Ante-post scommesse 2026: dieci concessioni ADM, un solo test che conta

Updated Ottobre 2026
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Ante-post, in una parola, significa questo: il biglietto si gioca adesso e si incassa quando il torneo finisce. Le quote ante-post nascono mesi prima del calcio d’inizio, quando l’esito è ancora una scommessa dentro la scommessa — e la prima decisione del lettore non riguarda una squadra, ma il posto in cui mettere i soldi.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

La domanda che porta la maggior parte delle persone su questa pagina ha una risposta breve e verificabile. In Italia può raccogliere scommesse solo un concessionario autorizzato dall’ADM (ex AAMS), e la concessione è rilasciata per singolo sito, non per marchio. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, aggiornato al 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Fuori da quell’elenco non esiste un’offerta legale di scommesse sportive, e un marchio che non compare nell’elenco non è per questo privo di concessione: il mercato è più largo di dieci nomi.

Le dieci piattaforme ordinabili qui sotto sono confrontate sulle rispettive condizioni pubblicate, non su una classifica di merito. Non è una promozione: è il tentativo di dire, per ogni brand, a chi conviene e a chi no.

Verificato il 30 Ottobre 2026 sulle pagine di termini e condizioni e sulle schede degli operatori, oltre che sull’Elenco dei concessionari ADM.

Come scegliere, prima ancora di guardare le quote

Chi cerca ante-post cerca una strada. La strada esiste, e quasi sempre è una di quattro.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

C’è chi vuole il conto aperto in dieci minuti e non vuole firmare nulla a mano: registrazione con SPID o CIE, documento caricato, conto attivo, prima giocata la sera stessa. C’è chi vuole giocare un campionato intero, dal precampionato alla finale, e allora ha bisogno di un palinsesto largo e di un’assistenza che risponda quando a marzo manca ancora mezza stagione. C’è chi entra per un bonus di benvenuto e scopre solo dopo quanto vale davvero il bonus — e su questa pagina il conto lo facciamo insieme. C’è infine chi arriva da un sito estero e sta valutando se restare, e per costui la scelta non è tra due offerte ma tra due sistemi giuridici.

Il criterio che ordina tutto il resto è un numero di concessione e una riga di condizioni. Il numero si controlla in trenta secondi. La riga costa un’ora e decide molto di più.

Cosa cambia tra un concessionario ADM e un sito estero

Un operatore con concessione italiana porta con sé tre cose che non si vedono nelle quote. Passa dal Registro Unico degli Autoesclusi, quindi un giocatore autoescluso viene bloccato su tutte le piattaforme autorizzate in Italia e non solo su quella che ha lasciato. Subisce la vigilanza ADM sui limiti e sul palinsesto approvato. E offre un foro italiano se qualcosa va storto.

Un .com con licenza straniera non porta nulla di tutto ciò. La licenza estera non ha alcun valore in Italia, il dominio è soggetto a inibizione da parte dell’ADM, e — come l’ADM stessa scrive — al giocatore che partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari si applica la Legge 401/1989, art. 4, con ammenda e arresto fino a tre mesi. Non è un avvertimento di stile: è la posizione dell’autorità, riportata alla lettera.

Nessun marchio estero è nominato qui. La zona è descritta per quello che è: non protetta, senza RUA, senza strumenti obbligatori di limite, con un rischio penale che grava sul giocatore e non solo su chi organizza.

Limiti che si scelgono, non limiti che arrivano

Due brand della lista chiedono qualcosa sulla soglia di casa, ed è utile sapere cosa esattamente.

AdmiralBet, in registrazione, fa impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato; uno aumentato diventa operativo dopo 7 giorni. La finestra dei sette giorni è la parte interessante della regola: serve a togliere il giocatore dalla sera in cui ha appena perso.

bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Niente di nuovo sotto il sole, ma il numero è un indirizzo concreto e non uno slogan.

L’autoesclusione AdmiralBet copre 30, 60 o 90 giorni oppure un tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Sul resto, la regola generale sta nel D.Lgs. 41/2024, art. 15, comma 1: autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito secondo l’età e il comportamento del giocatore, messaggi automatici su durata e spesa, autoesclusione anche per categoria di prodotto e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nel bando non è nota.

Criteri della valutazione: concessione, condizioni, palinsesto

Un confronto tra concessionari regge su tre assi, e vale la pena dire come sono pesati, perché il peso cambia da lettore a lettore.

