Cartellini scommesse 2026: un giallo vale 1 punto, ma non in ogni mercato

Updated Ottobre 2026
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Aggiornato al 30 Ottobre 2026 — concessioni e numeri di conto verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM, ex AAMS).

Una scommessa sui cartellini sembra il mercato più semplice del palinsesto: undici uomini in campo, un arbitro con due tasche e un numero da indovinare. Poi leggi il regolamento e scopri che il giallo semplice vale un punto, che un doppio giallo seguito da rosso ne vale tre in un mercato e due in un altro, che in certi mercati il rosso non esiste proprio, e che l’espulsione di un allenatore non conta nulla nemmeno se il direttore di gara lo caccia al novantesimo. Il mercato cartellini è un gioco a regole scritte, e le regole sono la parte che costa. Chi punta sulla sensazione — «si arrabbiano, è un derby» — gioca contro un regolamento che ha già deciso in anticipo cosa conta e cosa no, e contro una quota che ha già incorporato l’idea che si arrabbino. Qui sotto c’è il meccanismo per intero: come nasce il mercato in Italia, quali strumenti l’operatore deve metterti in mano, come si legge il margine dentro una quota — e, brand per brand, chi lo offre e su quali basi.

Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno
Nelle scommesse sui cartellini di William Hill un cartellino giallo vale 1 punto e un cartellino rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore.

La concessione ADM: perché il mercato italiano comincia da un timbro

Il primo fatto del gioco legale in Italia non è una quota: è un nome su un elenco. Per offrire scommesse a un giocatore che si trova in Italia, un bookmaker ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza: la rilascia ADM (ex AAMS) per singolo sito, e il sito autorizzato vive su un dominio .it. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza».

Le concessioni non si comprano al banco. Sono assegnate per gara pubblica, e l’ultima è quella del settembre 2025: 52 concessioni a 46 società su 93 domande, circa 7 milioni di euro per nove anni ciascuna, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. L’art. 6, comma 3 fissa il tetto della durata: nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti del bando, art. 6, comma 5, figurano una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3): è una garanzia noiosa e preziosa, perché significa che il perimetro di regole che firmi oggi non cambia sotto i piedi a metà partita.

Concessione per sito, non per marchio

Qui si apre la prima distanza tra quello che il giocatore crede e quello che l’elenco dice. La concessione è legata al singolo sito, non alla società: una stessa azienda può tenerne più di una. Eurobet Italia S.r.l. compare con Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, tre righe distinte. E il nome del concessionario quasi mai coincide con l’insegna: dietro Lottomatica c’è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., dietro Betsson e Starcasino c’è Azzurri Limited, dietro William Hill c’è William Hill Malta Plc. Chi cerca il marchio nell’elenco e non lo trova non ha trovato nulla: deve leggere la riga della licenza nelle condizioni del sito.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Tra i mercati di calcio di Goldbet, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini.

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna agganciata a un sito .it. È pubblico, sta sul sito di ADM, e leggerlo è l’unico test serio di chi ha titolo per accettare la tua giocata. Il resto — la posizione in una comparativa, un banner, una recensione — non è una concessione e non vale come prova.

Cosa l’elenco non ti dice

La seconda cosa da sapere è che l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casino, all’exchange e al bingo. Tradotto: un nome sull’elenco autorizza qualcuno a raccogliere gioco in Italia, non dimostra che quel qualcuno raccolga scommesse sportive. L’offerta sportiva la mostrano il sito e l’app dell’operatore, non la riga di ADM. Il ragionamento si applica anche agli assenti: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Non esserci non è una condanna morale — è un fatto con conseguenze, e le conseguenze sono il pezzo successivo.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Per i punti cartellino di William Hill un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti.

Un palinsesto approvato evento per evento

Poi c’è il palinsesto. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi — sportivi, incluse le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. La conseguenza è secca: si può scommettere solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. A settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga è materia che nessun elenco pubblico riassume.

Il quadro normativo include cose che il giocatore non vede e che però esistono sulla sua schedina. Le scommesse su eventi simulati — art. 2, lett. v): competizioni sportive generate al computer, ippiche e non, mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato — stanno dentro la concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose separate: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté), che richiedono una concessione propria. Il betting exchange — «punta e banca» — è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair è descritta come la prima a portarlo in Italia con la concessione 16028, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50. Un articolo di stampa del 2024 aggiunge che sulla vincita il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è una domanda senza risposta pubblica.

Cosa rischi davvero fuori dalla concessione: il conto che non si vede

Il confronto onesto tra un operatore con concessione ADM e un sito .com che accetta giocatori italiani non si gioca sul catalogo. Si gioca su ciò che manca dall’altra parte, e la differenza si materializza nel momento peggiore possibile: quello in cui vuoi i tuoi soldi o vuoi smettere.

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 organizza la risposta: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM pagano da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e qualche fornitore resta indietro: un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo quanto riportato dalla stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», non «chiusi»: il marchio senza concessione non finisce in prigione, gli cambia la porta.

