Siti di scommesse esteri 2026: la concessione vale più di una quota
Aggiornato al 30 Ottobre 2026 — dati verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM (ex AAMS) e sulle condizioni pubblicate dagli operatori.

Chi cerca «siti di scommesse esteri» di solito ha già in testa una domanda semplice: conviene giocare fuori dal sistema italiano? La risposta onesta è che ogni sito di quel tipo è un’offerta senza concessione ADM, e che la concessione non è un bollino decorativo appiccicato in fondo alla home page. È il documento che decide se esiste qualcuno a cui telefonare quando qualcosa va storto, se i tuoi soldi restano dove dici tu, e se il giorno in cui decidi di smettere qualcuno ti prende sul serio.
Conviene partire da un fatto che nella discussione pubblica si perde sempre. Un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it proprio. L’elenco pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è la prova di chi ce l’ha: non è una lista di raccomandazioni, è l’anagrafe di chi può raccogliere giocate in Italia. E ha un limite che quasi nessuno legge — non contiene alcuna colonna che dica quali giochi quel concessionario può offrire. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito accetti scommesse sportive. Lo dimostrano il suo sito e la sua app.
Il resto della faccenda ha una meccanica precisa: ADM mantiene un elenco pubblico dei siti inibiti, i domini bloccati vengono reindirizzati a una pagina di avviso, il blocco lavora a livello di DNS, e i mirror ricompaiono nel giro di poche ore. La parola con cui il settore descrive il risultato è «oscurati». Non è una barriera invalicabile, ed è proprio per questo che chi decide di scavalarla lo fa con gli occhi aperti. Questa pagina serve a quello: mettere dieci concessionari ADM accanto ai numeri che contano, dire quanto costa ogni offerta, e raccontare cosa succede davvero a chi sceglie la strada opposta. Nessun marchio senza licenza viene nominato qui, e nessun deposito, bonus o metodo di pagamento di uno di quei siti viene descritto — non è una dimenticanza, è la linea editoriale.
Indice dei contenuti
- La classifica dei migliori siti di scommesse esteri: come si valutano dieci concessionari
- Come funziona un bookmaker estero: dal conto di gioco al prelievo, passo per passo
- Siti di scommesse non AAMS: cosa prevede la normativa e chi controlla
- Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo su un sito con concessione
- I dieci concessionari ADM, uno per uno
- Domande frequenti sui siti di scommesse esteri
La classifica dei migliori siti di scommesse esteri: come si valutano dieci concessionari
La domanda «qual è il miglior sito di scommesse estero» è mal posta, e vale la pena dirlo subito. Fuori dall’Italia esistono migliaia di bookmaker con licenze straniere, ma quella licenza in Italia non vale nulla: non abilita a raccogliere giocate, non apre un canale di tutela, non mette nessuno alle spalle del giocatore. Il confronto che ha senso fare è quindi interno al perimetro legale — tra i concessionari che operano su siti .it con un codice di concessione ADM — e usare come metro ciò che quei siti dichiarano nei propri termini, non ciò che promettono in un banner.

Le concessioni assegnate con la gara del settembre 2025 sono 52, distribuite a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Le dieci analizzate qui sono un sottoinsieme di quelle 52 righe, scelte perché hanno fatti verificabili sul prodotto sportivo; l’elenco completo è più lungo e un marchio che non compare in questa pagina non è per questo privo di licenza.
I criteri con cui questa lista è ordinata {#criteri}
Quattro cose pesano, e pesano in quest’ordine. Primo, la trasparenza del titolare: chi è la società che risponde delle giocate, perché la concessione è legata al sito e il concessionario raramente porta il nome del marchio. Secondo, la copertura del palinsesto, cioè quali campionati e quanti eventi il bookmaker mette davvero sul banco — un numero, non un aggettivo. Terzo, il modo in cui si apre e si verifica il conto di gioco: registrazione manuale con documento, SPID di livello 2, CIE, e cosa succede se la verifica non arriva nei tempi. Quarto, gli strumenti di tutela — limiti scelti in fase di registrazione, autoesclusione, tutele attive solo su questo perimetro.
