsi, non c’è un’autorità che risponda, e c’è una norma penale che ADM stessa ha ricordato il 28 febbraio 2024 e che nomina anche chi punta.
La terza riguarda il tempo, ed è quella che quasi nessuno calcola. Le copie dei domini tornano nel giro di ore, quindi il blocco non impedisce a un giocatore deciso di giocare: sposta il problema, non lo risolve. Il blocco morde su chi non lo sa — chi apre un conto seguendo un annuncio, versa un saldo, e scopre tre mesi dopo che il sito non risponde più e che nessun foro italiano è competente. Quel giocatore non ha perso una quota migliore: ha perso il capitale, e non ha nemmeno la consolazione di una decisione presa informandosi.
Da qui la posizione di questa pagina, senza equilibrio di facciata. Un bookmaker con concessione non è un bookmaker generoso, e nessuno dei dieci marchi qui descritti va scelto per simpatia: va scelto per il palinsesto che serve, per i limiti che concede di impostare, per la quota minima che chiede quando c’è un bonus di mezzo. Il margine lo paghi in ogni caso. La domanda sensata non è se pagarlo, ma se pagarlo a un soggetto che tiene un conto, un registro e un indirizzo italiano — o a un dominio che riappare con un trattino diverso ogni volta che ADM lo oscura.
Creato dalla redazione di «Guidapromozioni».
