Elenco dei migliori siti di scommesse per l’Italia 2026: il numero di concessione è la prima quota

Updated Ottobre 2026
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Di bookmaker che si presentano come «i migliori in Italia» se ne contano a decine, e quasi tutti scrivono la stessa cosa con parole diverse. Il discrimine è un altro, ed è un numero a cinque cifre: la concessione. In Italia un sito di scommesse può raccogliere giocate solo se compare nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza tenuto dall’ADM, e quella concessione è intestata a un indirizzo .it preciso, non a un marchio né a un gruppo. Chi scommette su un dominio che in quell’elenco non c’è non sta scegliendo un bookmaker con meno tutele: sta giocando fuori dal perimetro in cui il suo limite di deposito, il suo diritto di autoesclusione e il suo ricorso hanno un senso. La partita, quindi, non si gioca sul nome più noto. Si gioca su tre cose verificabili — dove sta la concessione, quante righe ha l’elenco, e quanto di ogni euro puntato il bookmaker si tiene prima ancora che l’evento cominci.

Tre palloni di sport diversi allineati uno accanto all'altro su una panca di legno
Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su ogni sito di gioco autorizzato nel Paese.

Verificato il 30 Ottobre 2026 sulle pagine pubbliche dell’ADM (ex AAMS) e sui termini e condizioni pubblicati dagli operatori.

Perché la concessione ADM decide tutto il resto

La regola è semplice e non ammette varianti. Il mercato italiano delle scommesse a distanza è chiuso: le concessioni si assegnano per gara pubblica, non si aprono a chiunque le chieda. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che è possibile offrire a distanza con una concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi — compresi quelli simulati — e su corse di cavalli; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange. Il comma 3 dello stesso articolo fissa a nove anni la durata massima, senza rinnovo automatico, e il comma 5 mette tra i requisiti della gara l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM stabilisce nel bando. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3): è questa rigidità che rende la concessione un fatto e non una dichiarazione di intenti.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Poi ci sono i numeri. La gara bandita a settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. Il punto che sfugge a quasi tutti è proprio questo. La concessione non è del marchio: è del sito. Un bookmaker che conosciamo e apprezziamo può risultare fuori elenco semplicemente perché il suo indirizzo italiano non compare tra quelle 52 righe — e in quel caso non c’è reputazione che tenga.

C’è una seconda trappola, più sottile, e riguarda il modo stesso in cui l’elenco è costruito. La lista non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Stare in elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore. E, rovescio della medaglia, un marchio che non sta nell’elenco non è per ciò stesso illegale in assoluto — semplicemente non ha titolo per accettare giocate in Italia. Quattro nomi noti nel resto d’Europa — Unibet, Betway, 1xBet e 22bet — non figuravano tra le 52 righe al 25 ottobre 2026.

Da qui discende tutto ciò che viene dopo in questa pagina, e vale la pena dirlo adesso senza girarci intorno: quello che un operatore con concessione ADM offre in più non è un bonus più ricco, è un insieme di obblighi. Limiti di deposito scelti in registrazione, autoesclusione che vale su tutte le piattaforme autorizzate, una sede legale italiana per le controversie, un’autorità che vigila. Nessuno di questi è un regalo, e nessuno di questi è replicabile da un sito che dell’elenco non fa parte.

Cosa dice la legge su cosa si può giocare

Il «palinsesto» è la parola che conta, e ha una definizione tecnica: l’art. 2, lett. s) lo descrive come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e delle tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto di un singolo operatore non è ricostruibile da fuori, e non lo è nemmeno per noi.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione.

Le scommesse su eventi simulati hanno una definizione a parte, all’art. 2, lett. v): sono gli eventi sportivi generati al computer e mostrati tramite animazione o tramite un evento reale preregistrato, e rientrano nella concessione per le scommesse sportive. È il motivo per cui le sezioni «Virtuali» dei siti italiani esistono in quella forma: non sono un’aggiunta commerciale tollerata, sono una categoria prevista dalla norma. Un dato che vale la pena tenere a mente quando si legge un’offerta: il prelievo fiscale sulle scommesse virtuali è del 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite, più alto della quota che grava sulle scommesse a quota fissa raccolte in rete.

