Scommesse sportive sicuri 2026: 52 concessioni, una sola lista pubblica

Updated Ottobre 2026
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Un bookmaker che accetta scommesse in Italia deve avere una concessione ADM per il gioco a distanza, e quella concessione vale per il singolo sito, non per il marchio. È il primo fatto da tenere in mano, e cambia tutto il resto: un nome in classifica non è una concessione, un marchio noto non è una garanzia, e un dominio estero con una licenza straniera è, per l’ordinamento italiano, un sito che nessuno vigila. La concessione non è una formalità burocratica appesa alla home page. Porta con sé il RUA, i limiti che il giocatore si dà in registrazione, la vigilanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e un foro italiano dove litigare, se serve.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di.

Dati verificati al 30 Ottobre 2026 contro l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e i termini e condizioni dei singoli operatori.

ADM è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS (ex AAMS, come dicono ancora le schedine). Chi scommette da anni ha imparato quel nome su un tagliando di ricevitoria e non ha motivo di dimenticarlo adesso: è lo stesso regolatore, con una sigla nuova. Il regolamento di riferimento è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, e le concessioni sono state assegnate con gara pubblica: nel bando di settembre 2025 sono arrivate 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Chi parla di «licenza» immagina uno sportello che apre e chiude a piacere. Qui si tratta di un contratto lungo, oneroso e verificabile.

La classifica dei bookmaker con concessione ADM: dieci operatori e dieci specificità

Questa lista mette a confronto dieci concessionari con un’offerta di scommesse sportive descritta dai loro stessi termini e dalle loro schede in app. Non è una graduatoria di affidabilità — quella la decide la concessione, che hanno tutti — né un invito a registrarsi. È un confronto su quello che cambia l’esperienza di chi gioca: quanti sport finiscono nel palinsesto, che tipo di permutazioni si compongono, quanto dettagliata è la ricerca dentro l’app, come si apre il conto e quanto è semplice alzare o abbassare un limite.

Operatore Concessione ADM e concessionario Che cosa risulta dai suoi termini
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. l’app copre i principali campionati nazionali ed europei e oltre 20 tipologie di sport, con risultati in diretta
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale palinsesto dal calcio all’automobilismo, fino a eventi di spettacolo e di politica
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. apertura del conto anche con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. bonus sport del 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 €
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc premio sport distinto tra chi si identifica con SPID e chi manda i documenti
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e live
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio
Betsson n. 16027, Azzurri Limited scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
SNAI n. 16032, Snaitech Spa risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, con chiusura anticipata
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta

Due cose salta subito all’occhio leggendo la colonna centrale. La prima: Lottomatica e Goldbet sono due concessioni diverse dello stesso concessionario, Goldbet Better Organization Italy, e anche Betsson e StarCasinò fanno capo a un’unica società, Azzurri Limited. Il numero di concessione non identifica un’azienda, identifica un sito autorizzato. La seconda: Eurobet Italia gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, quindi lo stesso soggetto può reggere più concessioni in parallelo. Chi confronta marchi confronta in realtà siti; chi confronta società trova due nomi in una casella sola.

C’è poi una colonna che non ho messo, e la sua assenza è la parte più onesta di questa tabella. L’elenco di ADM non contiene una voce che dica quali giochi può offrire un concessionario. Un concessionario può tenere insieme scommesse sportive, poker, giochi di abilità, giochi di sorte a quota fissa, exchange e bingo nelle combinazioni più varie, e la lista non lo distingue. Stare su quella lista, quindi, non dimostra da solo che un sito accetti scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, cioè il palinsesto che pubblica e i mercati che apre. È il rovescio della medaglia di una classifica: ti dice chi è autorizzato a operare in Italia, non che cosa troverai dentro l’area scommesse.

Su una cosa questa tabella è invece utilissima: ogni riga porta un numero che puoi andare a confrontare con quello scritto nei termini dell’operatore. Se in home page compare la concessione n. 16044 e nei termini c’è scritto William Hill Malta Plc, hai verificato due volte la stessa cosa con due documenti diversi. Se il numero non c’è da nessuna parte, hai imparato qualcosa anche lì.

Planetwin365: la copertura più larga del gruppo

L’app di Planetwin365 è quella che va più a fondo nel calcio: nazionali ed europei, con Serie A, Serie B, Coppa Italia e Serie C accanto a Premier League, Bundesliga e La Liga, più Champions, Europa e Conference League, e oltre venti tipologie di sport con i risultati in diretta. Per chi scommette soprattutto sul campionato italiano e vuole trovare una partita di Serie C alle nove di sera, la profondità fa la differenza più della grafica dell’app. Il concessionario è Pwo S.p.a., concessione n. 16007: una società con un nome poco memorabile dietro un marchio che tutti in Italia riconoscono.