La sanzione che riguarda il giocatore, non l’operatore

Qui la normativa smette di parlare di siti e comincia a parlare di te. ADM, il 28 febbraio 2024, cita la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4: la norma «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Non è un avvertimento di marketing: è la lettura che dà della legge l’autorità che rilascia le concessioni, e riguarda chi scommette, non solo chi mette il banner. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro un giocatore sono fuori dal perimetro di ciò che si può documentare, ma la regola è scritta e si applica.

Per gli operatori esiste anche l’art. 4, comma 4-bis della stessa legge, che copre la raccolta di giocate in Italia anche quando le scommesse vengono accettate all’estero.

Le tre cose che un sito senza concessione non ti dà

Il punto pratico sta in tre strumenti che il giocatore dà per scontati finché non ne ha bisogno.

Il primo è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. Un’autoesclusione registrata lì blocca ogni piattaforma online con licenza ADM e anche le sale sul territorio. Un sito senza concessione al RUA non è collegato: chi si è autoescluso lì resta senza protezione, e l’autoesclusione è esattamente lo strumento che serve a chi ha già capito di doversi fermare.

Il secondo è la vigilanza. Su un concessionario ADM ci sono un’autorità, un elenco pubblico, un regime fiscale fisso per la durata della licenza e un foro italiano. Su un .com con licenza straniera ci sono le condizioni di un’azienda che non risponde a nessuno di questi soggetti.

Il terzo è il denaro. Le vincite pagate da un concessionario ADM, secondo quanto riportano la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: si legge «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non deve indicare nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: prima di farci affidamento conviene consultare un commercialista. Sulle vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri il discorso cambia natura: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR sull’intero importo ricevuto e senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Il quadro di insieme è meno drammatico e più concreto di come lo raccontano i forum. La zona offshore non è un Far West dove vinci di più: è una zona senza RUA, senza autorità di riferimento e con un obbligo dichiarativo che nessuno ti ricorda. Il vantaggio che promette esiste solo finché non succede niente.

Le regole che l’operatore ti deve mettere in mano

La normativa italiana sul gioco responsabile ha una caratteristica rara: non chiede all’operatore di essere gentile, gli chiede di consegnare strumenti che funzionano anche contro il suo interesse commerciale. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca cosa deve esserci: auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Poi c’è l’art. 15, comma 2, che è la parte che nessuno cita e che vale la pena leggere due volte: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È il bookmaker che paga la pubblicità che gli dice di non giocare troppo.

Il limite di deposito: si sceglie alla registrazione

Il primo strumento che il giocatore incontra è anche quello che conta di più, perché è l’unico che agisce prima della giocata. Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione. La direzione della modifica non è simmetrica, ed è la regola che il giocatore scopre sempre nel momento sbagliato: un limite abbassato ha effetto immediato, un limite alzato richiede sette giorni di attesa. La conseguenza è una sola e va detta senza girarci intorno: la sera in cui hai deciso di fermarti il sistema ti obbedisce subito, la sera in cui hai deciso di ricominciare ti mette a sedere per una settimana. Chi trova quel ritardo irritante ha appena ricevuto la dimostrazione che lo strumento funziona.

Il quadro è completato dai requisiti identificativi. Un conto di gioco richiede l’identificazione piena; gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e quella con SPID. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori. SPID e CIE sono tra i metodi di identificazione che alcuni operatori mettono a disposizione accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Autoesclusione: dal limite di prodotto al blocco totale

C’è una differenza grande tra limitarsi e uscire, e l’ordinamento la conosce. L’art. 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che fissa il giocatore stesso. L’autoesclusione non temporanea, quella che chiude tutto, passa dal RUA e blocca ogni piattaforma online con licenza ADM e le sale sul territorio: è lo strumento con la portata più larga che esista in Italia, e per questo è quello che conviene conoscere prima di averne bisogno, non dopo.

Il funzionamento cambia sotto i piedi. Le condizioni degli operatori prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un sito riporta anche l’introduzione di forme parziali di esclusione a partire dalla stessa data. La conseguenza per chi legge è che il periodo scelto oggi e le regole che lo governano sono quelli che trovi nella versione delle condizioni accettate al momento dell’attivazione: la durata che ricordi da un’altra piattaforma non è la durata che ti verrà applicata.

Età, tempo e denaro: chi decide cosa

Manca un tassello, e conviene dirlo ad alta voce perché è quello che i giocatori cercano di più e trovano di meno. Un tetto statutario in euro sulla puntata nelle scommesse sportive non risulta: gli strumenti vincolanti sono le auto-limitazioni del giocatore e il limite di deposito che il giocatore sceglie alla registrazione. Il limite di deposito che ADM fissa nel bando di gara, quello richiamato dall’art. 6, comma 5, non è noto nella sua cifra. Un giocatore che cerca un numero imposto per legge e non lo trova non sta sbagliando ricerca: sta cercando una cosa che il sistema italiano non ha costruito così, perché ha scelto di far decidere il limite al giocatore e di controllare la coerenza della scelta dall’altra parte.

Sulla tutela dei minori il principio è nell’art. 3, comma 1, lett. a) — «tutela dei minori di età» — e le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, con l’età fissata a 18 anni dalla legge italiana. Esiste anche un provvedimento dirigenziale di ADM sulle scommesse e i minori che richiama il DM 111/2006, il cui contenuto non è pubblico. Chi ha un figlio che gioca lo cerchi sul sito dell’autorità, non in un blog.