Il primo asse è la concessione: numero, concessionario e sito .it. Non è una formalità. La concessione è per sito, e una società può tenerne diversi — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Il concessionario, inoltre, quasi mai coincide con il marchio: Bwin è Eurobet Italia, Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò fanno capo ad Azzurri Limited. Chi cerca un responsabile legale lo trova nella riga di licenza, non nel nome sul palinsesto.

Il secondo asse è la condizione scritta: limiti, tempi di attivazione, strumenti di gioco responsabile, articolazione dell’eventuale bonus. Qui la differenza tra due brand non sta nel numero di righe delle condizioni ma in cosa una riga costa al giocatore.

Il terzo asse è il palinsesto, cioè il programma di eventi e tipi di giocata che il concessionario prepara per ciascun sito e che l’ADM approva, come lo definisce l’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024. Una scommessa si può accettare solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro il palinsesto di ciascun operatore, non è dato saperlo dall’esterno.

Come si legge una quota ante-post

Una quota decimale non è una previsione: è un prezzo. Contiene due cose, la probabilità stimata dell’evento e il compenso del bookmaker. La seconda è la parte che il giocatore non vede mai scritta e che qui proviamo a rendere visibile.

Il margine che il bookmaker trattiene

Il margine di un mercato si ricava dalle quote di tutti gli esiti di quel mercato, e non serve altro. Prendiamo un mercato a due esiti a quota 1,90 e 1,90 — un esempio illustrativo, non un prezzo quotato da qualche operatore.

La quota di ritorno del mercato è 1 diviso la somma di 1/1,90 e 1/1,90, cioè circa lo 0,95. Il margine è il resto: circa il 5 %. Il bookmaker si tiene intorno a cinque centesimi per ogni euro puntato su quel mercato, e li intasca qualunque esito esca, perché non scommette sull’esito — vende prezzi.

Quel 5 % è però un valore di comodo, ed è il motivo per cui va letto come una banda e non come un numero. Se le quote scendono a 1,85 e 1,85, il ritorno cala verso lo 0,926 e il margine sale oltre il 7 %. Se salgono a 1,95, il margine scende verso il 2,5 %. Su un mercato a tre esiti — il classico 1X2 — il margine tende a salire ancora, perché la terna di quote deve coprire tre possibilità invece di due. Il margine di un mercato non è il margine di un altro: quello di Under/Over non è quello di un handicap, quello di un mercato ante-post non è quello di una multipla costruita a mano. E il margine di un bookmaker non è quello del vicino.

Che cosa significa puntare su un torneo che non è ancora iniziato

La giocata ante-post si piazza su un evento futuro e resta in piedi anche mentre il torneo si svolge. Le condizioni che governano questa forma di scommessa sono quelle del regolamento generale del concessionario: cosa succede se una partita viene rinviata, se una squadra cambia nome, se un torneo si interrompe. Le regole sono nel regolamento dell’operatore, non in una norma di legge, ed è il regolamento che il giocatore accetta al momento della giocata.

Il palinsesto è lo strumento che rende reale questo passaggio: finché un evento non è approvato dall’ADM e inserito nel programma, non esiste una scommessa da accettare. È una formalità lenta e poco appariscente, ma spiega perché a volte un torneo annunciato non si trovi ancora sul sito.

Che cosa si può giocare, per legge

L’art. 6, comma 1, D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 (Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024) elenca i giochi offribili a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Le concessioni si assegnano con gara pubblica, durano al massimo nove anni senza rinnovo (art. 6, comma 3), i requisiti includono una società di capitali con sede nello SEE, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5), e le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025.

Il betting exchange merita una riga a parte perché è una specie diversa: l’art. 2, lett. u) lo definisce come la forma in cui il giocatore può fare il bookmaker o il puntatore e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair viene riportata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi con passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.

Legge italiana: cosa si può fare, cosa è vietato

Il quadro normativo è cambiato di recente e vale la pena non confondere le date.

Il regolatore è l’ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS. Il testo di riferimento è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza». Le licenze si chiamano concessioni e si vincono con gara pubblica: non sono licenze aperte, non si comprano a sportello.

L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, contiene 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. L’elenco non ha una colonna per i giochi: un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo. Stare nell’elenco, quindi, non dimostra da solo che un sito offra scommesse sportive: a dimostrarlo è il sito stesso, con il palinsesto e il conto gioco.