La conseguenza pratica di un palinsesto così ampio è meno banale di quanto sembri. Più eventi significano più occasioni di piazzare una giocata di getto, e le giocate di getto sono quelle che un limite di deposito settimanale, scelto con calma in fase di registrazione, arriva a contenere. Un bookmaker con venti sport dentro non crea un problema nuovo. Espone solo, con più chiarezza, quanto conta la cifra che uno si è dato all’inizio.

Il verdetto: Planetwin365 è il punto di partenza più naturale per chi usa la schedina come strumento di lettura del campionato e non come scommessa occasionale; la larghezza del palinsesto è il suo argomento, e va pesata proprio contro un’autodisciplina costruita in registrazione.

Eurobet: quando il palinsesto esce dal perimetro dello sport

L’app Eurobet Sport tiene insieme gli sport veri — calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf, perfino scacchi — e poi allarga il campo a eventi di spettacolo come musica, cinema, tv e reality show, e a eventi di politica, elezioni comprese. La concessione è la n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la stessa società che regge Bwin e Gioco Digitale. È una copertura che dice molto su come questo operatore intende il prodotto: non un bookmaker calcistico con qualche extra, ma un catalogo di eventi in cui la partita è una voce tra le tante.

A chi interessa scommettere su qualcosa che non è una partita, la scelta c’è e non è un ripiego. Vale però la pena ricordare cosa vuol dire il palinsesto: è il programma di eventi e di tipi di giocata che il concessionario prepara e che ADM approva, e si può giocare solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. L’ampiezza della lista, quindi, non è un vezzo commerciale: è materiale passato al vaglio. Un reality show può entrare nel palinsesto solo passando di lì.

Il verdetto: Eurobet somiglia poco a un bookmaker tradizionale e molto a un’agenzia di eventi; è la scelta giusta per chi cerca un mercato che gli altri dieci non hanno, e la scelta sbagliata per chi vuole un’interfaccia pensata solo per il calcio.

BetFlag: il conto che si apre con l’identità digitale

BetFlag manda alla procedura di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda nei suoi materiali che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La concessione è la n. 16008, di Betflag S.p.a. Non è un dettaglio di comodo: il conto di gioco richiede l’identificazione piena, e il modo in cui un operatore la organizza decide quanto tempo passa tra il primo clic e la prima scommessa.

Chi non ha SPID e sceglie il modulo tradizionale deve sapere come funziona la sequenza, perché è qui che i conti si bloccano. Il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano fermi. Non è una regola di BetFlag, è il modo in cui funzionano i conti di gioco: l’identificazione è la condizione per prelevare, non un passaggio da rimandare. Firmare la registrazione e dimenticarsi il documento produce un conto che accetta le giocate e non restituisce il saldo, che è la combinazione peggiore possibile.

Il verdetto: BetFlag vince il confronto sul fronte dell’apertura del conto per chi ha già SPID o CIE attivi; per tutti gli altri il vantaggio si azzera e resta la scadenza dei 30 giorni da mettere in agenda.

NetWin: il bonus sport e la sua condizione d’ingresso

NetWin presenta l’offerta «Sport-50» come bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con un versamento minimo di 20 €. Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Tre condizioni in una riga: conto verificato, 20 € di minimo, e il primo deposito come unica occasione utile per far scattare il premio. Nessuna delle tre è aggressiva, ma tutte e tre sono paletti, e il primo è quello che frega: senza conto verificato l’offerta non parte, il che riporta all’identificazione di cui sopra.

Il tetto di 50 € dice anche qualcosa sul tipo di offerta. Non è un pacchetto pensato per chi deposita quattro cifre; è un bonus da primo approccio, dimensionato su chi entra con una cifra contenuta e vuole provare la piattaforma. Per chi ragiona in termini di limite di deposito settimanale scelto in registrazione, un tetto di 50 € è una zavorra piccola, e va letto insieme al resto: nessuno sa quanto valga davvero un bonus finché non ha letto il requisito di giocata con cui va liberato, e quei requisiti stanno nei termini dell’operatore, non nella comunicazione dell’offerta.

Il verdetto: l’offerta di NetWin è modesta per costruzione e coerente con un primo deposito piccolo; chi apre il conto solo per prendere il bonus trova pane per i suoi denti, chi cerca un pacchetto di benvenuto di peso resta deluso dalla cifra.

William Hill: il bonus che si sdoppia a seconda di come ti identifichi

William Hill accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale riconosce un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc. Qui la differenza tra le due strade non è tecnica, è economica: l’identità digitale vale 5 € in più, e la finestra delle 96 ore è il tempo entro cui quella cifra si guadagna o si perde.

Sul lato dei bonus valgono due regole che l’operatore stesso mette per iscritto. Per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e i bonus non sono subito prelevabili: vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. La seconda frase è quella che conta. Un bonus non è denaro depositato; è un credito condizionato, e la condizione è l’attività di gioco. Chi legge «10 € subito» e pensa a 10 € in tasca ha capito la metà della frase.