Come si compone una giocata sui cartellini

Il mercato cartellini nasce come variante di una cosa che il giocatore italiano già conosce: la schedina da compilare con la penna. Cambia l’oggetto della previsione. Al posto del risultato si contano i provvedimenti disciplinari, e il conto non è mai quello che l’occhio dello spettatore registra.

Il punto cartellino: giallo uno, rosso due

William Hill è il concessionario di cui si conosce il regolamento in dettaglio, e il suo regolamento è la lezione più utile del mercato. Nelle scommesse sui cartellini un cartellino giallo vale 1 punto e un cartellino rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore. Il tetto è la parte interessante: un giocatore che prende un giallo, poi un secondo giallo e poi vede il rosso non accumula quattro punti e nemmeno cinque, si ferma a tre. Il regolamento ha deciso di chiudere la scala proprio sul caso più frequente di confusione, e la conseguenza è che le partite nervose — quelle con un’espulsione per doppia ammonizione — non pagano quanto il giocatore si aspetta.

Doppio giallo, rosso diretto, e il rosso che sparisce

I mercati che contano i punti cartellino trattano le due espulsioni in modo diverso: un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti. Suona contorto e ha una logica: il doppio giallo è una somma di ammonizioni, il rosso diretto è un unico provvedimento di gravità superiore. Un giocatore espulso per doppia ammonizione vale più di uno espulso per fallo da ultimo uomo.

Poi c’è la variante che ribalta il conto. Nei mercati che contano soltanto i cartellini gialli lo stesso operatore assegna due punti al doppio giallo e non considera alcun cartellino rosso nel conteggio finale. Qui la cosa da capire non è la cifra ma il fatto che il colore del mercato decide quali eventi esistono: in un mercato «solo gialli» il rosso non è un evento a valore doppio, è un evento che non c’è. Un’espulsione diretta al decimo minuto che il giocatore conta come «due punti sicuri» non entra nella colonna. Chi ha in mano una giocata su un mercato solo gialli e vede un’entrata in ritardo non ha perso punti: non ha mai avuto quei punti.

Chi entra nel conteggio e chi resta in panchina

La seconda famiglia di regole riguarda le persone. Nei mercati sui cartellini gialli e rossi le giocate riguardano soltanto i giocatori in campo: sono escluse le espulsioni dei giocatori in panchina, quelle degli allenatori e degli altri membri dello staff, e quelle comminate dopo la fine della partita. La regola è netta e ha conseguenze che il giocatore scopre guardando le immagini in diretta. Il viceallenatore cacciato a bordo campo per proteste non vale niente. La panchina che si svuota nel recupero non vale niente. Un cartellino mostrato dopo il triplice fischio — succede, e succede nelle partite tese — non vale niente, anche se il giocatore lo ha visto con i suoi occhi e lo ricorderà come parte della partita. Il perimetro del mercato è il rettangolo di gioco e i suoi undici per parte.

Come si risolve un mercato che resta contestato

La terza famiglia riguarda la fonte. William Hill referta le scommesse su risultato, marcatori e cartellini in base ai dati del sito ufficiale della manifestazione; solo se non sono disponibili si usano i dati OPTA e, in casi particolari, la registrazione video del match. La conseguenza è una gerarchia, non una media: il dato ufficiale prevale, e la registrazione video è l’ultima spiaggia per i casi limite in cui persino i provider di statistiche non si mettono d’accordo. Per chi punta sui cartellini questo è il vero motivo per cui un mercato apparentemente banale resta aperto qualche minuto dopo il fischio finale. Il conteggio dei cartellini viene verificato su una fonte, e la fonte non è il tuo ricordo.

Dal pronostico singolo alla combinazione

L’ultimo pezzo del meccanismo è come si impacchetta una previsione. Le tipologie di giocata restano quelle del palinsesto italiano: singola, multipla, sistema. Un sistema ripartisce la stessa previsione su più combinazioni e quindi non è una multipla più cara, è una giocata di natura diversa, con una struttura di esito che può restituire qualcosa anche con un errore. Nella famiglia delle combinazioni costruite sulla stessa partita esiste il Player Builder di William Hill, che permette di unire, per esempio, un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta. Sono tre mercati, un evento e una quota unica: la comodità si paga nel fatto che ora hai tre modi di sbagliare invece di uno, e uno dei tre è un cartellino.

Dal pronostico alla quota: come nasce il prezzo di un mercato cartellini

A questo punto il pronostico c’è, ma non è ancora un prezzo. Tra l’idea — «nel derby si menano» — e il numero stampato sulla schedina c’è un passaggio che il giocatore non vede e che decide quanto incassa se ha ragione.

La quota è la puntata che torna, non il guadagno

La regola di base sta nell’art. 6, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 quando parla di scommesse a quota fissa: la vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata. Fissata al momento della giocata è la locuzione che conta, perché la quota si muove continuamente e quella che resta a te è quella che era ferma quando hai confermato. Un 2,00 preso la mattina e sceso a 1,80 prima del fischio non ti danneggia: il prezzo è bloccato.