Il test pratico è questo: si apre la pagina dei termini dell’operatore, si cerca la riga della concessione con numero e ragione sociale, e si confronta la ragione sociale con la riga corrispondente dell’elenco. Non serve nessun altro passaggio, e nessun posto in un confronto editoriale vale una concessione. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Le modifiche successive al decreto del 2024 non risultano.

La concessione per sito e il concessionario dietro il marchio

La concessione è legata al sito, e questo produce due conseguenze che a prima vista sfuggono.

La prima: un marchio può essere uscito dall’elenco mentre la società che lo gestiva resta concessionaria per un altro dominio. Eurobet Italia S.r.l. amministra tre siti diversi, e la stessa logica vale per Goldbet Better Organization Italy, che compare come concessionaria sia di Goldbet sia di Lottomatica. Chi cerca «scommesse antepost sisal» o qualunque altro marchio specifico troverà quindi lo stesso numero di concessione sotto nomi diversi.

La seconda: un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive e non esercitarlo, oppure esercitarlo solo in parte. Per questo le pagine di confronto che mostrano un marchio «regolare» senza mostrare il palinsesto dicono meno di quanto sembri.

Il Decreto Dignità e la pubblicità

Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. L’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».

L’AGCOM è l’autorità che lo fa rispettare, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso, all’art. 3, lett. l), promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve un gioco sicuro e responsabile, e all’art. 3, lett. m) e all’art. 15, comma 3, consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. L’ADM aggiunge che la pubblicità a operatori privi di concessione può attirare provvedimenti AGCOM anche sui mezzi che la ospitano.

Sul fronte applicativo, la stampa di settore riporta che l’AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; che il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e che pende un doppio rinvio alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta, non una norma: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni; l’esito non risulta e alla data di verifica il divieto è in vigore.

C’è una distinzione che vale più di tutte le altre in questa sezione: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un «bonus di benvenuto» può esistere senza essere reclamizzato, e infatti esiste. Nessun tetto di legge al bonus e nessun tetto ai requisiti di puntata risulta, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Da qui in avanti, ogni volta che leggerete un requisito di puntata, ricordatevi che nessuno l’ha imposto per legge: l’ha scelto il bookmaker.

Imposta unica e vincite: chi paga

L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, come riporta la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote; prima erano il 43 % e il 47 %. Le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato saperlo.

Il giocatore, invece, non paga. Le vincite corrisposte da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: le vincite sono tassate alla fonte, il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla (stampa di settore, 2024 e 2026). È una ricostruzione giornalistica e non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiudiamo come va chiusa: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Il discorso cambia per le vincite da siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per i siti registrati od ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. Anche qui, la posizione va formulata come interpretazione dell’Agenzia delle Entrate e non come consulenza fiscale.

Siti inibiti e conseguenze per il giocatore

Offrire gioco a distanza ai giocatori italiani senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che non rispettano un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco opera a livello DNS e alcuni provider sono più lenti di altri. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, come riporta la stampa di settore (ordine del 24 settembre 2025); gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. Il risultato, in una parola, è «oscurati».

Il lato che riguarda il lettore è la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, che l’ADM il 28 febbraio 2024 riassume così: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.

voci di menù

Il confronto onesto tra i due mondi si riduce a poche righe. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza sul palinsesto, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com non autorizzato non porta nulla di questo, è esposto all’inibizione del dominio e — nella lettura dell’autorità — espone il giocatore a una sanzione penale.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che contano davvero

Un operatore può elencare trenta funzioni di gioco responsabile e perderne venti nella pratica. Qui interessano gli strumenti che producono un effetto verificabile, e sono tre.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione.

Il primo è il limite di deposito scelto in registrazione. L’art. 15, comma 1, lett. b), D.Lgs. 41/2024 prevede limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore, in base a protocolli approvati dall’ADM. In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile; le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale alla registrazione, una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. Il taglio immediato e la salita lenta sono l’intera architettura della cosa: la regola è costruita per rendere facile il passo indietro e difficile quello in avanti.

Il secondo è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. Blocca ogni piattaforma online autorizzata dall’ADM e anche le sale fisiche. L’art. 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore; una testata di settore riporta che dal 1° febbraio 2026 partono forme parziali di esclusione. Chi si autoesclude su un sito privo di concessione, però, non è protetto: quel sito non è collegato al RUA.

Il terzo è l’identificazione, che sembra burocrazia e non lo è. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa; gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia del documento oppure con SPID, e Goldbet anche con CIE attraverso un provider SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Un conto anonimo non può autoescludersi in modo sensato, perché non c’è un’identità da bloccare.