Il verdetto: l’operatore è quello che in questa lista tratta l’identificazione come un premio e non solo come una formalità, e la differenza tra 10 € e 5 € è esattamente il prezzo del proprio tempo; il tetto di 100 € per scommessa è invece un dato tecnico da tenere presente solo se si giocano importi importanti.

StarCasinò: il bookmaker dentro la casa da gioco

StarCasinò dichiara nei suoi materiali di permettere di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto alle slot e al live casinò. Concessione n. 16026, Azzurri Limited, la stessa società di Betsson. Non è un bookmaker con un casinò attaccato: è un casinò con un’area scommesse, e questa differenza decide che tipo di utente ci si trova bene.

Il punto non è la qualità dell’offerta sportiva, che l’operatore descrive come varia. È il contesto. Un conto che apre su slot e live casinò significa una home page che spinge verso prodotti rapidi, con esiti ogni pochi secondi, e significa anche che i limiti di spesa impostati in registrazione coprono tutto il conto, non solo la sezione scommesse. Per chi ha il calcio come unico interesse, quella vicinanza è rumore; per chi alterna i due prodotti, è il motivo per aprire il conto lì e non altrove.

Il verdetto: StarCasinò è la scelta di chi vuole tenere in un unico conto scommesse e gioco da casinò, e va valutato come tale; chi scommette e basta troverà più ordinata l’area di un operatore che fa solo sport.

Goldbet: la schedina in tutte le sue forme

L’app Goldbet permette di giocare schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e ricorda che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Concessione n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., che è anche la società dietro Lottomatica. La varietà dei formati è il vero contenuto di questa scheda: singola, multipla e sistema non sono tre modi di dire la stessa cosa, sono tre livelli di rischio diversi, e il sistema in particolare è il formato che molti giocatori scoprono tardi.

Vale la pena fermarsi su una distinzione che il gergo dell’app dà per scontata. La schedina live si gioca a evento iniziato, con la quota che si muove mentre la partita va avanti: è il formato più rapido e quello in cui è più facile perdere il conto delle giocate in una serata. Il pre-match lascia il tempo di ragionare. Il sistema, infine, moltiplica le combinazioni e quindi anche la spesa per una singola giocata, perché ogni combinazione è una giocata a sé.

Il verdetto: Goldbet è l’operatore più completo sul fronte dei formati di scommessa e per questo il più insidioso per chi non ha ancora capito quanto costa un sistema; è la scelta migliore per chi conosce la differenza tra singola e multipla, e non per chi la sta imparando.

Betsson: il mercato come catalogo

L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Concessione n. 16027, Azzurri Limited. Il catalogo dei mercati è l’argomento dell’operatore, e in effetti è quello che cambia il modo di giocare: chi si limita all’esito finale sceglie tra tre caselle, chi apre il numero di goal o i marcatori entra in una griglia molto più fitta.

Più mercati significano anche più occasioni di giocata sulla stessa partita, ed è lì che il margine del bookmaker lavora con più comodo. Ogni mercato ha un prezzo che incorpora il ricarico dell’operatore, e non tutti i mercati lo incorporano nella stessa misura: i mercati principali sono trattati meglio, quelli secondari costano di più. Un catalogo ampio è un servizio per chi cerca una giocata precisa e una tentazione in più per chi scommette su qualunque cosa pur di giocare.

Il verdetto: Betsson è il bookmaker per chi arriva con un’idea precisa su cosa vuole giocare e cerca il mercato che la contiene; per chi non ha un’idea, l’ampiezza del catalogo è una spesa in attesa di accadere.

SNAI: la chiusura anticipata come strumento

SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione di chiusura anticipata per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Concessione n. 16032, Snaitech Spa. La combinazione è interessante proprio perché accosta il mercato più dettagliato — il risultato esatto, che è il più difficile da indovinare — a uno strumento che permette di uscire prima.

Chiudere una schedina prima della fine non è una magia né un modo di vincere: è una seconda quotazione sullo stesso evento, e come ogni quotazione ha un prezzo. Il valore di riapertura lo fa il bookmaker, e il margine incorporato in quel prezzo non è più basso di quello della giocata originale. Resta uno strumento utile — congela una situazione e restituisce una parte della posta, o ne anticipa il guadagno — ma va usato sapendo che nessuno offre quel servizio a costo zero.

Il verdetto: SNAI è la scelta di chi scommette su mercati di dettaglio — marcatori, cartellini, tiri — e vuole la possibilità di uscirne prima; il prezzo della chiusura anticipata è il costo che si paga per quella possibilità.

Lottomatica: quote in movimento e partita in streaming

L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita mentre si gioca live. Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Lo streaming è il pezzo che vale la pena commentare: guardare l’evento dentro l’app significa non dover rimbalzare tra due schermi, e per le scommesse live questo conta più di qualunque altra funzione.