Con l’angolo di lettura di questa pagina: non cosa promette il sito, ma cosa segue da quello che ha scritto nei propri termini, e quando quella conseguenza si materializza. Una quota più alta che vive su un sito che non riconosci vale meno di una quota più bassa che vive su un sito con un titolare identificabile, una concessione e un registro di autoesclusione che ti prende sul serio. È un’opinione, ed è argomentata: il giorno in cui c’è una contestazione su un prelievo, il nome del titolare è l’unica cosa che conta.
Il confronto: brand, concessione e limiti in chiaro {#panorami}
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Cosa prevedono i termini del titolare sulla tutela del giocatore |
|---|---|---|
| Lottomatica | ADM n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | — |
| AdmiralBet | ADM n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. | Limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco da impostare in registrazione, su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Autoesclusione di 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi |
| William Hill | ADM n. 16044 — William Hill Malta Plc | — |
| StarCasinò | ADM n. 16026 — Azzurri Limited | — |
| Planetwin365 | ADM n. 16007 — Pwo S.p.a. | — |
| NetWin | ADM n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. | — |
| Betfair | ADM n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. | — |
| Eurobet | ADM n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | — |
| Sisal | ADM n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | — |
| bet365 | ADM n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | — |
La prima cosa che salta all’occhio è che otto nomi su dieci non corrispondono al marchio. Un conto aperto su Betfair.it non è intestato a Betfair ma a Betfair Italia S.r.l.; dietro Starcasino.it c’è Azzurri Limited; Lottomatica.it fa capo a Goldbet Better Organization Italy. Non è un cavillo burocratico: il concessionario è il soggetto che risponde, ed è il nome che serve per capire chi hai davanti. La seconda cosa è che una sola riga è compilata nella terza colonna, e va letta come tale. Che un titolare non dichiari in questa tabella i propri strumenti di tutela non significa che non ne abbia — Significa che i fatti disponibili su questo confronto lo riguardano su altri terreni, palinsesto e accesso al conto, che sono trattati nelle schede. La terza è che la concessione è per sito: una stessa società può detenere più concessioni e far girare più marchi .it, e il numero che leggi in tabella identifica il sito, non il gruppo.
C’è un altro dettaglio che l’elenco ufficiale non dice e che va aggiunto a mano: un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Il numero di concessione non specifica quali. Il posto in una classifica, per come sono costruite le classifiche, non è una concessione: è una posizione editoriale. Vale la pena ripeterlo ogni volta che un sito straniero si presenta come «il numero uno in Italia».
Come funziona un bookmaker estero: dal conto di gioco al prelievo, passo per passo
La meccanica di un sito di scommesse che opera verso l’Italia passa per quattro oggetti concreti: il conto di gioco, il palinsesto, la quota e il prelievo. Cambiano i marchi, non la sequenza. Capirla prima di versare il primo euro è l’unica forma di vantaggio che un giocatore ha davvero — non sui risultati, ma sulle proprie aspettative.
Il conto di gioco e la verifica dell’identità: dove tutto si blocca
Il conto di gioco richiede identificazione piena, e l’articolo 3, comma 1, lett. a), del D.Lgs. 41/2024 mette la tutela dei minori tra i principi del sistema, con il divieto di gioco sotto i 18 anni. Le strade per aprirlo sono due, e non sono equivalenti nella pratica. La registrazione classica prevede il caricamento di fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png; in alternativa SPID di livello 2, con codice temporaneo OTP e importazione automatica dei dati. BetFlag, per esempio, rimanda nelle sue procedure di apertura conto sia a SPID sia a CIE accanto alla registrazione tradizionale, e Goldbet passa per CIE tramite un fornitore SPID. Il punto pratico è l’ordine: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi vengono bloccati. Chi apre il conto di sabato sera con un documento fotografato male e conta di prelevare lunedì mattina scopre qui la prima conseguenza reale del sistema.
Il palinsesto approvato e il ruolo dell’ADM
Il «palinsesto» ha una definizione legale, nell’articolo 2, lett. s): è il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Si può scommettere solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato, e l’ADM aggiunge eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. La conseguenza per chi scommette è controintuitiva: la ricchezza del palinsesto di un concessionario non è soltanto una scelta commerciale, è anche il frutto di un’autorizzazione evento per evento. Due siti con la stessa concessione possono avere palinsesti diversi, ed è normale.