L’art. 15, comma 2 aggiunge un obbligo che quasi nessuno nota e che vale la pena citare: ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne di informazione o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Una nota sulla soglia di età, perché è il punto in cui la legge parla di tutela e non di prodotto. L’art. 3, comma 1, lett. a) indica la «tutela dei minori di età» tra i principi; le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco; e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Niente di negoziabile, e nessuna eccezione per i tornei a cui una persona è appassionata.

Calendario e competizioni: dove vivono le ante-post

Le ante-post esistono perché il calendario esiste. Un torneo ha una data d’inizio, una durata e una fine; il mercato ante-post nasce prima e muore con il primo fischio.

Il calcio è il terreno naturale: Serie A, Serie B, Serie C, Champions League, Europei, Mondiali. La Champions League in particolare ha un partner globale di scommesse ufficiale nella figura di bet365, che si presenta come Official Global Betting Partner della competizione e copre anche Premier League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live. Che un marchio sia partner della competizione non cambia una singola quota: cambia la visibilità, e la visibilità non è un margine.

Sui Mondiali la questione è temporale prima che tecnica. Un mercato ante-post sul torneo esiste per mesi, e in quei mesi cambiano le rose, gli infortuni e le qualificazioni; chi entra presto compra una quota più alta e accetta di saperne meno. È una scelta, non un errore, e conviene farla sapendo quale delle due cose si sta comprando.

Fuori dal calcio il calendario si allarga: tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e persino scacchi — e accanto agli eventi sportivi compaiono eventi di spettacolo (musica, cinema, tv, reality show) e di politica (elezioni). Questi ultimi sono dentro il palinsesto come qualunque partita, purché l’ADM li abbia approvati, e questo è il punto: non tutto ciò che sembra scommettibile lo è.

Gli eventi simulati e l’ippica

Una parte del palinsesto non ha nulla a che fare con il calendario reale delle competizioni.

Le scommesse su eventi simulati sono definite dall’art. 2, lett. v), D.Lgs. 41/2024: eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per scommesse sportive. Gli operatori le espongono in una sezione «Virtuali», e i numeri dichiarati sono notevoli: oltre 3.000 eventi virtuali al giorno in Sisal, dalle 7 del mattino alle 3 di notte; oltre 3.000 eventi virtuali al giorno in SNAI, con calcio virtuale a clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo; in Lottomatica calcio, trotto e galoppo e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio; in Eurobet partite simulate (Campionato, Big Match, Derby), Galoppo, Levrieri Reali e Palline 2.0.

L’ippica reale è, nella legge, due cose separate: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c), con le definizioni dell’art. 2, lett. h): vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili a totalizzatore, che richiedono una concessione propria. Se un marchio raccolga online i totalizzatori di ippica nazionale non è dato saperlo.

Come funziona un’ante-post, passo per passo

La sequenza è breve e vale la pena seguirla nell’ordine in cui accade davvero.

Si apre il conto di gioco. Registrazione, identificazione, scelta del limite di deposito; chi usa SPID o CIE salta la parte più lenta. Poi si versa: carta, PostePay o altra prepagata, e-wallet come PayPal, Skrill o Neteller, Satispay, bonifico, oppure voucher e ricariche in tabaccheria (SisalPay, Mooney). Ogni operatore ha la sua lista nelle condizioni, e vale la pena controllarla prima di scegliere il marchio, non dopo.

Un’alternativa è il punto vendita ricariche, previsto dall’art. 13, D.Lgs. 41/2024: l’ADM tiene un registro dei punti di ricarica (tabaccai, ricevitorie), che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non pagano vincite e non consentono prelievi; l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È una strada per chi non vuole mettere una carta sul conto, non un modo per prelevare.

Poi si sceglie il mercato. Nell’ante-post la differenza rispetto al pre-match è il tempo: la quota che vedete oggi è la quota che resterà ferma fino all’evento, a meno che non la giochiate — e su questo punto ogni operatore ha la propria disciplina. Le forme disponibili sono quelle note: singola, multipla, sistema, e nel mercato si va dal risultato esatto al numero di goal, ai tiri in porta, ai cartellini, ai rigori, al 1X2, Under/Over, GG/NG, DNB («rimborso in caso di pareggio»), handicap, combo.