C’è un però, ed è quello che riguarda ogni operatore di questa lista che fa live. Le giocate live sono quelle che si accumulano più in fretta: la quota cambia, l’evento cambia, e la decisione si prende in pochi secondi. Il limite di deposito che uno ha scelto in registrazione non distingue tra una scommessa ragionata e una serie di giocate impulsive — è una cifra, e quando è finita è finita. Per chi usa il live, quella cifra è l’unico freno strutturale che ci sia.

Il verdetto: Lottomatica è la scelta di chi scommette durante la partita e vuole vederla nello stesso posto; è anche l’operatore che più di ogni altro rende evidente quanto serva un limite settimanale fissato prima.

I fondamenti: che cosa rende sicuro un bookmaker in Italia

Il criterio è uno e sta scritto in una pagina dell’Agenzia: il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia soltanto da chi ha una concessione ADM, e per verificare se un operatore è autorizzato si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia. Non c’è una seconda strada, non c’è un marchio di qualità europeo che valga in alternativa, non c’è un sigillo di un’autorità straniera che tenga. Quella lista, letta il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito che finisce in .it.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Da qui discendono tre conseguenze che chi scommette incontra il giorno stesso in cui apre il conto.

La prima: il sito autorizzato usa un dominio .it. Il concessionario dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco, e insieme al titolo indica il sito su cui fornisce il servizio. Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it. Una frase così serve a te, non all’operatore: è la versione verificabile di «siamo autorizzati». Il dominio .it è il segno visibile di quella dichiarazione, e un marchio che accetta scommesse italiane da un indirizzo .com sta dicendo, con quel solo dettaglio, che la concessione italiana non ce l’ha.

La seconda: la concessione è per sito. Una società può tenerne più di una, e la lista lo mostra senza imbarazzo. Il numero di concessione non è il numero di partita IVA dell’azienda; è il permesso di quel dominio specifico. Chi controlla «se il bookmaker è autorizzato» e trova il marchio in una pagina di elenco ha controllato una cosa che non basta: deve vedere il dominio.

La terza: la lista non dice che cosa puoi giocare lì. Il registro elenca i concessionari e i loro siti, non i giochi autorizzati. Un concessionario può avere diritto a scommesse sportive, poker, giochi di abilità, giochi di sorte a quota fissa, exchange e bingo in qualunque combinazione, e l’elenco non fa la differenza. Un nome nella lista non prova quindi che quel sito offra scommesse sportive. Lo prova il palinsesto che l’operatore pubblica.

Le 52 righe del registro e l’elenco dei siti inibiti

Accanto all’elenco dei concessionari, la legge ne prevede un secondo. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 dispone che ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza e con Sogei, rediga la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le renda pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Due liste, due significati opposti: una dice dove puoi giocare, l’altra dice dove non puoi e perché.

Sul versante dei controlli, la norma mette in fila anche i fornitori di servizi. I prestatori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM incorrono in una sanzione da 30.000 € a 180.000 € per violazione. È una cifra che spiega meglio di qualunque discorso perché conviene ai grandi intermediari non avere a che fare con l’offerta non autorizzata.

Quanto funzioni il blocco, poi, è una questione diversa e vale la pena dirlo senza girarci intorno. L’oscuramento opera a livello di DNS e alcuni fornitori di accesso sono più lenti di altri ad applicarlo. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Per un giocatore la conseguenza è semplice: il fatto che un sito si apra non dice niente sulla sua legalità, perché i domini oscurati sono oggetti mobili.

Su chi sta fuori dall’elenco, la posizione italiana è netta. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non comparivano tra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026. Non è un giudizio sul loro prodotto, è un dato: quei marchi non hanno una concessione italiana, quindi nessun giocatore italiano trova lì la tutela di cui si parla in questa pagina.

Che cosa Dove sta Che cosa ci trovi
Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sito istituzionale ADM 52 righe con codice di concessione e sito .it collegato, letto il 25 ottobre 2026
Elenco dei siti inibiti siti istituzionali di ADM e Guardia di Finanza i domini di cui è stato disposto l’oscuramento, aggiornato nel tempo
Numero di concessione dell’operatore termini e condizioni del conto di gioco il titolo dichiarato dall’operatore, con il nome della società concessionaria

Come si controlla una concessione in tre minuti

Il controllo non richiede competenze. Serve la pazienza di aprire due pagine e confrontare due stringhe, e la stringa è il numero di concessione.

Il percorso comincia dall’elenco dell’Agenzia: si cerca il marchio o, meglio, il nome della società che compare nei termini. Trovata la riga, si legge il dominio .it e il codice a cinque cifre. Da lì si passa ai termini e condizioni del conto di gioco sul sito dell’operatore e si confronta. I dieci operatori di questa lista dichiarano codici che vanno dal n. 16007 di Pwo S.p.a. al n. 16044 di William Hill Malta Plc, e ogni numero corrisponde a un solo dominio.