Dentro il perimetro stanno cose che il linguaggio comune confonde. Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore, ma se qualche marchio online offra davvero i totalizzatori sportivi non è dato sapere. I «Virtuali» — le scommesse su eventi simulati, cioè competizioni sportive, ippiche e altre generate al computer e mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato, definite all’articolo 2, lett. v) — rientrano nella concessione per le scommesse sportive e hanno una sezione dedicata sui siti degli operatori. L’ippica, invece, nel diritto sono due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’articolo 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» dell’articolo 6, comma 1, lett. c), con vincente, accoppiata, tris e giocate di tipo quarté e quinté, che richiedono una concessione propria. Se un marchio accetti i totalizzatori di ippica nazionale online è una cosa che nessuno ha chiarito. Chi punta sul cavallo la domenica pomeriggio lo scopre dal sito, non dalla legge.
Il betting exchange merita una riga a parte, perché è l’unico prodotto in cui il giocatore può essere contemporaneamente puntatore e banco, definito all’articolo 2, lett. u) e previsto come gioco separato dall’articolo 6, comma 1, lett. e): il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia aperta, e Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.
La quota, il margine del bookmaker e cosa resta davvero
La quota non è un regalo. Dentro ogni prezzo c’è il margine del bookmaker, cioè la parte che il mercato non restituisce a chi vince. Il conto è elementare: la quota di ritorno di un mercato è 1 diviso la somma degli inversi di tutte le quote di esito, e il margine è 100 % meno quella quota. Su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90, la somma degli inversi fa 1,0526 circa, la quota di ritorno scende a poco più del 95 % e il margine arriva a poco meno del 5 %. Prendete un mercato a due esiti, quindi, e immaginate di puntare 100 € distribuiti su tutti gli esiti nella proporzione giusta: poco meno di 5 € non tornano indietro, sempre, indipendentemente da chi vince. Non è una tassa nascosta e non è un abuso — è il modo in cui il bookmaker si paga — ma è il numero che trasforma ogni conversazione sulle «quote maggiorate» in una conversazione sul margine.
Qui la voce editoriale si accende, perché è il punto in cui il marketing e l’aritmetica si incontrano e non si piacciono. Un mercato «Supercombo» a «quote maggiorate» è più generoso dello stesso mercato del concorrente, se il margine è più basso. Il resto è narrazione.
Che cosa costa un’offerta di benvenuto: il conto che nessuno mostra
Il «bonus di benvenuto» è un termine degli operatori, non una voce di legge. Chi costruisce un conto su un’offerta parte di solito dal denominatore sbagliato: crede di dover giocare il bonus per liberarlo, e non ha mai letto che i requisiti di puntata e rigioco sono scritti nelle condizioni, che non esiste un tetto statutario ai bonus né un tetto legale ai requisiti di puntata, e che quindi ogni numero in materia viene dai termini del singolo operatore. Le condizioni cambiano da un marchio all’altro, e la differenza tra un’offerta libera e una gabbia di puntate sta tutta lì. La conseguenza si vede alla cassa: prima di depositare, il lettore cerca la voce «requisiti di puntata» nelle condizioni, e se non capisce i termini, chiede; è un’informazione che il concessionario ha l’obbligo di dare prima del versamento.
L’esempio a 100 € a settimana: quanto costa «quel» limite {#costo}
Qui entrano insieme due cose che quasi nessuno mette sullo stesso foglio: la scelta del proprio limite di deposito in fase di registrazione e i requisiti di puntata. L’articolo 15, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 41/2024 prevede limiti agli importi depositati in un periodo definito, impostati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; in registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale al momento dell’iscrizione, con l’abbassamento che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per un aumento. Quanto valga il limite che l’ADM fissa nella gara non è un dato che questa pagina possa mettere accanto agli altri.
Prendiamo un esempio che non è una quota quotata da nessuno, ma un’illustrazione: un turnover settimanale di 100 € puntati una volta, su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90. Se ogni puntata passasse sempre con quel margine del 5 %, ogni 100 € di giocate costerebbero in media circa 5 €. Con un margine più basso, diciamo il 3 %, il costo medio scende intorno ai 3 €. Sono importi che sembrano piccoli, e il punto è esattamente questo: su un conto da 100 € a settimana il gioco vale l’attenzione solo se sai che il 3-5 % se ne va comunque — è una banda, non una cifra secca, e la banda dipende dal margine del mercato che scegli.