L’ippica, poi, è due cose distinte e conviene non confonderle. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, cioè i totalizzatori di cui all’art. 2, lett. h) — richiedono una concessione propria (art. 6, comma 1, lett. c). Virtuale e ippica non sono quindi lo stesso pacchetto, e su questo punto le pagine promozionali dei siti sono, come sempre, molto più vaghe della legge.

Il betting exchange merita una riga a sé perché cambia il rapporto tra chi gioca e chi tiene il banco. È ammesso come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e); l’art. 2, lett. u) lo definisce come la scommessa a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, dove il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Secondo quanto si legge nella documentazione dell’operatore, Betfair — descritto come il primo, con concessione 16028 — applica regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50; un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non lo sappiamo.

Un limite di legge in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non esiste. Vale la pena ripeterlo nella forma in cui è vero: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà, più il limite di deposito che sceglie in registrazione. Chi cerca un «tetto legale alla puntata» sta cercando una cosa che non c’è, e nel frattempo non guarda quella che c’è.

Prevenzione e tutele: i limiti che si scelgono prima di giocare

Il primo articolo di questa materia, l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024, elenca gli strumenti che i concessionari devono mettere a disposizione: limiti autoimposti di tempo, di spesa e di perdita; limiti agli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. È una lista di obblighi, non di cortesie, e va letta come tale.

La parte che riguarda chiunque apra un conto è però un’altra, ed è quella che nessuno legge perché sta in fondo al modulo. In registrazione il giocatore scegli un limite di deposito settimanale o mensile. Abbassarlo ha effetto immediato; alzarlo richiede sette giorni di attesa. È l’unico strumento di protezione che funziona contro l’impulso del momento, perché nel momento in cui l’impulso arriva la procedura è più lenta del rimorso. La cifra del limite di deposito che l’ADM stabilisce nel bando non è nota, quindi una parte del quadro va ricostruita sulle pagine degli operatori — e le pagine degli operatori, su questo, sono più esplicite del bando.

Il quadro dell’identificazione è altrettanto concreto. Un conto di gioco richiede l’identificazione piena: gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID, e Goldbet anche con CIE attraverso un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori. Età minima 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i princìpi del riordino, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18.

Autoesclusione e RUA: quello che succede davvero quando si chiude il conto

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e il suo effetto è ampio: blocca l’intero sistema di gioco online con concessione ADM e anche le sale fisiche. Chi si autoesclude su un sito non si autoesclude da quel sito — si autoesclude dal sistema autorizzato. È insieme il punto di forza e il suo limite.

AdmiralBet, per esempio, prevede nelle proprie condizioni l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le due cose convivono nella stessa pagina, e la seconda è quella che vale per chi firma adesso. Chi arriva da un’esperienza su un sito estero spesso si aspetta una disdetta via e-mail e un conto che resta aperto: qui la richiesta ha un effetto di sistema, e non è revocabile a piacere.

Il limite strutturale è altrettanto chiaro e non va ammorbidito. I siti senza concessione non sono collegati al RUA: un giocatore autoescluso che apre un conto su un dominio non autorizzato non è protetto da nulla. Il suo nome non è in nessun registro che quel sito consulti, perché quel sito non consulta registri italiani. È il modo più concreto in cui la scelta del dominio, di cui abbiamo parlato nella sezione sulla concessione, si trasforma in un fatto personale.

Il comma 2 dell’art. 15 aggiunge un obbligo di comunicazione che non riguarda il singolo giocatore ma il sistema: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi decisi da una commissione governativa.

Identificarsi e restare dentro i propri limiti

C’è un ordine pratico nelle cose, e conviene seguirlo. Prima l’identificazione, perché senza di essa il conto non è operativo: chi sceglie il modulo con documento ha 30 giorni per la validazione, chi ha SPID o CIE entra già validato e si risparmia l’attesa. Poi il limite di deposito, che si sceglie in registrazione mentre si sceglie la password — cioè nel momento in cui si è lucidi e si ha tempo di pensarci. Poi la ricarica, che nei punti vendita abilitati ha regole sue, di cui parliamo più avanti nella sezione sui pagamenti. Solo alla fine la scommessa.