La quota però non è il guadagno. Con una puntata di 10 € a quota 1,85 la vincita è 18,50 €, dei quali 8,50 € sono profitto netto e 10 € sono il ritorno della tua stessa puntata. Molti giocatori parlano di «18 € di vincita» intendendo 18 € di guadagno, ed è il tipo di errore verbale che non costa nulla finché non si fanno i conti sui prelievi di un anno intero.

Cosa resta dentro la quota

Il numero che si legge sulla schedina non è la probabilità della partita. È una probabilità gonfiata di tutto il margine del bookmaker, e art. 6 o art. 15 non c’entrano: è aritmetica di mercato. Su un mercato a due esiti proposto a 1,90 e 1,90, la quota è alta e la partita sembra corta; ma se i due esiti fossero davvero equivalenti, ciascuno pagherebbe 2,00. Il prezzo più basso è la parte che l’operatore trattiene.

Vale la pena fare il conto, perché è il calcolo che il giocatore non fa mai e che cambia il modo di guardare un mercato cartellini. Un mercato illustrativo a due esiti proposto a 1,90 per parte: la somma degli inversi delle due quote dà 1,0526 circa, quindi la quota è pagata al 95 % circa di quanto raccoglie, e il margine del bookmaker si aggira sul 5 % del volume giocato su quel mercato. Non è un prezzo reale, è un esempio: 1,90 e 1,90 non è una quota quotata da nessun operatore, è la cifra tonda che permette di vedere il meccanismo. Su un mercato a tre esiti come l’1X2 lo stesso ragionamento dà un margine più alto, e su una combinazione di più selezioni i margini delle singole gambe si compongono: prendere tre prezzi con lo stesso margine incorporato significa pagare la somma dei tre, non la media. Il margine sale, l’ampiezza della forbice tra il prezzo vero e il prezzo pagato cresce, e su una multipla da cinque gambe il costo implicito è una voce che nessun totale ti metterà in evidenza.

Il margine non è un voto di disonestà: è ciò che tiene in piedi l’operatore e finanzia lo 0,2 % di comunicazione responsabile e la concessione da 7 milioni di euro. Resta il fatto che su un mercato cartellini, dove il prezzo te lo costruisci contro un regolamento complesso, il margine è la parte di scommessa che stai regalando a prescindere dal risultato.

Che cosa pesa quando confronti due concessioni

Se l’obiettivo fosse solo giocare, qualunque operatore con la riga giusta su quell’elenco andrebbe bene. Non è così, e la differenza tra due concessionari non sta nella legalità — quella è un requisito di partenza, non un vantaggio competitivo — ma in quattro cose che si sentono tutte dopo.

Il regolamento. I mercati cartellini sono una nicchia tecnica e la sua profondità dipende da quante varianti l’operatore ha deciso di costruire. William Hill è l’unico marchio del confronto per cui il regolamento dei punti cartellino e delle sue varianti è documentato in dettaglio: giallo 1 punto, rosso 2, massimo 3 per giocatore, doppio giallo con rosso 3, rosso diretto 2, solo gialli con doppio giallo a 2 punti e nessun rosso nel conteggio, e l’esclusione di panchina, staff ed espulsioni dopo il fischio finale. Tutto questo è la versione William Hill. Non si trasferisce agli altri, e il giocatore che cambia concessionario lo ricerchi nelle condizioni del nuovo operatore prima di puntare.

Il margine. Il margine di ogni mercato è quello dell’operatore che lo prezza. L’esempio a 1,90 e 1,90 mostra come si forma; i margini effettivi sui mercati cartellini sono di ogni singolo bookmaker e non si possono confrontare qui.

Gli strumenti di conto. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi; in registrazione lo stesso operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con il limite ridotto efficace subito e quello aumentato dopo 7 giorni. Su bet365 gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Sono due set diversi di tutele, entrambi sopra la soglia di legge.

Il modo in cui si apre il conto. Alcuni operatori spingono sull’identificazione digitale: per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, con il gioco vietato ai minori di 18 anni. Chi ha già lo SPID risparmia il passaggio della copia del documento; chi non ce l’ha e sceglie il modulo classico deve ricordarsi la finestra dei 30 giorni, perché il conto che resta non convalidato si sospende e blocca i prelievi.

Il formato del confronto

La tabella che segue mette fianco a fianco i dieci concessionari per due materie sole: chi risponde della licenza davanti ad ADM, e cosa le condizioni dell’operatore dichiarano sull’oggetto di questa pagina. Non c’è una colonna sulle quote, perché una quota appartiene a un evento, a un mercato e a un istante preciso, e una quota senza quelle tre coordinate è un numero decorativo. La colonna sul soggetto non è una graduatoria.