Il secondo punto è il limite. Abbassarlo è l’unica operazione in tutto il sistema che ha effetto immediato; alzarlo fa aspettare sette giorni. Non è una moralità, è la direzione della procedura, e va letta così: il sistema rende facile stringere e lento allargare, e chi ha intenzione di usare quel limite come strumento di controllo sa che la scelta va fatta prima, non dopo una brutta settimana.
Siti di scommesse non AAMS: cosa prevede la normativa e chi controlla
Fuori dai concessionari, l’Italia non è un mercato aperto: è un mercato chiuso, e il diritto non è ambiguo sulla sostanza. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene due elenchi pubblici — quello dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti a cui l’accesso viene inibito. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede l’obbligo per internet service provider e prestatori di servizi di pagamento di rispettare l’ordine di inibizione, con una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.
L’inibizione dall’articolo 102 fino all’avviso ADM
Il fondamento tecnico dell’inibizione sta nell’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. ADM blocca i siti web privi delle autorizzazioni previste dal 2007 e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. La pagina di avviso è il modo con cui ADM rende visibile il blocco: dal 28 febbraio 2024 il comunicato dell’Agenzia chiarisce che i domini inibiti vengono reindirizzati verso una pagina che segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, con entrambi i metodi attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026.
Il blocco lavora a livello DNS, e alcuni provider sono più lenti di altri a recepirlo. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di poche ore. Tradotto: l’inibizione non è un muro, è un filtro. Ti rallenta, ti segnala, ti ricorda quello che il sito non ti dice — non promette che il sito non ti troverà mai.
Legge 401/1989, articolo 4: la regola che raggiunge anche chi gioca
C’è un passaggio del quadro normativo su cui vale la pena fermarsi, perché in pochi lo citano e ADM lo ha scritto in chiaro. Il 28 febbraio 2024 l’Agenzia ha ricordato che la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola sul lato giocatore, nella formulazione dell’autorità stessa. Sull’importo dell’ammenda e su eventuali casi concreti contro un giocatore non ci sono dati.
Questa è la parte della pagina in cui la voce si abbassa, perché il diritto non si commenta con una battuta. Un conto è giocare su una piattaforma che ti risponde, un altro è giocare su una piattaforma con un’esposizione di questo tipo: la differenza non è estetica, e chi la liquida come «tanto non succede mai» sta scommettendo, senza neanche una quota, su qualcosa di cui non ha le informazioni.
Perché una licenza straniera non protegge
Curaçao, Malta, Anjouan: sono le licenze che ricorrono quando si ricerca un bookmaker estero, e in Italia non hanno alcuna rilevanza. Non danno il diritto di raccogliere giocate nel Paese, non creano un canale di vigilanza, non aprono un foro italiano in caso di contestazione. Il confronto onesto è questo: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti obbligatori di limitazione e una sede legale italiana per le controversie. Un marchio .com senza licenza non porta nessuno di questi tre. Porta la possibilità del blocco DNS e, come scrive l’ADM, un’esposizione di tipo penale in capo al giocatore. La zona offshore va descritta per quello che è: non protetta.
Le tutele che valgono solo sui siti con concessione
Un punto che le pagine di comparazione trattano in modo disordinato: le regole statutarie a tutela del giocatore valgono per gli operatori con concessione in base al regime italiano, e solo per quelli. Un marchio offshore si muove su regole proprie. Nessuna di quelle tutele è esportabile, e nessun livello di attenzione del singolo giocatore può sostituirne una.
La pubblicità delle scommesse: il Decreto Dignità, senza sconti
L’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge n. 96/2018, noto come Decreto Dignità, è in vigore, e l’ADM lo richiama nel comunicato del 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. La vigilanza sul divieto spetta all’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove, all’articolo 3, lett. l), la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo, secondo l’articolo 3, lett. m) e l’articolo 15, comma 3. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus: sono due piani diversi, e confonderli è l’errore più diffuso quando si parla di bonus di benvenuto.