Poi c’è il controllo che quasi nessuno fa, e che è quello che conta davvero per chi vuole capire cosa sta firmando: leggere le condizioni del bonus prima di depositare. Non il requisito di giocata in sé — quello, come si vedrà, non è l’unica voce di costo — ma il punto di partenza e il tetto. Quando un operatore dichiara che l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 € e che i bonus non sono subito prelevabili, sta dicendo che il premio è un credito di gioco, non un accredito in conto. È la differenza tra un regalo e un anticipo.

Un dettaglio che riguarda la forma del palinsesto aiuta a chiudere il cerchio: si può giocare soltanto su eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM, e gli eventi vengono autorizzati uno per uno — nel settembre 2026 l’Agenzia ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Un evento che non sta nel palinsesto non è giocabile, e questo vale anche per i campionati che un’app promette in home page.

La normativa dietro le scommesse: concessioni, palinsesto, tassazione

La cornice è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, il riordino del settore dei giochi pubblici a distanza. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione, e al primo posto della lettera a) ci sono le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi — compresi quelli simulati — e su corse di cavalli. La lettera b) aggiunge i totalizzatori sportivi e ippici, la c) l’ippica nazionale, la d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa, la e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange, e la f) il bingo. Un concessionario può chiedere uno o più di questi giochi, e li può gestire per un massimo di nove anni, senza rinnovo, come precisa l’art. 6, comma 3.

Tre anni fa questo elenco sarebbe stato una lista di sigle. Oggi è la ragione per cui un sito può essere perfettamente legale e non avere quello che cerchi. La concessione per il bingo è una concessione; il bingo non è una scommessa sportiva. Chi guarda solo la parola «concessione» e non il resto firma un contratto con un operatore autorizzato per un prodotto che non sta cercando.

Dietro la concessione c’è una gara, e le condizioni della gara restano dentro il contratto. Il bando richiede una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nel bando stesso, come dice l’art. 6, comma 5. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata, come prevedono l’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3. Per il giocatore significa una cosa concreta: il perimetro di ciò che l’operatore può fare non si sposta mentre il conto è aperto, e non si sposta nemmeno il costo fiscale che l’operatore sopporta.

Gioco previsto dall’art. 6, comma 1 Lettera Che cosa comprende
Scommesse a quota fissa e a totalizzatore a) eventi sportivi, compresi quelli simulati, e corse di cavalli
Totalizzatori b) sportivi e ippici
Ippica nazionale c) vincente, accoppiata, tris e formule analoghe
Giochi di abilità, carte, sorte a quota fissa d) giochi diversi dalle scommesse
Scommesse con interazione diretta e) exchange, con il concessionario che mette in contatto i giocatori
Bingo f) gioco a distanza separato

Chi paga l’imposta unica sulle scommesse

L’imposta unica sulle scommesse a quota fissa è regolata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, modificato dalla legge di bilancio per il 2025. Le aliquote riportate dalla stampa di settore sono del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolate sulla differenza tra le somme giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % della raccolta al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile è un punto che resta aperto.

Il soggetto che paga è il concessionario, e questa è la notizia che interessa a chi scommette. Secondo la stampa di settore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo avviene alla fonte: il giocatore incassa la somma netta e non compila nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione pratica è di consultare un commercialista per il proprio caso.

Le cose cambiano in modo radicale quando i soldi arrivano da fuori. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta alla fonte, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è determinata con certezza da queste fonti.

Qui la partita si chiude, ed è il punto in cui la scelta tra un operatore con concessione e un sito estero smette di essere una questione di gusti. Le vincite dei siti non autorizzati andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate — il che non è consulenza fiscale e va verificato con un professionista — e le vincite di un concessionario italiano, per come le fonti di settore le descrivono, arrivano già al netto. Due regimi diversi per lo stesso tipo di giocata, decisi dall’indirizzo del sito su cui l’hai piazzata.

Perché il dominio .it non è un dettaglio grafico

Un marchio internazionale che apre un sito nazionale non lo fa per cortesia. Il gioco a distanza con vincite in denaro è riservato ai titolari di concessione, e la concessione è legata al sito: se un operatore vuole servire i giocatori italiani con tutte le tutele di cui si parla qui, deve aprire un dominio italiano, dichiarare il proprio titolo nei termini e sottoporsi alla vigilanza dell’Agenzia. Un indirizzo estero, anche di un gruppo rispettabile, sta fuori da quel perimetro.

Vale la pena mettere in fila che cosa comprende quel perimetro, perché è tutto ciò che un sito non autorizzato non può dare. Il RUA, che è il registro unico degli autoesclusi e vale su tutti gli operatori con concessione. La sorveglianza dell’Agenzia su palinsesto, limiti e condotta dell’operatore. L’obbligo di offrire gli strumenti di autolimitazione previsti dall’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024: limiti su tempo, spesa e perdita, messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa, canali di contatto aperti almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. E una giurisdizione italiana, se nasce una contestazione.