Chi salta il secondo passaggio se ne accorge tardi. Le piattaforme non chiedono di rileggere il limite prima di alzarlo, ma i sette giorni di attesa li applicano tutti, ed è l’unica barriera automatica che il sistema italiano mette tra un impulso notturno e un conto in rosso.

Le quote sotto la lente: che mercato è, che margine ha

La quota è un prezzo, e come ogni prezzo contiene già il compenso di chi lo fa. Un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90 — un esempio illustrativo, non un prezzo rilevato su una partita reale — si legge così: la probabilità implicita di ciascun esito è 1 diviso 1,90, cioè circa il 52,6 %, e le due insieme fanno circa il 105,3 %. Quella parte in più è ciò che il bookmaker trattiene. La quota di ritorno del mercato, cioè la parte di ogni unità puntata che il mercato restituisce in media, è 1 diviso la somma dei reciproci delle due quote: 1 su (1/1,90 + 1/1,90), che sta intorno al 95 %. Il margine è ciò che resta, poco più del 5 %.

Il margine di un mercato a due esiti con quelle quote sta quindi nella banda del 5 %, e il numero non è una proprietà del bookmaker in generale: è una proprietà di quel mercato, con quelle quote, in quel momento. Un mercato a tre esiti come l’1X2 porta con sé più esiti e normalmente un margine più alto; un mercato di nicchia sui cartellini o sui tiri in porta ne porta uno ancora più alto; un live ne porta uno più alto del pre-match. Chi confronta «le quote migliori» confrontando un bookmaker con un altro senza fissare mercato ed esito sta confrontando cose diverse.

Qui sta la parte che rende utile la matematica. Il margine non è un costo che si vede in estratto conto: non c’è una riga che lo addebita. È dentro il prezzo, e per questo è più insidioso di qualsiasi commissione dichiarata. Su una singola puntata da 10 € a quota 1,90, il ritorno in caso di vincita è 19 € e il profitto netto 9 € — ma il mercato, in media, restituisce il 95 % circa di quanto raccoglie: su cento puntate dello stesso taglio, la differenza media rispetto a quanto si è giocato è di circa 47,5 €. Non è una previsione su quel giocatore: è la media del mercato su molti esiti, e vale come stima, non come conto di quanto accadrà.

E qui il margine incontra i bonus di benvenuto, che è il posto in cui smettono di sembrare regali. Un bonus in denaro con requisiti di puntata obbliga a girare una certa cifra prima di poter prelevare: più il margine del mercato su cui si gira è alto, più quel giro costa in valore atteso, perché un cuscinetto più consistente resta nella forbice a ogni passaggio. Se il bookmaker si tiene il 5 % del mercato a due esiti con quote 1,90 e il 9 % del mercato dei cartellini, la stessa identica promozione vale meno sulle seconde che sulle prime. È il motivo per cui leggere il requisito di puntata senza leggere anche su cosa si può girare significa leggere metà del contratto. E il requisito «minimo» conta quanto l’importo: una giocata a quota 1,30 non aiuta a chiudere il giro, e il regolamento lo dice sempre, in una riga che nessuno legge.

I criteri per giudicare un bookmaker italiano

Un elenco di siti di scommesse si può ordinare in molti modi, e quasi tutti gli ordinamenti sono illusori. La quota più alta su un singolo evento è il criterio più inutile che esista: domani è un’altra partita, e nessuno promette che il vantaggio resti. Chi scrive una classifica seria fa una cosa meno appariscente e più utile, cioè decide cosa confronta. Questa pagina confronta dieci concessionari ADM su quattro cose che restano uguali nel tempo: la concessione con il suo numero e il concessionario, gli strumenti di gioco responsabile, l’ampiezza del palinsesto e dei mercati, e la natura — non l’ammontare — del bonus di benvenuto.

Concessione e indirizzo. Numero ADM, società concessionaria, dominio .it. Un marchio senza queste tre informazioni non entra in nessuna lista, e chi ne trova uno in alto nei risultati di ricerca ha già un’informazione più utile di qualunque recensione.