Il passo successivo è la conferma: la schedina esiste solo dopo l’accettazione, e nell’ante-post questo passaggio è più pesante che altrove perché i tempi di conferma dipendono dal palinsesto e dalle regole del mercato. Infine si aspetta.

Cosa succede tra la giocata e l’esito

Il denaro resta impegnato. Non è un dettaglio contabile: è la differenza tra una giocata ante-post e una da sabato pomeriggio. Chi impegna una somma su un torneo che inizia tra due mesi ha comprato un’opzione, non un intrattenimento serale.

Nel frattempo può succedere che il mercato cambi. Le funzioni di chiusura anticipata esistono: il Cash Out di SNAI permette di chiudere la schedina prima della fine dell’evento, e il Cash Out di Sisal funziona allo stesso modo. Chiudere prima significa rinunciare a una parte del potenziale guadagno in cambio della certezza di una somma, e il prezzo lo fa il bookmaker. È una funzione utile e va capita come tale: non è una rete di sicurezza, è un secondo mercato.

L’evento, infine, viene risolto secondo il palinsesto approvato e le condizioni dell’operatore. Le partite rinviate, le qualificazioni che non arrivano, i tornei interrotti: le regole stanno nei termini, non in una legge.

Le quote ante-post e il tempo

Un’ultima cosa che il lettore impara solo giocando. La quota ante-post è più generosa di quella del giorno dell’evento — o almeno lo è se il mercato si muove nella direzione opposta alla vostra scelta. Il margine, invece, c’è sia oggi sia domani. Non esiste un momento dell’anno in cui il bookmaker rinunci al proprio compenso.

Bonus e free bet: cosa valgono davvero

Prima di guardare le dieci offerte, tre cose sul vocabolario, perché è il punto in cui le parole fanno più danni.

Un «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e resta quello che dice il nome: un credito aggiunto al conto. Ma il tipo conta più dell’importo. Un bonus in denaro non è una free bet; una free bet non è un «bonus senza deposito»; una free bet il cui importo non viene restituito con la vincita vale meno del suo valore nominale, perché la parte puntata non torna. Un bonus «senza rischio» rimborsato sotto forma di free bet non è un rimborso in denaro. Una promozione vincolata al deposito resta vincolata al deposito. Chi confonde le categorie finisce per confrontare un credito con un premio.

La seconda cosa è il requisito di puntata: ogni bonus va rigiocato, e il rigioco si conta in volte l’importo. Un bonus che vale 50 € con un rigioco pesante è una somma che il giocatore deve giocare molte volte prima di poter prelevare, e ogni giocata lascia al bookmaker il margine della sezione precedente. Su un bonus da 50 € con un requisito di dieci volte l’importo del bonus, il rigioco richiesto è di 500 €; con una puntata da 5 € significa circa 100 giocate; a un margine intorno al 5 % il costo medio atteso di quel rigioco è di circa 25 €. Sono stime su un percorso medio, non un esito garantito: su una singola giocata si può vincere molto o perdere tutto, e il conto qui descrive cosa costa in media, non cosa succederà.

La terza cosa è la quota minima accettata per far valere il rigioco. È il filtro che trasforma le condizioni in una gabbia: sotto quella soglia la puntata non conta, anche se è vincente.

E una nota che riguarda solo una parte del mercato: il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non il bonus. Le offerte esistono, la loro comunicazione no.

Valutazione: dieci concessionari a confronto

Marchio Numero di concessione e concessionario Cosa dicono le condizioni dell’operatore
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app consente schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Un palinsesto che va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e la funzione Cash Out
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live, accesso al conto con Touch ID e diretta streaming gratuita
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato e deposito minimo di 20 €
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con pre-evento e live su Premier League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming

La colonna centrale è quella che si controlla in trenta secondi e non richiede di credere a nessuno: numero di concessione e ragione sociale, così come li pubblicano gli operatori, da incrociare con l’elenco dell’ADM. È anche la colonna che smonta un’idea diffusa, cioè che marchio e concessionario siano la stessa cosa. Non lo sono, e in due righe della tabella il concessionario è lo stesso soggetto giuridico per due siti diversi. Chi ha un problema con un conto e cerca un responsabile deve guardare lì, non al logo.

La colonna di destra va letta per quello che è: il riassunto di ciò che l’operatore dichiara di sé. La differenza tra una riga e l’altra non è la lunghezza. È che alcune righe descrivono un prodotto — mercati, tipi di giocata — e altre descrivono un vincolo o un’offerta, e sono queste ultime a dire qualcosa su come il conto si comporta dopo l’apertura.