Un brand che opera dall’estero non ha nessuno di questi obblighi, e la legge italiana aggiunge un dettaglio che molti giocatori ignorano del tutto. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ricorda ADM in un comunicato del 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero. E aggiunge, con le parole dell’Agenzia stessa, che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

È la regola più scomoda di questa pagina, e va letta nella sua esattezza: è così che ADM la enuncia. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non risultano da queste fonti. Resta il fatto che la scelta di un operatore senza concessione non è un’area grigia amministrativa: è una fattispecie sanzionata, e la sanzione è penale.

La pubblicità vietata e le offerte di benvenuto

Il Decreto Dignità, cioè l’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con Legge 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 elencando le manifestazioni sportive, culturali e artistiche, le trasmissioni televisive e radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni, le affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione.

La cronaca di questi due anni racconta un’applicazione meno automatica di quanto il testo lasci intendere. Secondo la stampa di settore, nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Nella legge di bilancio per il 2026 è stato proposto un emendamento di Forza Italia per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese: l’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

C’è una confusione che conviene sciogliere subito, perché la si sente ripetere. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus di benvenuto. Nessun tetto statale all’importo di un bonus e nessun tetto ai requisiti di giocata risulta dalle fonti: le cifre, i requisiti e le quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Un’offerta di benvenuto non è vietata; è semplicemente regolata dalla legge del contratto, cioè da quello che c’è scritto nelle condizioni che si accettano.

Quanto costa davvero un’offerta: il calcolo e i suoi limiti

Un’offerta di benvenuto non ha un prezzo sul cartellino, e questo la rende difficile da valutare. Il prezzo esiste comunque, ed è il margine che il bookmaker trattiene su ogni giocata. Vale la pena metterlo in cifre su un caso concreto, perché è lì che la promessa e il costo si incontrano.

Prendiamo una settimana tipo: un giocatore che ha scelto in registrazione un limite di ricarica di 100 € e li gioca una volta su un mercato a due esiti proposto a quota 1,90 da una parte e 1,90 dall’altra. Quei valori sono un esempio di calcolo, non una quotazione di un operatore. Si calcola prima la quota di ritorno del mercato, cioè 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), che dà un payout share di poco superiore al 52,6 %. Il margine del bookmaker è quel che resta, quindi circa il 47,4 % — un valore altissimo, e non è un caso: un mercato a due esiti con entrambe le quote sotto il 2,00 è un mercato costruito male per il giocatore, non per il bookmaker.

Su quella singola giocata da 100 € la perdita attesa è il prodotto del fatturato per il margine del mercato: 100 € × 47,4 %, cioè circa 47 €. Ripetuta ogni settimana per un anno, sempre su un mercato con quel ricarico, la stessa formula porta a circa 2.400 € di costo atteso su 5.200 € di giocate. La banda realistica sta tra i 2.000 € e i 2.500 € secondo quanto il margine effettivo dei mercati su cui si gioca si discosta da quel 47,4 %, che è il tetto di un mercato a due esiti mal prezzato e non la media di un listino calcistico.

Il numero va letto per quello che è: una stima statistica su molte giocate ripetute, non il risultato di una singola settimana. La stessa formula applicata a una quota di mercato molto più bassa — un listino principale, dove il ricarico incorporato è una frazione di quel valore — produce un costo annuo nell’ordine delle centinaia di euro, non delle migliaia. La differenza tra i due scenari non sta nella disciplina del giocatore, sta nel mercato su cui gioca. Chi sceglie un mercato a due esiti con quote sotto il 2,00 paga il ricarico più caro che un bookmaker sappia costruire.

La conseguenza per il lettore è scomoda e vale la pena dirla tutta. Il limite di ricarica di 100 € che si imposta in registrazione non è una cifra che «si gioca»: è una cifra che si deposita, e ogni deposito è esposto a quel margine. Il freno che un giocatore crede di essersi dato copre il versamento, non l’attesa di perdita incorporata nel mercato che sceglie. Ecco perché il tipo di mercato, e non solo l’importo, decide quanto costa una serata di scommesse.

Il valore medio di un bonus sport

Il bonus è l’altra faccia della stessa medaglia, e anche qui serve un numero invece di un aggettivo. Per un bonus il cui importo non viene restituito in caso di vincita — cioè la quasi totalità dei bonus sport — il valore medio è dato dalla formula dell’importo per (quota − 1) diviso la quota, moltiplicato per la quota di ritorno del mercato su cui si gioca.

Su un buon mercato, la quota di ritorno è vicina al 95 % e la quota del mercato non è troppo diversa da 2,00. In quel caso il valore medio del bonus resta intorno al 45 % dell’importo nominale: un bonus da 10 € vale in media circa 4,50 €. Giocato su un mercato con un ritorno molto più basso, il valore crolla in proporzione. Il bonus di benvenuto più generoso del listino, giocato su un mercato con un ritorno del 52,6 %, vale in media poco meno di un quarto della cifra annunciata.