Strumenti di tutela. Non è un criterio «etico», è un criterio pratico: chi gioca con una cifra mensile fissa ha bisogno che il limite di deposito esista, sia scegliibile e non si alzi in dieci secondi.

Palinsesto e mercati. Qui le differenze si vedono. C’è chi copre i campionati e basta, e chi mette in palinsesto tipi di giocata che cambiano il modo in cui si gioca: la singola, la multipla, il sistema, la combo che unisce pronostici sulla stessa partita, il cash out che chiude la posizione prima della fine dell’evento.

Natura del bonus. Un bonus in denaro accreditato sul saldo non è la stessa cosa di un rimborso in gioco gratuito, di un’assicurazione multipla o di una quota maggiorata. La differenza si sente il giorno in cui si vince, e conviene leggerla adesso.

La panoramica: concessione e concessionario

Vi dice nulla? «Vi dice nulla?» non è una domanda utile, e la tabella qui sotto risponde da sola. Le colonne sono tre: il marchio, il numero di concessione ADM con la società concessionaria, e quello che i termini dell’operatore dicono sul soggetto di questa pagina. La terza colonna è la più corta, e non per pigrizia: gli operatori pubblicano volentieri il numero di concessione e pochissimo altro.

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dichiarano i termini dell’operatore
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata scende da 7 a 270 giorni o è indeterminata, con revoca possibile dopo 9 mesi; in registrazione richiede limiti massimi di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. —
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. —
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited —
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. —
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. —
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) —
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Identificazione per l’apertura del conto anche con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) —

Una lettura che vale la pena fare ad alta voce: Goldbet e Lottomatica portano lo stesso concessionario, GBO Italy, ma due concessioni distinte, 16009 e 16010. È la conferma pratica di quello che dicevamo all’inizio. La concessione è del sito, e due siti diversi dello stesso gruppo sono due righe diverse dell’elenco. Un lettore che confronta i due marchi cercando «quale dei due è più autorizzato» non troverà mai una risposta, perché la domanda è posta male: lo sono entrambi, per sé.

Il rovescio della tabella è la terza colonna quasi vuota, ed è un dato di fatto. Gli operatori raccontano il palinsesto nelle app, nelle schede promozionali e nelle pagine prodotto; i termini e condizioni pubblicano il numero di concessione, la società e poco più. Un confronto onesto su questo punto non può che passare dalle app, che è quello che facciamo nelle schede qui sotto.

Le dieci piattaforme, una per una

AdmiralBet: la pagina dei termini che parla più chiaro del marketing

AdmiralBet, concessione ADM n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., è il caso in cui la parte più interessante del sito non è la vetrina. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Il dettaglio che a molti sfugge è il terzo: ricarica, spesa e tempo, ciascuno su base giornaliera, settimanale e mensile. Non è un limite unico, è un set di nove parametri chiesti in registrazione, mentre la maggior parte del mercato si ferma al deposito. Per chi ha una certa difficoltà a controllare la spesa, il parametro «spesa» è quello che fa la differenza tra un limite di deposito che si aggira ricaricando tramite punto vendita e un limite che invece misura quanto esce davvero dallo stipendio.

La conclusione che si traccia da sé: AdmiralBet è la piattaforma che questa lista consiglierebbe a chi sa già di avere bisogno di vincoli scritti prima di cominciare. Nessun bonus è abbastanza ricco da compensare un autoinganno sulla propria gestione del denaro.

Planetwin365: l’app costruita intorno al calendario

Planetwin365, ADM n. 16007 di Pwo S.p.a., presenta la propria app con un palinsesto dichiarato: i principali campionati nazionali ed europei di calcio — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Quei 20 e passa sport sono la cosa più concreta che l’app dichiari, e collocano il marchio nel gruppo di chi punta sull’ampiezza ordinata più che sulle funzioni di giocata. Chi gioca il sabato sul campionato e nel resto della settimana cerca volley, basket o pallamano trova qui una copertura dichiarata; chi invece vuole costruire biglietti complessi sullo stesso match troverà la sostanza nelle schede più avanti, dove le combo e il cash out sono dichiarati per nome.