Il resto della tabella lo fa il lettore. Nessuna delle dieci righe contiene un margine, perché i margini non si ricavano dai comunicati: si ricavano dalle quote, e il metodo sta nella sezione sul margine del bookmaker.

Goldbet: una concessione, due siti, un palinsesto pieno

Goldbet compare nell’elenco con il numero ADM 16009 e la ragione sociale Goldbet Better Organization Italy S.p.a., che nel confronto è la stessa società dietro Lottomatica. È il primo dato da tenere a mente: un lettore che apre due conti su due marchi del gruppo non sta diversificando il fornitore legale.

L’app copre schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Sulle condizioni di quel bonus — rigioco, quota minima, finestra temporale — le informazioni pubbliche non dicono molto, e la prudenza suggerisce di leggere i termini prima del primo versamento.

Sui metodi di pagamento le informazioni pubbliche sono concentrate sul marchio gemello: l’app Lottomatica accetta tra i metodi per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri. Che valgano le stesse condizioni su Goldbet è probabile e non documentato, quindi va verificato nella pagina dei pagamenti.

L’app Goldbet è anche il posto dove si vede la differenza tra un concessionario che offre scommesse sportive e uno che le offre come prodotto secondario: qui il calcio è il centro, non un reparto. Per chi vuole un solo conto, aperto con calma e usato su Serie A e sulle coppe, la struttura regge.

Eurobet: l’unico catalogo che arriva fino alle elezioni

Eurobet è nell’elenco con il numero ADM 16012 e Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la società che gestisce anche Bwin e Gioco Digitale. È l’esempio più chiaro di un fatto che il lettore scopre tardi: il concessionario è uno, i siti sono tre, e la concessione è legata al sito.

Il palinsesto è la ragione per cui vale la pena guardare questo brand. L’app Eurobet Sport offre un programma che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets, e dall’app si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad.

Nella sezione Virtual ci sono partite simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli (Galoppo), corse di cani (Levrieri Reali) e Palline 2.0.

La domanda che questa scheda lascia aperta non è sul prodotto ma sull’uso: un mercato che include le elezioni è comodo per chi vuole coprire tutto l’anno con un solo conto, e irrilevante per chi gioca solo Serie A. Chi scommette quattro volte l’anno non ha bisogno di un palinsesto così; chi cerca un evento quando il campionato è fermo lo trova qui e difficilmente altrove.

SNAI: trecento eventi al giorno e il cash out che chiude prima

SNAI porta il numero ADM 16032 e la ragione sociale Snaitech Spa. Nel confronto è uno dei marchi con il palinsesto più denso di funzioni, e questo è il suo argomento principale.

L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Il Cash Out va letto per quello che è: una seconda quotazione sul vostro biglietto, fissata dal bookmaker, che vi restituisce una parte del potenziale in cambio della certezza. Utile, e mai gratuita.

La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. Con l’app si prenotano le scommesse e si ricarica o preleva nel punto vendita SNAI più vicino; una schedina giocata in negozio si scansiona con l’app per sapere subito se è vincente, e un biglietto si verifica inquadrando il QR Code stampato sul ticket.

Il conto di gioco si gestisce dall’app, dove si ricarica con più modalità, e l’assistenza è indicata come disponibile 7 giorni su 7. Per i nuovi utenti dell’app è previsto un bonus di benvenuto, oltre a promozioni settimanali e offerte periodiche — con le condizioni, come sempre, da leggere nel dettaglio dell’offerta.

La parte Virtual non arranca: oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, più scommesse live e streaming gratuito.

Il punto di attrito è la densità stessa. Chi apre un conto per una singola giocata ante-post su un torneo trova qui un’architettura pensata per l’uso frequente: My Combo, cash out, prenotazioni in negozio, assistenza quotidiana. Sono tutte cose che vale la pena avere, e tutte cose che invogliano a giocare di più.

Sisal: il conto che vive tra app e negozio

Sisal ha la concessione ADM 16020 con Sisal Italia S.p.a. È il caso più interessante del confronto per un motivo che non riguarda le quote: il conto gioco è costruito per funzionare in due mondi.

Dentro, l’app Sisal Matchpoint permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Sisal indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; il Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Fuori, con l’app si prenotano le scommesse e si ricarica o preleva nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si scansiona con l’app per sapere subito se è vincente. È una struttura che risolve un problema concreto: chi vuole gestire il conto in contanti, senza carta collegata, ha la rete fisica come sportello. Il rovescio è che il prelievo in contanti passa da un giro in negozio.

Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. La prima ricarica è quindi una condizione dell’offerta, non un passaggio facoltativo. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e accanto alle scommesse sportive l’app mette ippica, giochi di casinò e Sisal Tipster.

NetWin: il bonus che è denaro, con un tetto basso

NetWin è nell’elenco con il numero ADM 16035 e Netwin Italia S.p.a., ed è l’unico marchio del confronto per cui le informazioni pubbliche descrivono il bonus nel dettaglio invece di limitarsi a nominarlo.

L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e il codice promo SPORT-50 inserito al primo versamento. Tradotto: mettendo 20 € si ricevono 20 € di bonus, mettendo 50 € si ricevono 50 €, e oltre quella soglia il bonus non cresce più.

Le due condizioni cambiano il senso dell’offerta. «Bonus reale» significa credito in denaro e non una free bet, quindi in caso di vincita anche la parte bonus non va persa come accadrebbe con una free bet; è il tipo di offerta che conviene rispetto a un premio di pari valore nominale. «Conto verificato» significa che l’identificazione è un requisito dell’offerta, non solo un obbligo di legge: senza conto validato, il bonus non arriva.

Il tetto è il punto debole. Cinquanta euro al massimo sono, nella pratica, l’offerta di un bookmaker che vuole essere provato con poco. Chi punta a un credito a tre cifre non lo troverà qui, e chi vuole capire come funziona un operatore prima di affidargli somme serie lo fa con 20 € investiti il minimo.

Betsson: mercati classici su volumi enormi

Betsson porta il numero ADM 16027 e una ragione sociale che non ha nulla a che vedere con il nome sul sito: Azzurri Limited. È la stessa società dietro un altro marchio del panorama italiano, e questo rende la verifica della concessione un passaggio obbligato e non facoltativo.

L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Nessuna funzione spettacolare, nessun nome di fantasia: il catalogo è quello che un giocatore esperto si aspetta di trovare e usa tutti i giorni.

Il «& Casinò» nel nome dice qualcosa di utile. Betsson è un marchio che arriva al pubblico italiano con un’offerta di casinò accanto a quella sportiva, e per chi cerca il solo palinsesto calcistico questo non è né un vantaggio né un problema, purché i limiti autoimposti siano impostati pensando anche alla parte casinò. Le due cose hanno regole e permessi distinti, e un limite pensato per le scommesse non è automaticamente un limite pensato per il resto.

La scelta di Betsson è di quelle che si fanno per ragioni di sostanza: mercati standard, volumi alti, nessuna funzione da imparare. Chi cerca un colpo di genio nel prodotto resta deluso; chi cerca un posto dove il 1X2 c’è sempre e la combo si costruisce in trenta secondi lo trova.

AdmiralBet: le condizioni scritte meglio del confronto

AdmiralBet è il numero ADM 16048, Admiral Bet S.r.l., ed è l’operatore le cui condizioni — tra quelle visibili pubblicamente — dicono di più su come il conto si comporta dopo l’apertura.

In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sul fronte dell’autoesclusione le condizioni prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure un tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Vale la pena soffermarsi sull’effetto di queste due regole, perché sono la parte di AdmiralBet che nessuna quota racconta. Impostare tre limiti in registrazione è un lavoro di due minuti che la maggior parte degli operatori non chiede, e chiedere un limite settimanale di ricarica non è una formalità: è la differenza tra un conto che assorbe una serata storta e uno che la moltiplica. Il differimento di sette giorni su un aumento sposta l’effetto di ogni decisione presa a caldo.

Il rovescio della medaglia è che un lettore può trovare tutto questo scomodo. Chi apre il conto la sera della finale e vuole versare subito una somma sopra il limite che ha appena impostato non può farlo. È una frizione voluta, e va letta come tale: questo marchio è costruito per chi ha bisogno che qualcosa lo rallenti, e meno per chi non ne ha.

Betfair: chi fa il prezzo è il giocatore

Betfair è il numero ADM 16028 con Betfair Italia S.r.l., ed è l’unico marchio del confronto che opera anche in una forma di gioco strutturalmente diversa.

L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Fin qui è un bookmaker come gli altri. La differenza sta nell’exchange, la forma che l’art. 2, lett. u), D.Lgs. 41/2024 definisce come quella in cui il giocatore può fare il bookmaker o il puntatore e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo; Betfair è descritta come la prima in Italia, con la concessione 16028.