Qui la matematica fa un lavoro che nessuna clausola contrattuale riesce a fare: trasforma «bonus fino a 50 €» in una cifra con la virgola. E chiarisce perché il requisito di giocata non è l’unico costo di un’offerta. Due bonus uguali, giocati su mercati diversi, valgono cose diverse, e il mercato lo sceglie il giocatore. Chi apre il conto per il bonus e poi gioca sempre sul mercato più caro del listino trasforma un’offerta decente in un’offerta mediocre.

Prevenzione e tutela: il RUA, i limiti, l’identità

La parte che nessuno legge quando apre un conto è quella che entra in funzione quando le cose vanno male, ed è per questo che vale la pena conoscerla prima.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

L’autoesclusione è lo strumento più forte che il sistema italiano mette a disposizione del giocatore. Può essere trasversale — vale su tutti i concessionari, con blocco dell’apertura di nuovi conti — oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Quest’ultima possibilità è la più sottovalutata: chi vuole togliere di mezzo le scommesse e non il resto del proprio intrattenimento ha una leva fatta apposta, e non è la stessa cosa di chiudersi fuori da tutto.

Le durate sono quelle che il giocatore sceglie, e i numeri contano. L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni, oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi. Quella a tempo determinato, invece, non può essere revocata prima della scadenza: non c’è un pulsante per cambiare idea, ed è esattamente il punto. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni. Nei termini di alcuni operatori si trovano ancora durate più corte — Admiralbet indica 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia — a riprova che questa è materia in movimento e che i termini vanno letti nel sito su cui si gioca.

La richiesta si fa dal portale di ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, ed è lo stesso numero che gli operatori indicano ai residenti in Italia. Chi preferisce non passare da un portale ha quindi una seconda strada, ma passa dall’operatore da cui vuole allontanarsi, il che è già una forma di attrito.

Che cosa succede durante l’autoesclusione è il pezzo che risponde alla domanda vera: non si possono fare depositi, non si possono piazzare giocate e non si possono aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma il saldo prelevabile si può ritirare. Il blocco non tocca il tuo denaro, tocca il tuo accesso. Il RUA — il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018 — è il meccanismo che rende possibile tutto questo: ogni concessionario registra l’esclusione lì, e da lì si propaga a tutte le piattaforme online autorizzate e alle sale fisiche.

Ecco il punto che riguarda direttamente la scelta di un bookmaker. Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un sito non autorizzato non è protetto da nulla: nessuno lo blocca, nessun registro lo segnala, nessun deposito viene impedito. Chi si autoesclude per fermarsi e continua ad avere accesso a un .com sta usando lo strumento più serio del sistema italiano con un buco dentro. È l’argomento più forte di tutta questa pagina, e non ha bisogno di aggettivi.

I limiti che si impostano in registrazione

Il primo limite non è una scelta dell’operatore, è una richiesta che arriva al momento dell’apertura del conto. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Admiralbet, per esempio, lo chiede espressamente nei suoi termini. Non è una casella da compilare con un numero alto e dimenticare: è la cifra che decide quanto può entrare nel conto in una settimana.

Il comportamento dei limiti non è simmetrico, e conviene saperlo prima di impostarli. Un limite ridotto ha effetto immediato; un limite aumentato diventa operativo dopo sette giorni. La ragione è ovvia una volta che la si vede scritta: alzare un limite è la cosa che un giocatore in difficoltà vorrebbe fare alle due di notte, e la norma mette un tempo di raffreddamento su quella decisione. Chi si dà un limite generoso perché «tanto posso sempre ridurlo» ha capito la meccanica al contrario: la riduzione è immediata, l’aumento è la parte lenta.

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 mette questi strumenti in capo al concessionario come obbligo, e li elenca: autolimitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata della sessione e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Sui limiti di deposito c’è una domanda che torna spesso, e la risposta è meno comoda di quanto si speri: la cifra che ADM fissa nel bando di gara non risulta da queste fonti, mentre è certo che al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile. Il limite, quindi, è prima di tutto una decisione del giocatore, e il concessionario aggiunge i propri limiti sulla base dell’età e del comportamento. Chi cerca un numero statale da citare non lo trova; chi cerca il numero che conta davvero lo ha già in mano al momento dell’iscrizione.

Un capitolo a parte meritano i limiti di deposito validi per legge, che sono di tipo diverso. Non esiste un tetto statale in euro alle puntate sulle scommesse sportive: gli strumenti che vincolano sono le autolimitazioni del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione. Una proposta di limite di deposito obbligatorio, con l’indicazione al momento della registrazione di un massimale di ricarica, compare tra le intenzioni espresse in sede europea — una fonte parla di un massimale di ricarica di 50 € al giorno — ma nel mercato italiano non risulta applicata.