Il calendario, per come è congegnata l’app, è più importante della singola quota. Per chi scommette seguendo le competizioni, questa è una piattaforma che non lascia buchi nel palinsesto.

Betfair: l’unico exchange della lista, con regole sue

Betfair, ADM n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., è nella lista per una ragione che nessun altro marchio può rivendicare: è l’unica piattaforma qui presente che gestisca un betting exchange, la scommessa a quota fissa con interazione diretta tra giocatori in cui il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a mettere in contatto le due parti in forma anonima. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e i mercati combo, più una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Le regole dell’exchange sono un mondo a parte. Secondo quanto si legge nella documentazione dell’operatore, per i conti sull’exchange italiano vale una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50; e un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite non è il giocatore a dover nulla all’erario, perché il prelievo cade sul concessionario. Le condizioni specifiche dell’exchange, le commissioni di mercato e i marchi che oggi lo offrono sono un capitolo che qui si chiude con un punto interrogativo, e non con una riga di marketing.

Il punto vero, per chi legge: chi non ha mai usato un exchange non lo capirà dal sito. Per chi invece lo ha usato, la differenza è che qui non si scommette contro un prezzo fissato da un operatore ma contro un altro giocatore, e il modello di margine è strutturalmente diverso da quello descritto nella sezione sulle quote. Vale la pena provarlo con puntate minime prima di qualunque altra cosa.

StarCasinò: casinò primo, scommesse come secondo prodotto

StarCasinò, ADM n. 16026 di Azzurri Limited, è il caso più esplicito di un marchio che nasce dal casinò. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò.

L’ordine dei sostantivi nell’app dice tutto: prima le slot, poi il Live Casinò, poi — «accanto» — le scommesse sportive. Il concessionario non è italiano di nome, ma è la concessione a contare, e il numero c’è. Per chi cerca un bookmaker puro, questo significa un’app in cui il calcio non è il centro dell’interfaccia: può essere un vantaggio se cerca entrambe le cose in un conto solo, e un fastidio se vuole un palinsesto da scommettitore.

Chi vuole il casinò e le scommesse nello stesso conto trova qui la combinazione più esplicitamente dichiarata della lista; chi vuole scommettere e basta guardi altrove, e risparmierà tempo.

NetWin: l’offerta con il requisito di deposito più basso

NetWin, ADM n. 16035 di Netwin Italia S.p.a., è la più interessante di questa lista da leggere nella struttura dell’offerta. Il bonus Sport-50 è descritto come bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e l’uso di un codice promozionale al primo versamento.

Le tre condizioni lette insieme raccontano il disegno: 20 € di minimo e 50 € di tetto significano che è un’offerta pensata per chi comincia con poco, non un pacchetto da quattro cifre che va girato per mesi. Il conto deve essere verificato, quindi l’identificazione non è un passaggio facoltativo; ed è «bonus reale», cioè denaro che va sul saldo, non gioco gratuito.

Per chi vuole provare un bookmaker italiano con una spesa di partenza che sta dentro una serata, questa è la scheda con le condizioni di accesso più basse: il tetto di 50 € taglia l’offerta, e quel taglio è anche il suo pregio.

Sisal: il palinsesto più attrezzato, e un negozio sotto casa

Sisal, ADM n. 16020 di Sisal Italia S.p.a., dichiara nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Il conto si gestisce in gran parte dall’app, che si apre anche con Touch ID.

Tra le giocate trovano posto la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Chi non ha tempo di stare davanti al telefono ha una seconda strada: con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si scansiona con l’app per sapere subito se è vincente. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.

Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto, ma il requisito di ricarica va letto: non è un bonus senza deposito.

Il negozio è l’argomento che nessuna app batte. Prelevare in contanti in una rivendita, o farsi validare una schedina scansionata, è un servizio che nessun bookmaker solo-online replica: chi maneggia contanti e non vuole carte collegate trova qui l’unica scheda piena di questa lista.