Marchio Concessione e concessionario Cosa dichiarano le condizioni sul mercato cartellini
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Regolamento dei punti cartellino pubblicato: giallo 1 punto, rosso 2, massimo 3 per giocatore, varianti per doppio giallo e rosso diretto
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. —
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Tra le giocate proposte figurano i mercati su rigori ed espulsioni
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. —
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited —
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. —
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. —
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited —
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. —

Il numero di concessione è la riga che nessun operatore può nascondere: sta nelle sue condizioni, e si trova anche nell’elenco di ADM, che ha 52 righe al 25 ottobre 2026. La colonna sul soggetto dice l’unica cosa che si può dire senza inventare: dove il regolamento dei cartellini è pubblicato lo si vede, dove non lo è il giocatore non ha perso nulla di sostanziale — ha solo più lavoro da fare, perché il conteggio dei punti va letto nelle condizioni di chi accetta la giocata, e le condizioni sono diverse da un marchio all’altro. Due righe della tabella portano lo stesso nome societario: Azzurri Limited risponde di Betsson e di Starcasino perché il concessionario non è il marchio.

I dieci concessionari, uno per uno

Ogni scheda qui sotto è un marchio presente sull’elenco ADM dei siti autorizzati al gioco a distanza, con il suo numero di concessione e le sue caratteristiche sportive descritte come le raccontano le condizioni e le schede delle app dell’operatore. Non è una classifica e non è una raccomandazione: descrive ciò che ciascun concessionario mette a disposizione di chi cerca scommesse sui cartellini o sui mercati che le stanno accanto, e dove la base informativa è più larga.

Eurobet: un profilo tecnico e una base cartellini non documentata

Eurobet opera con la concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul proprio sito .it. Nelle schede dell’applicazione il marchio mette in evidenza la ricchezza della struttura di gioco: si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets.

La panoramica dei mercati su cui è costruita questa pagina non trova, per Eurobet, un riferimento specifico ai cartellini. Chi arriva qui cercando «cartellini scommesse» e si ferma su questo nome deve quindi fare l’unica cosa che serve davvero: aprire il palinsesto di una partita, cercare la voce dei cartellini e leggere il regolamento agganciato a quel mercato, perché il conteggio dei punti è una clausola delle condizioni e non un dato di cultura generale.

Il giocatore che tiene un numero alto di schedine aperte è quello che apprezza di più la raccolta ordinata di My Bets, perché è lì che si capisce quanto è davvero esposto senza dover ricostruire a memoria. Il verdetto è semplice: un concessionario solido e con una struttura di gioco completa, che su questa nicchia non offre un argomento specifico né in un senso né nell’altro, e che va quindi valutato su come organizza il conto e non su quante varianti di cartellini promette.

William Hill: il regolamento più dettagliato del confronto

William Hill opera con la concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul proprio sito .it, ed è il marchio che su questo argomento ha la documentazione più larga dell’intero confronto. Il regolamento sport pubblicato nelle sue pagine di aiuto definisce il punto cartellino nel dettaglio: giallo 1 punto, rosso 2 punti, massimo 3 punti per giocatore; nei mercati che contano i punti cartellino il doppio giallo con rosso vale 3 punti e il rosso diretto 2; nei mercati sui soli cartellini gialli il doppio giallo vale 2 punti e nessun rosso entra nel conteggio finale. Le giocate sui cartellini gialli e rossi riguardano soltanto i giocatori in campo, con l’esclusione delle espulsioni dei giocatori in panchina, degli allenatori e degli altri membri dello staff e di quelle comminate dopo la fine della partita. Il referto si basa sui dati del sito ufficiale della manifestazione e, solo in loro assenza, sui dati OPTA e in casi particolari sulla registrazione video del match. Sul lato delle combinazioni, il Player Builder permette di unire sulla stessa partita un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta.

Sul fronte del bonus di benvenuto il marchio segue il registro delle tranche. Il Benvenuto Sport prevede un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.

Vale la pena fermarsi un momento sulle due cifre che questo pacchetto mette insieme, perché sono la sintesi più chiara di come il mercato italiano confeziona un «bonus». La parola pieno 100 % si scontra con il tetto di 50 €, che è il massimo che l’offerta può valere; e soprattutto si scontra con il requisito di quota minima 5.00 su multiple di almeno 5 selezioni. Non è una condizione da leggere in fretta: significa che per far girare ogni tranche da 10 € serve una giocata costruita incrociando cinque partite a una quota complessiva pari almeno a 5.00, e una multipla così costruita ha la funzione di trasformare dieci euro di bonus in una scommessa che di solito finisce prima del fischio dell’ultima partita. Le cinque selezioni, per inciso, possono comprendere un mercato cartellini: la quota minima del 5.00 rende però il cartellino un mattone costoso da incastrare in una combinazione, perché il prezzo di un mercato disciplina è quasi sempre basso e sale solo sommando altri mercati, che sommano a loro volta margine. La tranche da 10 € è anche il motivo per cui il bonus non si incassa come una somma sola: si incassa a pezzi, e ogni pezzo va consumato con una giocata che rispetti le stesse regole.

Il verdetto su questo marchio è che il regolamento dei cartellini è il suo argomento più forte e non ha bisogno di aiuto: chi vuole scommettere sui punti cartellino sapendo in anticipo cosa conta e cosa non conta trova qui il testo che glielo dice, cosa che nel confronto non offre nessun altro con lo stesso dettaglio. Il bonus, invece, va letto come una spinta a giocare multiple lunghe più che come denaro disponibile, e chi punta sui cartellini per passione e non per combinazione deve mettere in conto che le due cose — il regolamento chiaro e la promozione rigida — appartengono allo stesso operatore.