Il tentativo di immaginare come si comporterebbe un limite di 50 € al giorno su un conto scommesse porta lontano. Un giocatore con un limite settimanale di 100 € e l’abitudine di giocare il sabato non lo toccherebbe. Un giocatore che ricarica ogni giorno lo toccherebbe subito, e non potrebbe compensare il giorno dopo senza aspettare. Lo stesso limite obbligatorio sarebbe quindi quasi invisibile per un profilo e pesantissimo per un altro — è il motivo per cui un limite scelto con criterio batte un limite calato dall’alto su chi gioca poco e protegge meno chi gioca troppo.

Identità, SPID e i 30 giorni che bloccano i prelievi

Il conto di gioco richiede identificazione piena, e le strade sono due. La registrazione classica chiede di caricare fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png; in alternativa si usa SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Admiralbet descrive entrambe le procedure, Goldbet passa anche dal CIE attraverso un fornitore SPID, BetFlag rimanda a SPID e CIE accanto alla registrazione tradizionale, Sisal Matchpoint permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID.

La parte che conta non è quale metodo si scelga, ma cosa succede se il metodo resta a metà. Senza SPID, il conto va validato entro 30 giorni; altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Trenta giorni sembrano tanti finché non si considera che la maggior parte delle registrazioni manuali viene completata la sera stessa del deposito, e che la verifica dei documenti richiede tempo. Il caso sfortunato non è il raro: è chi deposita, gioca, vince e scopre al momento del prelievo che la validazione non è mai stata chiusa.

Chi arriva da un’esperienza su siti esteri tende a sorprendersi del giro. È il prezzo dell’avere un conto registrato a nome di una persona identificata, cioè la condizione senza la quale non esisterebbero né il RUA né i limiti collegati al singolo giocatore. Anche la regola sull’età è parte dello stesso pacchetto: il gioco è vietato ai minori di 18 anni, l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 indica la tutela dei minori come principio, e le condizioni di concessione prevedono l’esclusione dei minori dal gioco.

Prevenzione, non promesse: che cosa il sistema non fa

Vale la pena dire che cosa questi strumenti non sono, perché la loro presenza rassicura più di quanto dovrebbe. Il RUA non impedisce di perdere denaro su un sito autorizzato: impedisce di aprire conti durante l’esclusione e blocca depositi e giocate presso i concessionari. Il limite di deposito non impedisce di perdere quello che si è depositato.

Gli operatori offrono anche strumenti propri, che variano da marchio a marchio. bet365 indica tra i suoi strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’autoesclusione, e per i residenti in Italia segnala il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. La gamma è quella tipica del mercato italiano, e la sua presenza in un’app è un’informazione utile al momento della scelta: un operatore che mette i limiti in evidenza dentro l’area personale li rende usabili, uno che li nasconde in fondo al regolamento li rende teorici.

C’è un obbligo che riguarda il modo in cui questi temi vengono comunicati, e non è una nota di colore. L’art. 15, comma 2 impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. È la ragione per cui i messaggi sul gioco responsabile compaiono con una certa frequenza, e la ragione per cui vale la pena distinguerli dalla pubblicità: sono due cose diverse, con due regimi diversi, anche quando arrivano dallo stesso marchio.

Domande frequenti

Con quali strumenti si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito di ADM e si cerca il dominio del sito, poi si confronta il codice di concessione con quello dichiarato nei termini del conto di gioco. Il numero è legato al singolo sito, non al marchio.

Perché un operatore con concessione italiana usa un sito con dominio .it?

La concessione è legata al sito e il concessionario dichiara il proprio titolo nei termini indicando anche il dominio su cui fornisce il servizio. Aprire un indirizzo italiano significa accettare la vigilanza dell’Agenzia su palinsesto, limiti e condotta, e significa collegare il conto al RUA.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, raccoglie le autoesclusioni registrate dai concessionari e le propaga a tutte le piattaforme online autorizzate e alle sale fisiche. Durante l’esclusione non si depositano né si gioca, non si aprono conti, ma si preleva il saldo disponibile.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, insieme ai limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Ridurre un limite ha effetto immediato; aumentarlo richiede sette giorni. La cifra che ADM fissa nel bando di gara non risulta.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione italiana?

Nessuna tutela del RUA, nessuna vigilanza dell’Agenzia, nessun obbligo di limiti e un’esposizione all’oscuramento del dominio. ADM ricorda che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Per un concessionario italiano l’imposta unica è a carico dell’operatore e, secondo la stampa di settore, il giocatore incassa il netto senza dichiarare nulla, ma la ricostruzione non è confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria. Le vincite da siti esteri andrebbero dichiarate come redditi diversi, secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate. Serve un commercialista.

Creato dalla redazione di «Guidapromozioni».

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