Goldbet: il marchio che punta sulla schedina, in tutte le sue forme

Goldbet, ADM n. 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), copre tutti i campionati di calcio e altri sport. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

L’elenco dei tipi di giocata è quello che distingue il marchio da chi si limita a singola e multipla: il Sistema è una modalità che pochi mettono in evidenza, e chi la usa sa che la differenza tra un sistema e una multipla si sente tutta sul conto il giorno in cui una delle partite non gira come sperato. Goldbet la mette nel nome.

Il pubblico di riferimento qui è quello della schedina, nell’accezione classica: pre-match, live, singola, multipla, sistema. Per chi costruisce biglietti lunghi, è una delle poche schede che nomini tutte le forme.

BetFlag: le due strade dell’identificazione e il tetto più alto

BetFlag, ADM n. 16008 di Betflag S.p.a., è la scheda con la discontinuità più curiosa: l’apertura del conto rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.

Il numero fa rumore, e va letto insieme all’aggettivo: accreditato su saldo, quindi denaro, non gioco gratuito, e fino a un tetto che è cento volte quello di NetWin. Una promozione in percentuale su un deposito senza un tetto basso è però anche la formula che invita a versare molto. Chi entra per il 100 % e versa meno di quel che avrebbe versato senza promo non ne guadagna nulla, perché il bonus si accredita in proporzione a quanto si mette. E 5.000 € di massimo non dicono nulla, da soli, di quanto lavoro costi liberarli: la cifra da cercare è il requisito di puntata, che non è in questa pagina e sta nella pagina promozioni dell’operatore.

Se l’identificazione con SPID o CIE evita il tetto dei 30 giorni per la validazione del conto, è il percorso più rapido tra quelli descritti dai marchi di questa lista. Per chi vuole aprire il conto in dieci minuti e non pensarci più, è la strada da prendere.

Eurobet: dal calcio alle elezioni, il palinsesto che non finisce

Eurobet, ADM n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, dichiara il palinsesto più eccentrico della lista: da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

Vale la pena fermarsi su questo elenco perché chiarisce una cosa sul mercato italiano: il palinsesto, come lo definisce la legge, comprende eventi anche non sportivi, purché approvati dall’ADM. Gli scacchi e le elezioni non sono un errore di battitura, sono la conseguenza della definizione. Chi cerca un bookmaker in cui trovare un mercato su una finale di un talent televisivo lo trova qui e quasi da nessun’altra parte.

Con l’app si giocano singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse restano raccolte nella pagina My Bets; le informazioni sul conto si consultano e i depositi e i prelievi si fanno direttamente da iPhone o iPad, senza passare dal desktop. Nella sezione Virtual si scommette su partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), sul Galoppo, sui Levrieri Reali e su Palline 2.0.

La conclusione pratica è che Eurobet vince su chi cerca l’evento che gli altri non quotano. Se invece il criterio è la profondità sui grandi campionati, la scheda di Sisal resta avanti.

Lottomatica: le funzioni da app che battono la schedina di carta

Lottomatica, ADM n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La funzione Bet Scanner dell’app permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita — lo stesso problema di Sisal, risolto in modo diverso. I Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. L’accesso dall’app avviene con username e password; tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi il conto accetta PostePay e PayPal, oltre ad altri.

È anche il caso che chiarisce meglio il rapporto tra i due marchi dello stesso gruppo: Lottomatica è il marchio avanzato sulle funzioni dell’app, Goldbet quello sulla schedina classica. Chi legge la lista dall’alto verso il basso e li trova separati da quattro righe ha la scheda più rapida da confrontare, perché condividono il concessionario e differiscono su tutto il resto.

Il canale di pagamento, per chi usa PostePay o PayPal, è il motivo più frequente per scegliere un bookmaker piuttosto che un altro: qui ci sono entrambi, e sono dichiarati.

Come si leggono i dieci marchi in fila

Su dieci marchi, tre dichiarano un’offerta di tipo bonus sul primo deposito nelle informazioni che abbiamo raccolto: NetWin con il tetto a 50 €, BetFlag a percentuale piena sul saldo, Sisal con un requisito di prima ricarica. Gli altri sette vivono di palinsesto e di strumenti d’app invece che di promozione, o non dichiarano l’offerta nel modo in cui la dichiarano questi tre. Non è un caso di mercato, è la conseguenza diretta del Decreto Dignità: la pubblicità delle scommesse con vincite in denaro è vietata, e chi vuole comunicare un’offerta lo fa dentro la propria area, non in vetrina.