Lottomatica: un catalogo ampio con una nota sui cartellini assente

Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul proprio sito .it. La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Il quadro che ne esce è quello di un operatore costruito attorno al volume di eventi e alla copertura in diretta. Chi scommette sui cartellini guarda però la partita in modo particolare: gli serve il numero di provvedimenti, non il risultato, e la differenza sta tutta nei minuti in cui i cartellini arrivano. Su questo punto il marchio non offre un riferimento documentato nella panoramica dei mercati da cui muove questa pagina, e la conseguenza pratica è una sola: il regolamento dei punti va letto sul palinsesto della singola partita, nel momento in cui quel mercato compare.

C’è anche un dettaglio societario che vale più di quanto sembri. Il concessionario di Lottomatica.it è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., e Goldbet è un marchio distinto che compare con il proprio nome nello stesso perimetro di licenza: due insegne, una storia industriale, regole proprie ciascuna. Chi apre contemporaneamente un conto su entrambi non sta usando due operatori della stessa concessione, e non deve aspettarsi che le condizioni dell’uno valgano per l’altro.

La copertura è la ragione per cui questo nome entra nel confronto: un palinsesto largo significa più partite su cui cercare un mercato disciplina, anche minore, anche esotico. Su questo mercato, però, la copertura ampia non è di per sé una risposta.

Sisal: dove i cartellini vivono accanto a rigori ed espulsioni

Sisal opera con la concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., sul proprio sito .it. Il suo catalogo è uno dei più articolati nel confronto. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Le espulsioni sono il dato che interessa questa pagina, perché sono la materia prima del mercato cartellini ridotta all’osso. Un mercato sulle espulsioni chiede la stessa cosa che chiede un mercato sui punti cartellino — quanti provvedimenti prenderà una partita — ma senza la scala dei punti e senza il lavoro di somma tra giallo e rosso. Per chi cerca «cartellini scommesse» e non ne ha mai giocato uno, la differenza da capire è che le due giocate non si comportano allo stesso modo: una chiede un ordine di grandezza, l’altra chiede il rispetto di un regolamento di conteggio. Chi trova le espulsioni e crede di aver trovato i cartellini si sta preparando a leggere regole diverse da quelle che immagina.

Il cash out merita un secondo sguardo, perché in un mercato disciplina cambia il calcolo. Chiudere una giocata prima della fine serve quando la previsione è costruita su un evento che può arrivare in qualunque momento della partita: un’espulsione al ventesimo minuto sblocca il mercato, e a quel punto l’offerta di chiusura ha già incorporato il vantaggio. La conseguenza per il giocatore è che l’uscita anticipata è una scelta, non un regalo, e il prezzo della scelta lo paga chi la esercita.

Il verdetto è che Sisal offre la gamma più larga nel confronto sui mercati che stanno intorno alla partita, e che chi cerca un mercato disciplina trova qui la porta accanto giusta. Chi cerca i punti cartellino in senso stretto non trova in questa scheda un motivo per preferirlo agli altri, e fa bene a considerarlo un operatore da valutare sul resto dell’offerta.

AdmiralBet: dove la tutela è la parte più documentata

AdmiralBet opera con la concessione ADM n. 16048, intestata a Admiral Bet S.r.l., sul proprio sito .it, e le sue condizioni sono le più esplicite del confronto sul versante degli strumenti di controllo. Prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e tratta le modifiche in modo asimmetrico: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Tre limiti diversi chiesti al momento dell’iscrizione sono una cosa che il giocatore non incontra ovunque, e la formula «massimo» li rende vincolanti in entrambe le direzioni. Per chi punta sui cartellini questo ha un effetto collaterale poco ovvio: un mercato disciplina invita alla sessione lunga, perché la tentazione è guardare molte partite e giocare su ognuna. Un limite di tempo su base giornaliera è esattamente l’attrezzo che intercetta quel comportamento, e averlo impostato in registrazione significa non doverlo impostare quando è già tardi.

Sul versante dei mercati non c’è in questa scheda un riferimento specifico ai cartellini, e il giocatore fa bene a non darlo per scontato: l’offerta sportiva di un marchio con un’anima da casino si legge sul palinsesto, non sulle promesse. La scelta di questo operatore si fa sui limiti, non sulla nicchia. Chi ha bisogno che il sistema gli metta un freno concreto prima ancora di giocare trova qui la configurazione più completa del confronto; chi cerca la variante più raffinata di un mercato cartellini non ha, in questa scheda, un argomento per sceglierlo.

Betsson: catalogo internazionale, nota locale assente

Betsson opera con la concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, sul proprio sito .it. La sua app di sportsbook e casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Un catalogo di quelle dimensioni ha un effetto preciso su un mercato tecnico come i cartellini: dove passano migliaia di eventi passano anche i campionati in cui i provvedimenti disciplinari sono parte dello spettacolo, e la varietà delle partite disponibili è spesso la variabile che decide se una nicchia vale la pena o no. Ma la larghezza internazionale non sostituisce la profondità locale, e su questo mercato la scheda non offre un riferimento documentato.