Sul fronte applicativo, la stampa di settore riporta che nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; pendono due rinvii pregiudiziali davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica presentata come emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, per esempio sulle sponsorizzazioni, è materia di dibattito e non di diritto vigente: alla data di verifica il divieto è in forza, e l’esito di quella proposta non è dato sapere.
Se le vincite vanno dichiarate: due scenari diversi
Chi gioca su un concessionario ADM non ha un problema fiscale personale: il prelievo cade sul concessionario, la stampa di settore del 2024 e del 2026 lo descrive come una tassazione alla fonte, il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla — è una ricostruzione della stampa e non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione corretta è chiedere al proprio commercialista. Il quadro cambia del tutto fuori dal perimetro: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR sull’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va scritta come tale: «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».
A monte di tutto questo c’è un’imposta che il giocatore non vede mai, perché la paga il concessionario: l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504 e modificata dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato, è del 20,5 % se la raccolta avviene su rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % di prima; le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile è una cosa che non è dato sapere.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo su un sito con concessione
Il gioco responsabile, in Italia, non è una pagina di consigli: è una serie di obblighi. L’articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 prevede gli auto-limiti su tempo, spesa e perdita; i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, impostati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; i messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il comma 2 aggiunge un obbligo informativo: ogni concessionario destina lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. Sono regole che valgono per i concessionari ADM, e che un marchio offshore non ha.

Cosa va scritto una volta sola: l’ADM è un’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
Il regolatore è l’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» alla prima menzione, perché il mercato continua a dire «AAMS» — e le concessioni non sono licenze aperte: sono «concessioni» assegnate con gara pubblica. L’articolo 6, comma 1, elenca i giochi offribili a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Sotto il comma 3, i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo; tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara, secondo il comma 5. Termini della concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata, per l’articolo 4, comma 3, e l’articolo 5, comma 3. Non si sa se il decreto del 2024 sia stato modificato in seguito.
Autoesclusione e RUA: la tutela che non segue il giocatore fuori dal perimetro
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, e fa una cosa che nessun sito offshore può replicare: un’autoesclusione registrata lì si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta, e alle sale fisiche. Chi si autoesclude da un concessionario si autoesclude da tutti. La forma parziale di esclusione è segnalata dalla stampa di settore come operativa dal 1° febbraio 2026, e i periodi e le forme sono quelli indicati dai termini degli operatori. Sui siti privi di concessione questo meccanismo non esiste: un giocatore autoescluso che apre un conto offshore è, per il RUA, invisibile. È il punto in cui la parola «tutela» smette di essere un’etichetta e diventa una cosa verificabile.
I limiti di deposito scelti in registrazione
Il meccanismo dei limiti ha una sola asimmetria, ed è la parte utile. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’autoesclusione dello stesso operatore prevede 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il dato che rende il quadro completo è che la figura del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara non è nota.
Verificare da soli, prima di registrarsi
La verifica che un lettore può fare non richiede intermediari. Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell’ADM, si cerca il dominio .it su cui si intende giocare, si controlla che compaia con il proprio codice di concessione, e si confronta il nome del concessionario con quello scritto nei termini del sito: la concessione è legata al sito, e il marchio raramente coincide con la società. Poi si guarda cosa dice l’elenco dei siti inibiti: se il dominio che stavi valutando compare lì, la questione è chiusa. Il passaggio successivo è nei termini dell’operatore: numero di concessione, strumenti di autoesclusione, limiti disponibili, requisiti di puntata del bonus e tempi di verifica del conto. Sono cinque minuti di lettura che valgono più di qualunque classifica, compresa questa.
I dieci concessionari ADM, uno per uno
Dieci schede, stesso metro: chi è il titolare, cosa offre sul prodotto sportivo secondo i propri termini e le proprie app, cosa se ne deduce. Il metro di giudizio cambia con la scheda, perché non tutte le dieci hanno qualcosa da dire sullo stesso punto.
Lottomatica: il marchio più grande dietro una società dal nome inatteso
Lottomatica gira su Lottomatica.it con la concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., che il settore chiama GBO Italy. La prima conseguenza è amministrativa e vale la pena leggerla bene: il conto che apri su Lottomatica.it è un conto presso GBO Italy, non presso un’azienda che si chiama Lottomatica. Chi deve fare un reclamo formale scrive a quella società, non al marchio, ed è un’informazione che nessun banner mette in evidenza.