Cosa si compra in più con una concessione, e cosa si paga davvero

La concessione ADM non è un bollino sulla home page: è un insieme di doveri che si traducono in strumenti per il giocatore. Chi scommette su un concessionario italiano ha il RUA che lo copre su tutte le piattaforme autorizzate, un limite di deposito che ha scelto lui e che non si alza in dieci minuti, conti identificati, messaggi automatici su durata e spesa, e una sede legale italiana. Chi scommette su un dominio senza concessione non ha nessuno di questi, è esposto all’oscuramento DNS e, come dichiara l’ADM, va incontro a un rischio che non è solo di soldi.

Il conto lo paga anche il bookmaker, e in un modo che finisce nello schermo del giocatore: l’imposta unica. Sulle scommesse sportive a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 — l’aliquota è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se la raccolta è a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, come riporta la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano gli stessi valori, prima del riordino erano il 43 % e il 47 %. Il prelievo sulle scommesse virtuali è del 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Per il giocatore la faccenda, nella lettura più diffusa, è opposta e più semplice: le vincite pagate da un concessionario ADM non vengono tassate in capo a chi le incassa e non si dichiarano, perché l’imposta è già pagata dal concessionario alla fonte — il giocatore riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una affermazione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi se ne parla con la cautela che merita e, per una posizione personale, si consulta un commercialista.

Mutano completamente le cose con i siti non autorizzati. La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 141/E del 30 dicembre 2010 tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta da parte del sito e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione, per come la si trova scritta, è che quelle somme «andrebbero dichiarate come redditi diversi» secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e un commercialista va interpellato. Una vincita su un sito estero è quindi più difficile da incassare non solo perché il prelievo può bloccarsi, ma perché il fisco la vede in modo diverso.

Siti inibiti, oscurati e il conto che arriva al giocatore

Offrire gioco a chi sta in Italia senza concessione è illegale, e l’apparato che lo contrasta non è simbolico. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni operatori di rete sono più lenti di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini (ordine del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa), gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola per il risultato è «oscurati».

C’è poi la norma che quasi nessun giocatore conosce, e che vale la pena riportare nella forma in cui l’autorità stessa la scrive. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 — come cita l’ADM in una nota del 28 febbraio 2024 — prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero; e anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero, come riporta una fonte di settore. Non è una norma di facciata: è il rischio che sta oltre la quota più alta.

Pagare e prelevare su un sito con concessione

I punti vendita ricariche hanno una disciplina propria (art. 13, D.Lgs. 41/2024) e conviene conoscerla perché è il canale di chi non vuole carte collegate. L’ADM tiene un registro dei punti vendita ricariche — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né liquidare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

Quanto agli altri canali, le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco proprio di ciascun operatore sta nei suoi termini, ed è lì che va letto: un canale accettato per il deposito non è sempre disponibile per il prelievo, e il conto di gioco di un marchio di questa lista, Lottomatica, dichiara PostePay e PayPal tra i metodi accettati per depositi e prelievi. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non si conosce una norma che elenchi i canali approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata.

Un dettaglio che a molti costa la prima delusione: la ricarica in tabaccheria ha un tetto settimanale in contanti, e la vincita non si incassa in tabaccheria. Chi pensa di gestire tutto in contanti scopre presto che il prelievo passa comunque dal conto di gioco.

Bonus di benvenuto: cosa sono davvero e cosa costano

La locuzione «bonus di benvenuto» è quella degli operatori, e va presa come una descrizione commerciale, non giuridica. Il punto da fissare è uno solo: nessun tetto statutario ai bonus e nessun tetto statutario ai requisiti di puntata è noto, quindi ammontare, requisiti e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore. Non c’è un regolamento che dica quanto un bookmaker può chiedere di girare. C’è solo quello che ognuno scrive.