Vale la pena notare una cosa che riguarda il gruppo e non il marchio: Azzurri Limited risponde anche di Starcasino.it, che compare più sotto in questa stessa panoramica con lo stesso concessionario. Due siti, un’unica società titolare, concessioni tenute separatamente perché la concessione è per sito. Per il giocatore la conseguenza è pratica: un problema aperto su una piattaforma non si risolve citando l’altra, perché davanti ad ADM sono due righe distinte dello stesso elenco.

Il verdetto su Betsson è che la sua forza è la larghezza del palinsesto e la copertura live, e che chi cerca un mercato cartellini deve trattarla come una ricerca da fare dentro quel catalogo, non come una promessa della scheda. Chi gioca molte partite diverse di campionati diversi trova qui il terreno più vasto su cui cercare.

Planetwin365: streaming quotidiano, regolamento cartellini da verificare

Planetwin365 opera con la concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., sul proprio sito .it, e ha costruito la propria proposta sulla diretta: offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.

La diretta non è un accessorio per chi gioca sui cartellini, è il modo in cui si verifica la previsione. Quasi nessun mercato disciplina si risolve su un fotogramma: si risolve su una partita tesa che degenera, e vederla aiuta a capire se il conteggio si sta muovendo nella direzione della giocata. Uno streaming quotidiano che copre anche sport minori è quindi un argomento concreto per un giocatore che vuole seguire ciò su cui ha puntato, e spiega perché questo nome stia in una panoramica costruita su un mercato di nicchia.

Resta il fatto che la profondità dell’offerta cartellini non è documentata in questa scheda, e che il giocatore deve leggere il regolamento dove compare. Il verdetto è che Planetwin365 è il nome da considerare quando la priorità è vedere la partita, non quando è leggere il regolamento prima di puntarla. Chi gioca su campionati poco coperti nota la differenza.

Betfair: exchange, commissioni e regole di conto proprie

Betfair opera con la concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., sul proprio sito .it, ed è il marchio con il profilo più atipico del confronto. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La sua storia è quella di un betting exchange, il «punta e banca» che il D.Lgs. 41/2024 tratta come gioco a sé: il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima.

Questo cambia la natura del margine, ed è il punto che un giocatore abituato al bookmaker tradizionale deve capire prima di aprire il conto. Sul mercato a quota fissa il prezzo contiene il margine dell’operatore e non si discute; sull’exchange il concessionario non prezza il mercato, lo ospita, e si remunera in altro modo. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sulla vincita il giocatore non deve nulla perché il prelievo cade sul concessionario. Quali commissioni si applichino oggi e in che misura è materia che va letta nelle condizioni vigenti al momento dell’operazione: le regole dell’exchange sono le più mobili del confronto, e un conto aperto anni fa non è una fonte attendibile su come funziona adesso.

Sui cartellini, la scheda non offre un riferimento specifico e il meccanismo dell’exchange va verificato partita per partita: su un mercato di nicchia la liquidità dall’altra parte dello scambio è la variabile che conta, e una quota bella su un mercato vuoto non si può prendere. Il verdetto è che Betfair è da guardare per quello che è — un modello diverso, con regole proprie e con un prelievo che non sta dentro il prezzo — e non per la profondità su una nicchia che dipende dalla presenza di chi scommette contro di te.

StarCasinò: casinò con sportsbook e nicchia non documentata

StarCasinò opera con la concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, sul proprio sito .it. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il marchio è dichiaratamente un casinò con un sportsbook agganciato, e questa non è una critica: è un’informazione che il giocatore deve usare. Su un mercato come i cartellini, che vive di profondità di palinsesto e di regolamenti pubblicati nel dettaglio, un’offerta sportiva costruita attorno agli eventi principali copre bene ciò che sta nel centro e meno ciò che sta ai margini. Chi cerca un mercato disciplina su un derby di Serie A ha buone probabilità di trovarlo; chi lo cerca su un campionato minore ha meno garanzie, e non c’è modo di saperlo prima di aprire il palinsesto.

Il concessionario è lo stesso di Betsson, e questo merita una riga perché tocca un equivoco frequente: due piattaforme con la stessa società titolare restano due concessioni, due siti e due percorsi di assistenza. Il verdetto è che StarCasinò va valutato per quello che promette — l’ambiente di gioco — e non come un candidato naturale per chi vuole scommettere sui punti cartellino. Un giocatore che passa la maggior parte del tempo sulle slot e ogni tanto apre una schedina non perde nulla da questa configurazione.

NetWin: requisiti di sblocco che pesano sui sistemi

NetWin opera con la concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., sul proprio sito .it. Le sue condizioni sul bonus sono le più dettagliate del confronto sul versante delle esclusioni, ed è su quelle che si giudica il marchio. Per sbloccare il bonus Sport-50 l’operatore chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.

Qui il requisito non è solo una soglia di prezzo, è una lista di divieti, e la lista dice molto su come va letto il pacchetto. Il giro di 3 volte il deposito è contenuto rispetto a quello che circola altrove, e in questo senso il marchio non esagera. Il vincolo vero sta altrove: una quota minima di 2.00 per evento su almeno tre eventi non si costruisce con i mercati disciplina, che viaggiano stabilmente sotto quella soglia. Chi punta sui cartellini e vuole anche sbloccare il bonus si trova davanti a due attività separate: le multiple richieste da una parte e le giocate sui punti cartellino dall’altra, senza che le seconde facciano girare il bonus.