Il prodotto sportivo, per come lo descrive l’app dello stesso operatore, copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta e scommettere live. La combinazione tra streaming e quote in tempo reale è il tipo di pacchetto che rende il live utilizzabile invece che una lotteria di notifiche: chi guarda la partita in streaming e piazza la giocata senza cambiare schermo ha un vantaggio informativo reale, che non è un pronostico ma la possibilità di vedere quello che vede il bookmaker. Nella tabella dei confronti Lottomatica compare senza una riga nei termini sulla tutela del giocatore, e questo non è un giudizio sul suo apparato di limiti: è semplicemente il perimetro di quello che i materiali disponibili dicono su questo specifico punto. Il palinsesto, qui, è la ragione per aprire il conto; è anche la ragione per cui conviene verificare prima i limiti direttamente nella sezione di gioco responsabile del sito.
AdmiralBet: l’unico dei dieci che scrive nero su bianco come si limita il giocatore
AdmiralBet opera su Admiralbet.it con la concessione n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., e su questa pagina gioca in casa: è il titolare con la documentazione più esplicita sui due meccanismi che contano davvero. L’apertura del conto avviene con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. Il secondo canale è quello che evita la trappola dei 30 giorni: chi entra con SPID non ha un conto da validare, ha un conto già verificato.
Poi la parte che vale il posto. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e la direzione dei cambiamenti è dichiarata: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sull’autoesclusione le condizioni prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi ha provato a rimodulare un limite in corsa sa perché i sette giorni contano: sono il tempo in cui una decisione presa ieri sera non si annulla stamattina. La conseguenza è che questo è il marchio della lista che rende più facile decidere prima; il rovescio è che il limite scelto al momento dell’iscrizione è quello che ti porti dietro, e va pensato con la testa di un mese normale, non di una serata euforica.
William Hill: il bonus che dipende da come ti iscrivi
William Hill opera su William Hill con la concessione n. 16044 di William Hill Malta Plc, un dettaglio che vale la pena notare: il titolare è una società maltese, e questo è normale nel sistema italiano, perché tra i requisiti della concessione c’è una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo. «Estero» non è la parola che descrive la differenza tra un concessionario e un sito senza licenza. La differenza è la concessione, non la sede.
Sul fronte dell’offerta, il Benvenuto Sport accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. È l’esempio più pulito di come una regola amministrativa diventi denaro: la stessa offerta vale il doppio se scegli il canale di identificazione digitale, e la finestra delle 96 ore è il termine entro cui la documentazione deve arrivare. Chi apre il conto un venerdì con un PDF sfocato e spedisce i documenti la settimana dopo sta scegliendo, probabilmente senza saperlo, l’opzione da 5 €. La lettura è che qui l’identità non è burocrazia: è la variabile che decide il valore dell’offerta.
StarCasinò: il calcio dentro un prodotto che nasce da casinò
StarCasinò opera su Starcasino.it con la concessione n. 16026 di Azzurri Limited, e il nome dice il posizionamento: è uno dei marchi che nascono casinò-first con un sportsbook dentro. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La conseguenza, per chi arriva dal calcio, è che il palinsesto sportivo non è il cuore del prodotto: non c’è qui un elenco di campionati e competizioni paragonabile a quello dei marchi il cui sport è la vetrina principale, e la pagina dei confronti non riporta una riga sui termini di tutela del titolare. Non è un difetto in sé — è un profilo che non coincide con quello di chi cerca profondità sul campionato minore o sulle giocate di nicchia. Chi invece alterna una multipla sul derby e una sessione alle slot trova tutto nello stesso conto, con un’unica verifica dell’identità e un unico limite da impostare.
Planetwin365: la lista di campionati più lunga del gruppo
Planetwin365 opera su Planetwin365.it con la concessione n. 16007 di Pwo S.p.a., e sull’ampiezza del palinsesto è il marchio che documenta di più. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Il dato che colpisce non è la Premier League, che c’è ovunque: è la Serie C. Chi segue il proprio campionato minore sa che è la prima cosa a sparire dai palinsesti magri, e trovarla insieme a oltre venti discipline significa che il programma approvato di questo concessionario è costruito in ampiezza. La conseguenza è concreta per una fascia precisa di giocatori — quelli che scommettono sul campionato che guardano davvero, e non sulla partita che tutti guardano — mentre chi cerca solo i grandi appuntamenti internazionali non trova qui nulla che non abbia altrove. Il rovescio, come per Lottomatica, è che il confronto non riporta i termini di tutela del titolare: la parte limiti e autoesclusione va letta sul sito, non in questa tabella.