Il secondo punto è che il divieto del Decreto Dignità riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Art. 9, D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, in vigore; l’ADM lo riporta il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e di almeno 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto, all’art. 3, lett. l), promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile, e alla lett. m) consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il proprio logo (art. 15, comma 3). L’ADM aggiunge che la pubblicità a favore di operatori privi di concessione può attirare provvedimenti dell’AGCOM verso i mezzi.

Lo stato dell’applicazione, per come lo riporta la stampa nel 2025 e nel 2026: l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 il TAR Lazio ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia UE sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — l’esito non risulta e alla data della verifica il divieto è in vigore. Tutto ciò spiega una cosa che il giocatore nota e non collega: in Italia le promozioni dei bookmaker non si vedono in tv né sugli stadi, e arrivano per e-mail a chi ha già un conto. Non è timidezza commerciale, è una conseguenza normativa.

Su come funziona il meccanismo, la trappola ricorrente è il tipo di promozione. Un bonus in denaro accreditato sul saldo si preleva dopo aver soddisfatto i requisiti; il gioco gratuito no, e nella maggior parte dei casi la sua puntata non torna indietro con la vincita; un rimborso in gioco gratuito non è un rimborso in denaro; una quota maggiorata non è un bonus, è un prezzo migliore su una giocata sola; un’assicurazione multipla interviene solo sul biglietto che perde per un evento su N. Confondere queste forme è il modo più comune di restare delusi, ed è una delusione che si poteva leggere in anticipo.

Quanto al costo effettivo, la matematica è quella della sezione sulle quote: il margine del mercato su cui si gira è il prezzo di ogni passaggio, e il requisito di puntata è il numero di passaggi. Un requisito basso su un mercato con margine alto può costare più di un requisito alto su un mercato con margine basso, ed è per questo che le due informazioni vanno lette insieme o non si legge nulla.

Domande frequenti

Come faccio a sapere se un bookmaker ha davvero la concessione ADM?

Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e si verifica che il dominio .it su cui si gioca compaia tra le righe, con il numero di concessione e la società. La concessione è legata al singolo sito, non al marchio né al gruppo: lo stesso concessionario può comparire più volte con indirizzi diversi. E attenzione, l’elenco non ha una colonna per i giochi: serve a mostrare che quel sito è autorizzato, non che offra scommesse sportive.

Da puntata e quota, come si calcola la vincita?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota decimale: 10 € a quota 1,90 restituiscono 19 €, dei quali 9 € sono profitto netto. Nella multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un prezzo unico. Non stiamo parlando di un risultato certo: la quota è il prezzo offerto su un esito, non una previsione su quanto quell’esito sia probabile, ed è per questo che il mercato contiene già il margine dell’operatore.

Dalle quote si vede quanto trattiene il bookmaker?

Sì, ed è un conto che si fa in due passaggi. Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti del mercato e si divide 1 per quella somma: il risultato è la quota di ritorno. Su un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90 i reciproci danno circa il 105,3 %, il ritorno sta intorno al 95 % e il margine supera di poco il 5 %. Il valore vale per quel mercato, in quel momento, non per il bookmaker in generale.

Quali limiti di deposito si impostano su un operatore con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e la scelta è sua, non imposta dal sito. Abbassare il limite ha effetto immediato; alzarlo richiede sette giorni. AdmiralBet va oltre e chiede in registrazione limiti massimi di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite di legge in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non esiste: gli strumenti che vincolano sono i limiti del giocatore.

Le vincite delle scommesse sportive si tassano in Italia?

Sui siti con concessione ADM l’imposta unica è pagata dal concessionario, sulle scommesse a quota fissa raccolte a distanza al 24,5 % della differenza tra puntate e vincite, e nella lettura più diffusa il giocatore riceve il netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione della stampa di settore, non un documento dell’amministrazione finanziaria: per la propria posizione serve un commercialista.

Cosa si rischia su un sito di scommesse senza concessione?

L’operatore è oscurato a livello DNS, i mirror ricompaiono ma il blocco resta, e secondo l’ADM chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi (legge 401/1989, art. 4). Nel caso peggiore non si riesce a prelevare; nel caso fiscale, le vincite vanno dichiarate come redditi diversi.

Preparato dagli editori di «Guidapromozioni».

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