Le implicazioni pratiche sono due e vanno dette. Su un exchange la quota non la fissa il bookmaker ma la domanda e l’offerta degli altri giocatori, quindi il margine incorporato non esiste nella forma che conosciamo; al suo posto c’è una commissione sulle vincite, e le regole della commissione non sono note. E ci sono regole proprie dell’exchange italiano, che la documentazione di Betfair viene riportata contenere: una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Su una giocata da pochi euro, quel minimo non è un dettaglio.

Sul fisco, un articolo di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario — la stessa architettura descritta per l’imposta unica. Chi apre un conto exchange per la prima volta deve però mettere in conto una curva di apprendimento vera: si guarda una quota di scambio, non una quota di bookmaker.

bet365: il marchio globale che ricorda la burocrazia italiana

bet365 è il numero ADM 16030 con Hillside (New Media Malta) Plc, ed è il marchio con il profilo internazionale più marcato del gruppo.

Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live. Un partnership di quel livello si vede nel catalogo: chi gioca le coppe europee e le leghe straniere trova profondità, e chi cerca il campionato minore italiano spesso no.

Il profilo «globale» ha anche un risvolto italiano che conviene conoscere. Sul fronte del gioco responsabile gli strumenti elencati comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È il tipo di riga che sembra standard finché non si nota che non tutti la scrivono.

A questo si aggiunge un dato che riguarda la struttura del palinsesto italiano: a settembre 2026 l’ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Un evento in più nel programma approvato, e una prova che il palinsesto è un elenco vivo, aggiornato evento per evento.

Il profilo che esce da queste righe è quello di un operatore con un catalogo internazionale forte e un’offerta per il giocatore italiano più tradizionale. Chi vuole le coppe e le leghe estere ci sta bene; chi passa le domeniche su Serie B e Serie C guarderà altrove, e nella lista trova di meglio.

Lottomatica: bonus in evidenza e il marchio gemello

Lottomatica ha il numero ADM 16010 con Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — la stessa società di Goldbet, e su questo conviene tornare perché è il dato più utile della scheda.

L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita. I Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli (trotto e galoppo) e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Sul conto gioco i metodi di pagamento accettati per depositi e prelievi includono PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password.

Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali. Le condizioni del bonus — rigioco, quota minima, durata dell’offerta — non emergono dalle informazioni pubbliche, e vale la pena ricordare che un bonus settimanale ricorrente è una struttura pensata per far tornare il giocatore ogni settimana, non per premiarlo una volta.

Il punto vero è la sovrapposizione societaria. Due marchi, una società, una concessione per ciascun sito: chi ha un problema con uno dei due e cerca il responsabile trova lo stesso nome. Non è uno scandalo, è la forma normale della concessione per sito — ed è esattamente la ragione per cui la colonna della tabella con numero e ragione sociale va letta prima di tutto il resto.

Domande frequenti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si apre la pagina dei termini dell’operatore, si cerca la riga con numero di concessione e ragione sociale, e si confronta la ragione sociale con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM. L’elenco è per sito, non per marchio, e non ha una colonna per i giochi.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è puntata per quota: 10 € a quota 2,50 restituiscono 25 €, di cui 15 € di profitto netto. Su una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un prezzo unico. La quota non dice nulla sulla probabilità reale dell’evento, solo sul prezzo pagato.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si prende 1 diviso ogni quota del mercato, si sommano i risultati e si fa 1 diviso la somma: su 1,90 e 1,90 il ritorno è circa 0,95, quindi il margine è circa il 5 %. Su 1,85 e 1,85 sale oltre il 7 %, su 1,95 scende verso il 2,5 %.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, come previsto dall’art. 15, comma 1, lett. b), D.Lgs. 41/2024: una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni. AdmiralBet chiede anche limiti di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

No, se il pagamento arriva da un concessionario ADM: il prelievo cade sull’operatore e il giocatore riceve la somma netta senza dichiarare nulla. È una ricostruzione della stampa di settore, quindi per il proprio caso conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti esteri sono un capitolo diverso.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non autorizzato?

Nessuna licenza estera vale in Italia, il dominio può essere inibito dall’ADM — un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini — e il sito non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta senza protezione. L’ADM richiama la Legge 401/1989, art. 4: ammenda e arresto fino a tre mesi per chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari.

Creato dalla redazione di «Guidapromozioni».

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