NetWin: il bonus sport più grosso del confronto e il suo deposito minimo
NetWin opera su Netwin.it con la concessione n. 16035 di Netwin Italia S.p.a., ed è il marchio con l’offerta di benvenuto sport più generosa tra le dieci: l’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Fermo restando che qui gli identificativi delle promozioni non si riportano, i termini che contano sono tre e sono tutti nella descrizione: il conto deve essere verificato, il deposito minimo è di 20 €, e l’offerta vale sul primo versamento.
Due sono le conseguenze da mettere in fila. La prima: «conto verificato» riporta al nodo della verifica entro 30 giorni, quindi il bonus non è disponibile a chi apre il conto e lascia la validazione a metà. La seconda: 20 € di deposito minimo sono una soglia bassa ma non bassissima, e il tetto di 50 € dice che l’offerta è commisurata a un primo versamento modesto — cioè è un bonus da conto piccolo, non da conto strutturato. Il 100 % è una percentuale che suona meglio di quello che è: il massimo incassabile resta 50 €, e questo va letto insieme al resto dell’offerta, non da solo. Per chi vuole capire se un bonus reale valga il conto, questo è l’esempio più diretto della lista, perché il tipo di offerta è dichiarato senza mascherature — e la cifra in gioco è abbastanza piccola da poter essere valutata senza illusioni.
Betfair: il marchio che gestisce il betting exchange
Betfair opera su Betfair.it con la concessione n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., ed è il marchio con il prodotto più particolare del gruppo. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Ma la voce che distingue davvero questo operatore è l’exchange: il betting exchange, previsto come gioco separato dall’articolo 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 e definito all’articolo 2, lett. u), è il prodotto in cui il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo che cade sul concessionario.
Le regole dell’exchange sono la cosa che cambia davvero l’esperienza, perché qui il margine non è incorporato nella quota come altrove: il prezzo lo fanno gli altri utenti, e il costo per il giocatore sta nelle commissioni. Se qualcuno ti ha raccontato che l’exchange è «scommettere senza bookmaker», la risposta è che senza bookmaker cambia la fonte del margine, non la sua esistenza. Betfair è descritto come il primo operatore in questo prodotto, ed è la ragione per cui meriterebbe una scheda a parte in qualunque confronto serio sulla struttura dei prezzi; quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è però materia aperta, e questa pagina non la riempie con supposizioni.
Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport
Eurobet opera su Eurobet.it con la concessione n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e qui vale una precisazione che l’elenco ufficiale rende necessaria: la concessione è per sito, e una stessa società può detenerne più di una. Eurobet Italia S.r.l. è indicata come titolare di Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. Chi pensa che quei tre marchi siano concorrenti tra loro sta guardando la vetrina di un unico gruppo.
Sul prodotto, il palinsesto dell’app è il più eterogeneo della lista: da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni. Gli scacchi e le elezioni nello stesso programma dicono una cosa precisa: questo concessionario ha costruito in ampiezza fuori dal calcio, e la sua nicchia non è un campionato ma un tipo di appassionato curioso, che scommette sull’evento perché lo conosce. Il limite di questa costruzione è simmetrico: chi cerca profondità su un singolo sport piuttosto che varietà di discipline qui trova meno documentazione di quanta ne trovi da Planetwin365. In tabella Eurobet compare senza riga sui termini di tutela, e la verifica di limiti e autoesclusione resta un passaggio da fare sul sito prima dell’iscrizione.
Sisal: l’unico dei dieci con numeri dichiarati su dirette ed eventi
Sisal opera su Sisal.it con la concessione n. 16020 di Sisal Italia S.p.a., ed è il marchio che mette nero su bianco i numeri del proprio prodotto sportivo: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Sono cifre dichiarate dall’operatore nella propria app, quindi vanno prese per quello che sono — una dichiarazione commerciale, non un dato verificato in modo indipendente — ma hanno il pregio di essere cifre. Un palinsesto che si misura in oltre 15.000 eventi live è una macchina di offerta, non un negozio di poche vetrine.