Anche l’esclusione dei live e delle giocate con cash out attivo è un dettaglio che il giocatore scopre tardi: entrambe le cose sono centrali per chi segue i cartellini in partita, e sono esattamente quelle che non contano ai fini del requisito. Il verdetto su NetWin è che i termini del bonus sono scritti con una chiarezza che si vede raramente — e che questa chiarezza è anche un avvertimento. Chi costruisce schedine lunghe con quote decenti trova un pacchetto ragionevole; chi gioca live, sistemi o chiusure anticipate deve sapere in anticipo che nessuna di quelle giocate lo porta più vicino allo sblocco.

Quanto costa far girare un bonus su un mercato di nicchia

Le condizioni di NetWin permettono di fare il conto per intero, e vale la pena farlo perché il risultato è il tipo di numero che nessuna promozione mette in vetrina. Il punto di partenza è il giro richiesto: tre volte il deposito con denaro reale, in sette giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00.

Su un deposito di 50 € il turnover richiesto è di 150 €, cioè tre volte la base. Con una puntata da 10 € per schedina servono circa 15 giocate per completare il giro. Il numero di giocate conta quanto il totale, perché ognuna di esse paga il margine del mercato su cui è costruita, e più piccolo è il taglio della puntata, più alto è il numero di volte in cui quel margine viene pagato.

Il passo successivo richiede un numero di mercato, e qui conviene dichiarare l’assunzione invece di nasconderla. Prendiamo il mercato illustrativo a due esiti proposti a 1,90 e 1,90: la quota è pagata al 95 % circa, il margine si aggira sul 5 %. Non è la quota di un mercato cartellini e non è la quota di nessun operatore in particolare: è l’esempio che rende visibile il meccanismo, e il margine reale di una multipla a tre eventi è più alto, perché i margini delle singole gambe si sommano. Applicando quel 5 % di margine ai 150 € di turnover, il costo atteso dello sblocco è di circa 7,50 €. Non è una previsione di perdita: è una media su molte giocate costruite così, e in una singola sessione il risultato può essere qualunque cosa, dal pieno incasso al giro azzerato.

La parte che l’aritmetica non cattura è che la struttura del requisito rende quel 7,50 € una stima ottimistica. Le multiple richieste da almeno tre eventi, con quota minima 2.00 per evento, portano i margini di più mercati dentro la stessa schedina: il costo dello sblocco su una struttura del genere si colloca più in alto, e la forbice non è stretta. A questo si aggiungono le esclusioni — sistemi, antepost, live e giocate con cash out attivo fuori dal conteggio — che riducono il numero di schedine utili su cui un giocatore abituale costruirebbe davvero il proprio volume. Un pacchetto che chiede tre volte il deposito sembra leggero; diventa meno leggero quando il perimetro delle giocate ammesse si restringe a una sola famiglia di schedine, e quella famiglia è quella che paga più margine.

Il confronto con l’altro pacchetto del quadro chiarisce il punto meglio di qualunque commento. Il Benvenuto Sport di William Hill non chiede un giro di tre volte, chiede multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00, in tranche da 10 €. È un requisito espresso in struttura invece che in multiplo del deposito, e per questo sembra più innocuo di quanto sia: la quota minima di 5.00 su cinque selezioni è una soglia che pochissime schedine toccano per caso, e il tetto di 50 € sulla somma complessiva dice quanto poco, in assoluto, si stia giocando. La cifra del bonus è piccola; il lavoro per sbloccarla è di quelli che si vedono.

Domande frequenti

Come si verifica che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?

Si parte dall’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito di ADM (ex AAMS), che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna agganciata a un sito .it. Attenzione a due trappole: la concessione è per sito e non per marchio, e il nome del concessionario quasi mai coincide con l’insegna. Un controllo incrociato rapido è leggere il numero di concessione e la società nelle condizioni del sito.

Come si calcola la vincita di una scommessa partendo da puntata e quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata quando la giocata è stata accettata. Con 10 € a quota 1,85 si incassano 18,50 €, di cui 8,50 € sono profitto netto e 10 € sono il ritorno della puntata stessa. La quota resta quella del momento della conferma, anche se il mercato si muove subito dopo.

Come si vede dalle quote quanto trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Su un mercato illustrativo a due esiti proposti a 1,90 e 1,90 la somma dà 1,0526 circa: la quota è pagata al 95 % circa e il margine si aggira sul 5 %. Non è un prezzo reale, è un esempio. Su 1X2 il margine è più alto e in una multipla i margini si sommano.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione. La modifica non è simmetrica: un limite abbassato vale subito, uno alzato richiede sette giorni di attesa. A questo si aggiungono i limiti su ricarica, spesa e tempo che alcuni operatori, come Admiralbet, chiedono in fase di apertura del conto.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui concessionari ADM il prelievo cade sull’operatore e non sul giocatore, che riceve la somma netta e non la dichiara: è la lettura riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Sui siti non autorizzati la posizione cambia: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi.

Scritto dal team di «Guidapromozioni».

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