Sui mercati, tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Cash Out è il punto in cui il margine del bookmaker smette di essere una teoria e diventa una scelta: chiudere prima ha un prezzo, e quel prezzo lo fa il bookmaker, non il mercato. Chi usa il cash out come strumento abituale e non come ripiego occasionale dovrebbe guardare quella cifra con la stessa attenzione con cui guarda la quota iniziale. Sul conto, l’app permette di accedere anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile, dettaglio pratico di un marchio che punta sull’uso continuo. Come per gli altri marchi senza riga nella terza colonna della tabella, i termini di tutela vanno letti direttamente sul sito.
bet365: il partner UEFA che mette la tutela accanto al divertimento
bet365 opera su Bet365.it con la concessione n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc, e si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. È il tipo di accordo che si vede nelle pause pubblicitarie di mezzo mondo, e che in Italia va letto con una nota: il Decreto Dignità vieta qualsiasi forma di pubblicità di giochi e scommesse con vincite in denaro, anche indiretta, su qualunque mezzo, e lo stesso decreto consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. Un accordo internazionale non è una scusa per aggirare una regola nazionale, ed è bene che il lettore lo sappia.
La parte utile, però, è un’altra. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È l’unico dei dieci a indicare, nella propria app, un numero di servizio nazionale accanto agli strumenti di limitazione: dettaglio piccolo e non decorativo, perché il momento in cui serve un numero è il momento in cui nessuno ha voglia di cercarlo. La combinazione tra un marchio enorme e strumenti elencati in modo esplicito è, su questa pagina, il punto in cui la bilancia pende verso la trasparenza.
Domande frequenti sui siti di scommesse esteri
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Il primo è di non avere nessuno alle spalle: nessun canale ADM, nessuna sede legale italiana per una contestazione, nessun collegamento al RUA, quindi nessuna tutela se il gioco diventa un problema. Il secondo è il blocco DNS, che rende il dominio inaccessibile e riporta una pagina di avviso ADM. Il terzo è quello che ADM stessa richiama citando la legge 401/1989, articolo 4: il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Nei confronti del giocatore, l’importo dell’ammenda e eventuali casi concreti non sono noti.
Come faccio a verificare che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e si cerca il dominio .it su cui si intende giocare, controllando che compaia con il proprio codice di concessione. Poi si confronta il nome del concessionario con quello scritto nei termini del sito: la concessione è legata al singolo sito, non al marchio, e il titolare raramente porta il nome del brand. Attenzione a un limite dell’elenco: non ha una colonna per i giochi, quindi un nome presente non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. Come già accennato, un’autoesclusione registrata lì estende i suoi effetti su ogni piattaforma di gioco online autorizzata nel Paese, indipendentemente dal concessionario, e alle sale fisiche: chi si esclude da un operatore si esclude da tutti. Le durate e le forme dipendono dai termini dei singoli operatori. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso che apra un conto offshore resta, per il registro, invisibile.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
L’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità di giochi e scommesse con vincite in denaro, anche indiretta e su qualunque mezzo: manifestazioni sportive e culturali, televisione e radio, stampa, affissioni e internet. La vigilanza è dell’AGCOM, con sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 €. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus, e alla data di verifica è in vigore.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile al momento della registrazione, e l’articolo 15, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 41/2024 prevede limiti agli importi depositati in un periodo definito, impostati dal concessionario in base a età e comportamento secondo protocolli approvati dall’ADM. La direzione è dichiarata: un limite ridotto ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa. La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara non è nota.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sui concessionari ADM il prelievo cade sull’operatore: la stampa di settore descrive una tassazione alla fonte, con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla, ma è una ricostruzione di stampa e non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Fuori dal perimetro il quadro cambia: secondo la risoluzione 141/E del 2010 dell’Agenzia delle Entrate le vincite online sono «redditi diversi», anche per i siti esteri, e andrebbero dichiarate. Non è consulenza fiscale, e l’aliquota applicata non è nota.
Scritto dal team di «Guidapromozioni».
